Lettore digitale Vincent & TAC CD-S2 Test

Quando si cerca il miglior compromesso tra qualità di riproduzione, qualità costruttiva ed esborso economico, il ventaglio delle scelte si restringe ma l’entry level della tedesca Vincent nella categoria dei riproduttori cd, si propone come una delle migliori scelte nella sua fascia di prezzo.

10/11/2005
di Paolo Perilli

Prezzo: euro 696,00
Dimensioni: 43 x 10 x 33 cm (l x a x p)
Peso: 6,20 Kg

La sino-germanica Vincent-Tac ha un catalogo molto vasto che copre praticamente tutte le possibili esigenze sia dell’audiofilo più smaliziato che del novello amante del buon suono, con la caratteristica di proporre oggetti dal costo contenuto rispetto al segmento di mercato a cui appartengono. Ecco che quindi sono disponibili versioni ibride o completamente a stato solido di amplificatori integrati, preamplificatori, finali di potenza, sintonizzatori, lettori CD e DVD, amplificatori per cuffie; tre modelli di ampli integrati a valvole, poi subwoofer, cavi e sistemi di altoparlanti; ce n’è veramente per tutte le esigenze o gusti! Il fatto di far produrre dichiaratamente in Cina i propri apparecchi è una delle ragioni per la quale Vincent-TAC riesce a proporre oggetti dal costo ridotto senza scendere a particolari compromessi qualitativi, e al di là di ogni commento moralistico sul presunto sfruttamento del lavoro sottopagato, così fanno altri moltissimi marchi (non solo di hifi) infischiandosene bellamente di abbassare i prezzi dei propri prodotti. Tutti gli apparecchi Vincent-TAC finora provati da SUONO hanno evidenziato invece performance degne di nota, in special modo rispetto alla loro fascia di prezzo, e questo è secondo me quello che più deve interessare gli appassionati. Nel caso specifico non si avranno nemmeno problematiche di assistenza post vendita come per altri prodotti di provenienza orientale acquistati su internet o in mercati paralleli, visto che nella Vincent-TAC c’è di fatto lo “zampino europeo (la mente dell’azienda è costituita da un pool tedesco) e il prodotto è regolarmente distribuito da un importatore italiano che opera da diversi anni sul mercato. L’unico fattore negativo dei i marchi che hanno a che fare con la Cina, cioè lo sfornare prodotti a volte un po’ anonimi sia nel design che nei ritrovati tecnologici, non è imputabile a Vincent e in particolare al lettore CD-S2, decisamente gradevole alla vista grazie a un riuscito mix di linee semplici e aspetto solido, vista la pressoché totale assenza di materiali plastici. Il frontale è di alluminio spazzolato di generoso spessore così come i pulsanti di comando, cose certamente non essenziali ma decisamente appaganti per un oggetto che non deve dare l’impressione di essere un giocattolo. Le connessioni non sono le migliori che si possano reperire sul mercato ma neanche le peggiori e hanno l’onorevole pregio di apparire decisamente robuste anche dopo vari “metti e togli” di cavi di collegamento, a causa dei quali alcuni apparecchi hanno in passato mostrato la corda durante i nostri test. Le uscite stereo analogiche sul retro sono doppie per consentire l’utilizzo della sorgente in due impianti diversi, e sono insieme all’uscita coassiale digitale e alla vaschetta IEC per il cavo di alimentazione. Interessante il posizionamento dei pulsanti di comando sul frontale posti a forma di cerchio, unico elemento che contraddistingue il design pulito dell’apparecchio. Per quanto riguarda il telecomando, non c’è molto da dire: è in materiale plastico nero, con tutti i pulsanti necessari al pigro utente per gestire il lettore CD a distanza dal proprio divano; la qualità dell’oggetto non è certamente inferiore ad altri telecomandi di apparecchi dal costo anche superiore.
Cosa sta succedendo a questo strano mercato? È vero che la tecnologia in campo digitale ha fatto balzi da gigante negli ultimi anni e che conseguentemente la qualità costa meno, ma sempre più spesso ci si trova a confronto con un costante incremento delle prestazioni che necessitano di un continuo aggiustamento dei propri parametri di ascolto. Mi ricordo pochi apparecchi che nel proprio segmento di mercato hanno segnato un balzo in avanti nel rapporto qualità/prezzo e credo che il Vincent-Tac CD-S2 dovrà essere considerato tra quelli. Le debite conclusioni: si tratta di un apparecchio dal costo ancora abbordabile da un normale impiegato che vive di normale stipendio; ha un design non propriamente originale ma è costruito con materiali solidi e di buona fattura; il display è intuitivo e facilmente leggibile; suona bene.
A mio giudizio è uno dei migliori acquisti nella sua fascia di prezzo (se non il migliore) e pur rendendomi conto che, giornalisticamente parlando, bisogna andarci cauti con i superlativi e che nella stessa fascia di prezzo sono presenti agguerritissimi concorrenti, il Vincent mi ha emozionato e ho volutamente scritto l’articolo sulla scia dell’entusiasmo: perché tutto sommato la cara vecchia alta fedeltà ha bisogno proprio di questo. Ascoltatelo, toccatelo, mettetelo a confronto anche con concorrenti dal costo più elevato…

Sintesi tratta da SUONO n. 386 novembre 2005

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