Chord Electronics Hugo TT2

Una doppia T (TT = Table Top) che ne chiarisce, senza tante possibilità di fraintendimento, l'ambito di utilizzo, su un tavolo e molto meno indicato per il trasporto, anche se il TT nella sua prima accezione continua ad avere a bordo la batteria e il doppio ingresso USB. Poi la seconda versione chiarisce ulteriormente i fini, molto audiofili dell'apparecchio, visto che l'apparecchio è in assoluto uno dei migliori DAC in circolazione...

06/09/2019
di A cura della redazione redazione@suono.it

Chord è uno di quei marchi per certi versi sottovalutati o che, in alcuni casi, pagano alla fama una sorta di peccato originale. Se così è davvero, azzardiamo almeno tre ragioni per questo: l'elevato prezzo soprattutto di quei prodotti che fino ad una manciata di anni fa costituivano il core business dell'azienda; l'estetica ampollosa che li caratterizzava ed una certa confusione del catalogo nel momento di grande sviluppo dell'azienda, dove per un certo periodo si sono affastellati prodotti su prodotti. Almeno per questo ultimo problema, l'unico risolvibile a posteriori, l'azienda si è recentemente data da fare razionalizzando il suo catalogo, mandando in pensione, anche coraggiosamente, molti suoi prodotti, virando così dalla vecchia tradizionale immagine a quella più moderna e basata maggiormente sui prodotti di ultima generazione che ruotano attorno le nuove soluzioni per la fruizione della musica. Tra queste, in particolare si è lavorato attorno al successo, notevole, dello Hugo che non è un vezzo (come quello di dare un nome di persona ad un cane...), ma l'acronimo di "You Go" che, omen nomen chiarisce la parte della barricata su cui si poneva il capostipite e i prodotti che l'hanno seguito.

Successo, dicevamo, per lo Hugo originale che fu determinato da due elementi: la portabilità e il pieno sviluppo di una soluzione complessa nella conversione da digitale  a analogico, sostenuta dalla prima ora da Rob Watts. Un successo che viene da lontano: è il 1995 quando John Franks il fondatore dell'azienda (1989), condivide appunto con Watts la stessa sala espositiva al CES ed è sintonia assoluta fin dall'inizio: da un lato un imprenditore che intende portare istanze nuove (Franks proviene dal mondo aereonautico) nel segmento di eccellenza dell'hi-fi; dall'altro un progettista che conosce l'alta fedeltà fin da ragazzo, in cui si dilettava in autocostruzione e che all'Università ha avuto modo di studiare e sperimentare soluzioni avanzate nell'ambito digitale. E' un matrimonio che s'ha da fare! In particolare in merito alla nascita di Hugo (2013), Franks  narra che circa 18 mesi prima si trovava a Tokyo e venne portato nel tempo libero a visitare una piccola mostra dedicata all'ascolto in cuffia: "C'erano gruppi di giovani ragazzi intorno a piccoli tavoli che mostravano ciò che le loro aziende avevano fatto. Tutti i prodotti venivano ascoltati seriamente e con molto piacere e divertimento. Questo mi ha riportato alla mia gioventù e mi ha ricordato quanto l'audio fosse importante per la mia generazione. Mi sono reso conto che a fronte di tutto quell'entusiasmo la tecnologia di quel periodo non era poi particolarmente avanzata e che tutte le unità avevano DAC a chip di qualità piuttosto bassa. Mi sono reso conto che con le tecnologie che io e Rob (Watts) avevamo sviluppato nel corso degli anni avremmo potuto portare qualcosa di totalmente nuovo in questo mercato...".