Elac Navis ARF-51 test

Con i Navis Andrew Jones ha tirato fuori dal cappello una creatura anomala già nella classificazione (diffusore wireless o diffusore amplificato? L’azienda propende per la seconda definizione) e poco amata dagli audiofili, almeno in fase teorica e in ragione di alcuni preconcetti. Eppure suonano benissimo e costano poco, soprattutto se si pensa che con pochissimo in più "fanno" un sistema completo! 

06/05/2019
di A cura della redazione redazione@suono.it

sintesi da SUONO 535

Comanda l'AIRX2

 

l collegamento con il Discover consente lo streaming di contenuti dalla rete e la connessione Bluetooth con la possibilità di regolare anche il livello del volume nel dominio digitale tramite l’apposito chip a bordo, mentre con il Transmitter, al quale si collega esclusivamente una sorgente analogica, il volume deve essere regolato assolutamente a monte del collegamento. Il Discover supporta DLNA e AirPlay e anche Roon, con il quale ha sviluppato una connessione al dispositivo di tipo avanzato che consente a quest’ultimo di accedere ad alcune regolazioni specifiche del dispositivo. Da notare che ELAC non fornisce una App di gestione dei contenuti e per questo rimanda a quelle più diffuse oppure a quelle che meglio si interfacciano con le soluzioni scelte dall’utente anche per quel che riguarda la gestione e archiviazione dei contenuti. L’esperienza d’uso più coinvolgente e dirompente è tuttavia con Roon, che gestisce anche in modo intelligente la regolazione del volume con il DSP interno al discover, nonostante non sia ancora tato rilasciato un aggiornamento per l’allineamento delle versioni in esercizio e ci siano delle incongruenze con la regolazione del livello da Roon e dall’interfaccia web di gestione del Discover. Il Discover è dotato anche di uscite analogiche con conversione fino a 192 kHz con livello fisso o variabile, che si potrebbero utilizzare con altri sistemi oppure con l’ingresso analogico dei diffusori, aggirando il collegamento wireless. Scegliendo di non utilizzare il collegamento wireless, tuttavia, viene meno anche l’interesse di usare il Discover come riproduttore di rete in quanto, anche se ben interfacciato con Roon e abbastanza robusto nel funzionamento di rete, non ha alcun controllo sui diffusori attivi e si possono scegliere altre soluzioni renderer + uscite analogiche con livello variabile che supportano formati anche ad alta risoluzione sia PCM che DSD.

Il segmento dei diffusori wireless era decollato con la diffusione della rete ethernet (i Thiel furono degli antesignani, a tal proposito), salvo poi essersi inceppato e aver lasciato il campo ai piccoli sistemi completi (leggi Sonos e suoi epigoni). Si tratta però di altra cosa: sono amplificati, certo (pre-requisito in qualsiasi diffusore wireless, difficilmente digeribile dagli audiofili) e a bordo hanno quasi sempre uno streamer, un sistema di regolazione del volume e un DSP. Sono “isole” autonome, insomma, dove il collegamento wireless serve per trasmettere i comandi e la musica. Altra cosa sono i diffusori wireless, diffusori amplificati ma di un segmento “più Hi-Fi”, dove protagonisti ce ne sono, vero, ma non poi tanti: da Dynaudio (i primi, Xeo 3, furono provati su queste pagine - SUONO 465, giugno 2012), che oggi propone due linee, ognuna con tre modelli, a Kef (vedi SUONO 533, febbraio 2019) passando per Dali o alcune realizzazioni semi-professionali (Grimm) ma anche mostri sacri a cavallo fra il pro e l’Hi-Fi come, ad esempio, Tannoy e Focal. Poi ci sono i diffusori amplificati... e basta, una vasta pletora nel settore professionale, molti meno in quello consumer perché, a dispetto delle convinzioni tecniche che dicono trattarsi di una buona idea, la percezione che un sistema così fatto possa suonare bene “non passa” o non attecchisce. Ecco, forse, perché nella linea Navis, a partire dalla categorizzazione, si preferisce definire il prodotto amplificato piuttosto che wireless, sebbene possa fare di più (a bordo c’è una ricevente wireless) e in certa misura attorno a sé abbia costituito un suo ecosistema. Qualche indizio già nella scelta del nome: Navis, dal latino nave, dunque elemento in movimento, se si vuole anche in perenne evoluzione: persino il solo galleggiare non è una condizione fissa! Argo Navis (guarda caso la linea di diffusori inizialmente si chiamava Argo) sarebbe stata una delle più grandi costellazioni in assoluto se non fosse che gli astronomi l’abbiano smembrata in tre sistemi più piccoli, di cui una è Vela, nome di assonanza nautica utilizzato da Jones per un’altra linea di diffusori, quasi a ribadire un disegno comune, un tutto fatto da tante parti, ognuna con una sua funzione. Entrando nel merito, Navis è una linea costituita da un sistema di altoparlanti amplificato a tre vie con front end “totalmente” analogico, sia nella parte dedicata al crossover che in quella dedicata all’amplificazione dei singoli altoparlanti. Parliamo al plurale/singolare in quanto i due sistemi che ne fanno parte (Navis F51 e B51), uno “F”lorstanding e l’altro “B”ookshelf, sono tutt’altro che opposti e, anzi, si può azzardare che il sistema a torre sia frutto della trasformazione del bookshelf al quale è stata prolungata la parte finale del mobile (circa sessantacinque centimetri con un volume indipendente da quello superiore, in cui sono stati inseriti altri due altoparlanti simili a quello installato nell’unità singola). Simili in quanto l’impedenza è stata adattata per essere simile nei due modelli: i tre woofer da circa 12 Ohm utilizzati nella torre e connessi in parallelo restituiscono una impedenza di circa 4 Ohm, molto simile a quella del woofer singolo utilizzato nel modello da scaffale. Le altre caratteristiche rimangono pressoché invariate e, ad eccezione della pressione totale in gamma bassa, i due modelli restituiscono una risposta molto simile per estensione. Condividono dunque lo stesso gruppo medio-alti, lo stesso woofer (anche se con impedenze leggermente differenti) ma anche la stessa sezione di amplificazione con tagli e settaggi sovrapposti.L’architettura della sezione di controllo e potenza del diffusore è “completamente” analogica pur utilizzando moduli BASH.

