Lettore digitale Arcam DV 78 + Sintoamplificatore Arcam AVR 250 Test

Come altri marchi inglesi, la filosofia di produzione ha favorito la qualità e la durabilità nel tempo dei prodotti Arcam (la casa è in grado di assistere e riparare anche elettroniche prodotte più di vent’anni fa) anziché l’abbondanza di gadget tecnologici che spesso caratterizzano prodotti d’origine orientale.

10/11/2005
di Giandomenico Ciampa

Lettore digitale Arcam DV 78
Prezzo: euro 1.450,00
Dimensioni: 43,5 x 35 x 8  cm (l x a x p)
Peso: 5,2 Kg
Sintoamplificatore Arcam AVR 250
Prezzo: euro 2.000,00
Dimensioni: 43,3 x 14,5 x 42,2 cm (l x a x p)
Peso: 21,4 Kg

Chi è l’utente tipo di prodotti Arcam? Sicuramente una persona che bada al sodo e non si fa influenzare più del necessario dalle mode passeggere e, probabilmente, richiede una superiore qualità di riproduzione audio. Da ciò ne deriva che un’estetica scarna ed essenziale, ma che racchiuda una tecnologia e una qualità di riproduzione spesso ben al di là di quella derivante da una prima impressione visiva dei prodotti esaminati, certo non spaventa questo tipo di utente!
Il player DV-78 e l’amplificatore HT AVR-250 rappresentano in pieno tale filosofia, sia nella connotazione estetica che progettuale: l’afficionados Arcam, dunque, non resterà impressionato dalle caratteristiche tecniche video (che non prevedono la presenza di connessioni video digitali e di upscaling dell’immagine) che prevedono solamente connessioni analogiche al più in component progressivo.
D’altronde l’upscaling fino a 1080p da materiale video DVD originariamente PAL o NTSC non è necessariamente la panacea di tutti i mali e filmati video nativi HD su supporti read-only (e i necessari lettori) sono ancora lontani dall’essere disponibili sul mercato…
E allora? Una connessione component interlacciata o progressiva può essere ancora una buona scelta e permette, oggi, di ottenere una buona qualità dal materiale video DVD; domani, quando la battaglia tra HD-DVD e Blu-ray sarà terminata e sarà disponibile un’ampia scelta di titoli (tra due anni, forse?) sarà invece possibile attuare una scelta ragionata per approdare in modo appropriato all’alta definizione.
I due prodotti sono stati provati insieme perché costituiscono un ottimo abbinamento sia estetico che funzionale e il loro uso congiunto può concorrere ad un ottimo soddisfacimento dell’appassionato audio-video.
L’accoppiata presentata in questo test si è rilevata ben equilibrata e performante pur non essendo allineata ai più recenti dettami in tema di connessioni video. Si tratta in buona sostanza di due prodotti che possono ben figurare a casa dell’appassionato di musica stereo che voglia evolvere verso il multicanale pur mantenendo una buona resa dalla lettura dei suoi CD. A testimonianza di ciò, l’AVR-250 consente la connessione in biwiring/biamping delle casse frontali attraverso l’eventuale utilizzo dei canali 6 e 7 per migliorarne il pilotaggio (ricordiamo che l’AVR-250 è un amplificatore HT 7.1).
Insomma, un impianto home theater composto da player e amplificatore integrato multicanale che non solo mantiene la qualità audio a cui ci ha da tempo abituato l’Arcam, ma che consente anche all’audiofilo più smaliziato di avvicinarsi in modo coerente all’HT mantenendo in un insieme relativamente compatto le caratteristiche generali da sempre offerte da questa rinomata casa inglese.

Sintesi tratta da SUONO n. 386 novembre 2005

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