Debut 2 che spettacolo!

La seconda versione degli Elac Debut costa di meno, è meglio realizzata e suona benissimo. L'ottimizzazione della produzione a tutto vantaggio dell'utente.

26/10/2018
di A cura della redazione redazione@suono.it

Le caratteristiche

Diffusori Elac Debut B 5,2
Prezzo: € 280,00
Dimensioni: 18 x 34,1 x 23,4 cm (lxaxp)
Peso: 5,9 Kg
Distributore: LP Audio - www.lpaudio.it
Tipo: da supporto Caricamento: bass reflex N. vie: 2 Potenza (W): 120 Impedenza (Ohm): 6 Frequenze di crossover (Hz): 2.200 Risp. in freq (Hz): 46 - 35.000 Sensibilità (dB): 86 Altoparlanti: tw 25 mm a cupola in tela; wf da 13 c con cono in fibra aramidica

La seconda versione dei Debut (2.0) è il frutto del naturale avvicendamento dei prodotti la cui vita media in genere non supera i tre anni in questa fascia di prezzo ma anche del fatto che sulla falsariga di quanto accade normalmente nel settore dell’ascolto in cuffia si è tenuto conto del feedback di negozianti e consumatori, degli eventuali cambiamenti di mercato dovuti alle tendenze del momento e del dictat iniziali che hanno dato spunto alla linea. Jones spese al tempo molte parole per segnalare come ottenere una buona estensione alle basse frequenze rappresentasse una caratteristica indispensabile per attrarre le nuove generazioni di ascoltatori, target preferenziale della linea Deburt. Nella prima versione dei Debut, obtorto collo, si era dovuto rinunciare a un pizzico di efficienza per ottenere quelle prestazioni, quel punch in gamma bassa che, senza esondare i confini del buon ascolto, rappresentava l’obiettivo primario del progetto. Anche nel caso della seconda versione del progetto Debut l’efficienza rimane bassa ma, lo anticipiamo, le performance in gamma bassa sono ulteriormente migliorate. Più in generale è tutto il diffusore a essere stato rinnovato anche perché si è deciso di rinunciare alla scelta coraggiosa del tubo d’accordo posteriore in favore di una porta presente sul pannello anteriore. Diciamo “coraggiosa” perché al tempo quell’atto, viste le comuni credenze che il tubo posteriore rappresenti un problema nel posizionamento (con un eccesso di presenza nella gamma bassa quando il diffusore è ravvicinato alla parete posteriore), rappresentava quasi una sfida contro le tendenze in atto con risultati anche dirompenti visto che nella pratica tali preconcetti venivano decisamente disattesi dai fatti (vedi SUONO 504 - febbraio 2016). I luoghi comuni, però, in particolare in alta fedeltà, sono duri a morire e in questo senso potremmo persino parlare di un eccesso di considerazione verso il feedback dal mercato visto che, alla fine, Jones si è “piegato” all’opinione comune! Come che sia, lo spostamento della porta d’accordo ha portato a ridisegnare completamente i rapporti dimensionali  del diffusore il che ha garantito alla nuova versione dei Debut, perlomeno nel modello da piedistallo oggetto di questa prova (B5.2), una linea più filante e aggraziata da quella eccessivamente tozza e “americana” della prima versione.
Al di là del prodotto specifico e della sua più o meno eccellenza, colpisce il segnale che le scelte applicate alla nuova linea Debut sembrano lanciare al mercato, con una sorta di inversione nelle strategie di marketing. Generalmente la sostituzione di una gamma di prodotti con la stessa rivisitata o con un’altra che la sostituisce viene accompagnata da una serie di informazioni che tendono a esaltare ipotetici miglioramenti per i quali risulta quasi inevitabile anche un coincidente aumento dei costi. Ci è capitato spesso di constatare che la comunicazione aziendale in questi casi serva principalmente a costituire una sorta di cortina fumogena sulle reali intenzioni che hanno guidato la progettazione (o ri-progettazione) del prodotto e che trovano ragione in una ottimizzazione dei costi di produzione, quasi mai riversati, se non in minima parte, sul consumatore finale. Nel caso dei Debut ogni regola precedente viene stravolta a cominciare dal fatto che la versione precedente della linea risulta attualmente ancora in catalogo (anche se, supponiamo, a termine), quasi a esplicita spiegazione del fatto che i nuovi Deut siano altro dai vecchi. Il costo della nuova versione, poi, è inferiore alla precedente nonostante siano state apportate innovazioni che vanno nella direzione del miglioramento senza particolari altri fini del prodotto (o almeno noi non siamo riusciti a leggerne), riversando dunque tutto il “sapere” e i suoi benefici sul consumatore. Ben fatto!

Oltre che nei rapporti prospettici il mobile, l’aspetto meno esaltante della prima versione, è anche stato irrobustito utilizzando un rinforzo interno mentre anche per i trasduttori sono stati utilizzati nuovi i disegni e materiali: in particolare il woofer, montato qui con viti a vista, forse la più significativa concessione al risparmio praticata sul prodotto, ha subìto notevoli cambiamenti.

[ Pubblicato su SUONO n° 530 - novembre 2018]

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