Le condizioni d’uso e la versatilità del sistema vengono chiariti con l’esame del pannello posteriore delle connessioni che consente la connessione simultanea di un ingresso analogico RCA, uno XLR e quello Wireless tramite il sistema proprietario AirX2 (protocollo di trasmissione senza perdita in formato CD - PCM 44/16). La scelta del tipo di connessione avviene tramite un selettore meccanico a tre posizioni azionabile solo a mano su ognuno dei diffusori, pertanto utilizzabile nelle fasi iniziali di set-up o solo di rado ma non come opzione di selettore ingressi.La catena più tradizionale a cui abbinare i Navis è dunque quella fonte - preamplificatore (bilanciato o meno) tramite una coppia di cavi di segnale. Se si vuole o si deve invece ricorrere al collegamento senza fili è possibile al momento utilizzare due diversi apparecchi dotati del trasmettitore nello standard Elac: il modulo Discovery Connect e il Navis Transmitter, entrambi compatibili AirX2. Il primo è una sorta di streamer - hub digitale, dunque con possibilità di utilizzare ulteriori fonti digitali esterne; il secondo non si può considerare “solo” il modulo di trasmissione visto che accetta esclusivamente un segnale analogico e lo converte in un segnale compatibile AirX2 per trasmetterlo alle riceventi sui diffusori. Con il transmitter è necessario quindi predisporre a monte parte della catena (fonti e preamplificatore) visto che il modulo non dispone di volume né è possibile regolarlo a bordo dei diffusori. Per quanto riguarda l’abbinamento nella modalità wireless, è necessario eseguire l’accoppiamento fra ricevente e trasmittente e scegliere, manualmente dal pannello posteriore di ogni diffusore, il canale da riprodurre scegliendo fra “left” e “right”.
Le caratteristiche sonore sono semplicemente sorprendenti, tanto via cavo che wireless (anzi: quasi indifferentemente con l’una o l’altra modalità), in quanto il sistema manifesta una reattività da primato dove attacchi e rilasci sono rapidissimi, potenti, quasi ruggenti senza che ne venga minimamente condizionata la definizione e la grazia del messaggio sonoro. La bellezza di questo sistema si apprezza ancor di più a livelli bassi, in cui l’equilibrio timbrico e la definizione di attacchi e rilasci ricostruiscono nell’insieme una scena sonora la cui credibilità è sconosciuta in questo ambito.

Distributore: LP Audio - www.lpaudio.it

Prezzo: € 4.200,00

Dimensioni: 19,5 x 36 x 33 cm (lxaxp)

Peso: 9,20 kg

Tipo: da pavimento Caricamento: bass reflex N. vie: Potenza (W): 150+70+30 Altoparlanti: 3x Woofer 15 cm, Midrange 10 cm, Tweeter 2,5 cm Rifinitura: Gloss Black, Gloss White, Wood Veneer Note: Diffusore attivo: 150 watt BASH su woofer, 70 watt BASH su midrange, 30 watt Classe AB su tweeter. Midrange e tweeter concentrici. AIR_X2 wireless. Room response compensation. Navis transmitter Euro 150,00, Discovery Connect 450,00

[ Pubblicato su SUONO n° 535 - maggio 2019]

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