Degritter: la lavadischi al top

Ecco esempio virtuoso della tanto vituperata Unione Europea: Degritter è una start-up estone che ha presentato nel 2015 un suo progetto che aveva i requisiti per meritarsi un finanziamento dalla UE per poter partire e così è stato!

19/03/2020
di A cura della redazione redazione@suono.it

Non deve stupire troppo il fatto che questa macchina per la pulizia dei dischi in vinile a ultrasuoni, così ben realizzata e funzionante, venga disegnata e realizzata da una start-up con base in Estonia; questo Paese, infatti, è diventato in pochissimi anni uno dei più digitalizzati e avanzati d’Europa, terreno fertile per la nascita di tante piccole e grandi nuove realtà produttive. Dietro a Degritter, infatti, c’è un team di giovani imprenditori che ha realizzato un prodotto di nicchia attinente il mondo dell’audio analogico di qualità ma con velleità che vanno ben oltre i rassicuranti riti e modalità analogiche. In questo settore l’offerta dedicata alla pulizia e al lavaggio dei dischi era fino a oggi limitata principalmente ad alcuni produttori di giradischi come Clearaudio, Pro-Ject, VPI Ind. e a veri e pochi propri specialisti del settore come Okki Nokki (vedi nelle pagine precedenti) o Nitty Gritty, quest’ultima “in pista” addirittura dal 1981. In questo panorama il progetto Degritter si pone in maniera piuttosto ambiziosa e ha come obiettivo l’offerta di una macchina per la pulizia dei dischi pratica, semplice da usare, quasi professionale nonché particolarmente efficiente, senza curarsi troppo dei costi, davvero non secondari tanto “abbiate pure cento belle qualità, la gente vi guarderà sempre dal lato più brutto” (Molière)!
Lo staff di Degritter ha scelto di utilizzare per la sua lavadischi la recente e innovativa tecnica a ultrasuoni, utilizzata in ambito industriale ma anche nell’oreficeria e, in senso più allargato, in tutti quegli ambiti in cui bisogna pulire a fondo piccoli oggetti, con varie insenature in cui si annida polvere, grasso e altri agenti contaminanti. In altre parole, occhiali, gioielli, componenti elettronici sembrano aver molto in comune con un “banale” disco in vinile! Il principio di base è utilizzare il fenomeno della cavitazione in un liquido sollecitandolo tramite onde ad alta pressione e ad alta frequenza. Nella pratica, si formano microbollicine che si espandono e poi, collassando, creano microflussi di liquido ad alta energia che si insinuano nei più piccoli anfratti e nella maggior parte dei corpi estranei depositati sulle superfici, di dimensioni molto più grandi delle microbollicine di cavitazione.