In prova: Angstrom Audiolab Zenith ZHA06

Un amplificatore per cuffia che è anche un ottimo pre. Un prodotto artigianale che, però, sfida nel suo segmento di mercato, quelli di natura più industriale, ponendo il punto sulle sue grandi capacità sonore

03/11/2020
di A cura della redazione redazione@suono.it

sintesi da SUONO 548

Le caratteristiche

Amplificatore per cuffie Angstrom Audiolab Zenith ZHA06
Prezzo: € 3.600,00
Dimensioni: 35 x 17 x 45 cm (lxaxp)
Peso: 8 Kg
Distributore: Distretto Audio - www.distrettoaudio.com
Tipo: Ibrido Potenza (W/Ohm): 6 + 6 Note: ECC88 e uscite MOSFET. Dimensioni (l x a x p) cm: 35 x 17 x 45 Peso (kg): 8

Si dice “sbagliando si impara” e se poi a sbagliare sono gli altri e a imparare sei tu, la cosa è ancora più proficua! È un po’ questa la grande fortuna (o la grande dote perché degli errori, tuoi o altrui, va fatto tesoro e questo non è comune...) di Roberto Garlaschi. Garlaschi, è uno che sul palcoscenico Hi-Fi bazzica se non da sempre sicuramente da molto e con il suo centro di riparazioni ne ha viste passare di ogni, provando appunto a fare tesoro di una conoscenza riversata prima con alcuni progetti one off e poi, “da grandi”, con una esperienza più duratura, sebbene dai risvolti altalenanti. Angstrom, infatti, è stata un tempo Angstrom Research, oggi Angstrom Audiolab, due esperienze ascrivibili a due differenti contesti ma con la stessa testa dietro e che solo in futuro (prossimo, assicura l’interessato) torneranno a essere una cosa unica.
Comunque sia, Angstrom ha sviluppato la serie Zenith con l’obiettivo di abbracciare una fascia di mercato meno d’élite (nessun prodotto della serie Stella è al di sotto dei 10.000 euro e quasi tutti superano i 20.000!) e di maggiori numeri anche se con la saggezza del buon padre di famiglia Garlaschi ci ha assicurato che punta a una quantità a due zeri e non a tre! Per far questo si è optato ad alcune scelte dirimenti: si utilizzano PCB ove la serie Stella è sempre completamente cablata a filo e sono presenti anche soluzioni ibride laddove gli Stella sono rigorosamente solo a valvole, anche se, e qui scatta il “garlaschi pensiero”, i circuiti stampati sono realizzati con piste dorate e ad alto spessore e con componentistica di livello e soluzioni tutto sommato semplici ma molto eleganti e funzionali.
L’amplificatore per cuffia (ma la presenza di una uscita line variabile ne autorizza l’utilizzo anche come tradizionale pre) oggetto di questa prova sembra in apparenza quasi indistinguibile dal suo corrispondente della serie Stella, anche se ballano parecchie centinaia di euro tra i due! Entrambi sono gli apparecchi più economici delle rispettive linee; considerando che si tratta comunque di un prodotto artigianale, il prezzo di listino dello Zenith ZHA06 appare davvero invitante, considerando che si pone in linea con competitor se non consumer certamente appartenenti a marchi di più largo consumo: una non eccessivamente nutrita schiera che, però, comprende tra gli altri nomi del calibro di Moon, Stax, Raal-requisite e iFi...
Il prodotto si colloca a pieno titolo nell’agone dei prodotti ad elevato indice di gradimento e quel che si apprezza nella sezione di pre-amplificazione lo si ritrova anche nell’uscita cuffia che, da un certo punto di vista, mantiene inalterate le peculiarità dello stadio linea a valvole e rende decisamente onnivoro lo stadio di potenza, a prescindere dal tipo di cuffia e dall’impedenza. Forse la fascia di mercato a cui appartiene lo Zenith ZHA06 è quella che più si compenetra nel concetto di microlusso, abbandonando il concetto poco eccitante di fascia media (la virtù, oggi, è altrove!) e certamente il lusso, anche nella sua versione micro, prevede una opportuna attenzione anche alla forma oltre che alla sostanza. Angstrom, invece, ha fatto una scelta netta per quest’ultima, offrendo un apparecchio multifunzione che non è la massima espressione dal punto di vista del design industriale (comunque permeato di tutti quei dettagli che presi insieme e separatamente costituiscono la summa dei dettagli di altissimo livello) con un effetto magari non bello da vedere ma molto, molto performante all’interno della sua categoria.

[ Pubblicato su SUONO n° 548 - novembre 2020]

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