McIntosh MA252: nuova genia

Primo integrato ibrido della casa, quando fu presentato nel 2017 il McIntosh MA252 fece pensare a una boutade della casa americana, senonché proprio il recente ingresso del modello più grande (MA352) conferma l’intenzione di sviluppare anche una linea di prodotti ibridi, con preamplificazione a valvole e finale a stato solido.

10/02/2020
di Nico Candelli nico.candelli@gmail.com

Le caratteristiche

Amplificatore integrato McIntosh MA252
Prezzo: € 6.000,00
Dimensioni: 30,50 x 19,40 x 45,70 cm (lxaxp)
Peso: 12,70 Kg
Distributore: MPI Electronic - www.mpielectronic.com
Tipo: stereo Tecnologia: ibrido Potenza: 2 x 100 W su 8 Ohm Accessori e funzionalità aggiuntive: Ingresso cuffia Phono: MM ( mV/ KOhm) Ingressi analogici: 2 RCA 1 XLR Note: valvole 12AX7 (2) e 12AT7 (2).

Non si tratta delle uniche novità associate a questa linea di prodotti che, infatti, non utilizzano né il trasformatore d’uscita (quasi un marchio di fabbrica!) né i tradizionali “occhioni blu” (i VuMeter) mentre sono presenti il circuito di controllo Power-Guard e la specifica soluzione studiata dalla casa per l’uscita cuffia (Sentry Monitor) mutuati dalla recente produzione a stato solido. L’appartenenza alla famiglia McIntosh con il suo stile retrò è garantita da un telaio simile all’amplificatore a vuoto MC-275 dove si sono integrate valvole e transistor con un effetto finale che ha soddisfatto la mia vista, anzi, più lo osservo e più mi piace! L’MA252 è telecomandabile nelle sue funzioni primarie, dispone di bilanciamento, controlli di tono e di una dotazione di ingressi più che sufficiente per un normale utilizzo. Sulla parte frontale un display Oled indica la percentuale del volume oltre allo stato del bilanciamento dei controlli dei toni e l’ingresso selezionato; l’ingombro è abbastanza contenuto, il peso discreto a causa del trasformatore, il famoso Power-Guard, che nonostante le pressioni elevate a cui è stato sottoposto l’amplificatore durante l’utilizzo non è mai intervenuto, cosa che invece mi capitava tanti anni addietro con il finale MC2205 che pilotava una poco efficiente coppia di Dahlquist DQ 10: quando esageravo con il volume, il sovraccarico veniva prontamente corretto e segnalato con l’accensione delle due spie del power guard poste sul frontale dell’apparecchio, che si spegnevano quando l’amplificatore ripristinava le condizioni ottimali, sollevando i diffusori dal riprodurre segnali distorti causati dal clipping. Nell’MA252 l’intervento del power guard viene evidenziato attraverso il lampeggiare arancione dei led posti alla base delle valvole preamplificatrici che ritornano al loro colore verde quando il clipping è terminato. È ancora presente il Sentry Monitor, altro brevetto McIntosh che disattiva immediatamente l’alimentazione quando viene rilevato un cortocircuito sulle uscite degli altoparlanti. In sostanza, nonostante un prezzo da entry level per gli standard McIntosh (si tratta del più economico degli integrati della casa...) e a parte l’assenza dei VuMeter e degli autotrasformatori, l’apparecchio possiede tutte le soluzioni che hanno reso famoso questo marchio... Certo queste scelte potrebbero riverberarsi sulle qualità sonore e, dunque, il quesito più importante in merito all’apparecchio non può che essere: com’è il suono?

La prima caratteristica percepibile durante l’utilizzo è che finalmente siamo di fronte a un amplificatore e che non ha bisogno di un lungo warm-up per andare a regime. Bastano infatti pochi minuti perché la macchina si stabilizzi sonicamente, aspetto molto positivo che rende da subito fruibile il MA252, che riesce a esprimere con prontezza il meglio delle sue prestazioni. Il basso è precisissimo, solido e potente con un grande controllo, forse non profondissimo ma sicuramente in grado di trasmettere emozioni. Poi una lieve sottolineatura della zona media consegna ai diffusori un tono caldo di buon spessore, mentre una notevole  tridimensionalità e una grande fluidità avvantaggiano soprattutto le voci sia maschili che femminili, rendendole sicuramente più naturali e credibili. E non solo queste ne traggono giovamento, poiché anche nel jazz e soprattutto nella musica da camera e classica in generale, complice un estremo alto arioso e preciso ma leggermente calante, si viene a creare quel mix molto adatto a questa tipologia di musica, riuscendo sicuramente a soddisfare appieno l’ascoltatore. Non c’è traccia di fatica d’ascolto e anche dopo ore i brani si susseguono senza soluzione di continuità regalando all’ascolto piacevoli sensazioni. Alla fine della seduta ci si alza soddisfatti e il nostro orecchio ci ringrazia per non essere stato sottoposto a stress uditivo! Un elemento importante è che si può ascoltare a un certo livello qualitativo qualsiasi tipo di musica (anche in virtù di una buona riserva di potenza che questa macchina possiede) ma il suo carattere un po’ romantico e poco aggressivo rende l’apparecchio più vicino a queste tipologie di musica. Molto buono il fronte sonoro, abbastanza ampio e profondo, ottima soprattutto la capacità dell’MA252 di essere estremamente silenzioso riuscendo a ricreare quel buio necessario a collocare al meglio gli strumenti nel palcoscenico virtuale. Particolarmente coinvolgente la registrazione ad alta definizione “Sonate fur flote und basso continuo” di J.S. Bach effettuata nella chiesa di san Martino a Basilea. Gli strumenti, flauto, fagotto e clavicembalo danno spazio al 252 di evidenziare le sue doti prima menzionate restituendo inoltre a ogni brano una credibile ricostruzione e grande senso di spazio ricreato dal luogo dove la registrazione è stata effettuata. E ancora: una brava Jannifer Warnes interpreta le musiche di Leonard Cohen nell’album Famous Blue Raincoat restituendo le atmosfere intimiste create dall’artista, anche grazie al fatto che si tratta di un’ottima edizione dal punto di vista artistico e dell’incisione. Con una voce splendida e una ottima focalizzazione il risultato all’ascolto non si fa attendere. Il nostro ibrido interpreta in modo accurato ciò che gli viene trasmesso dalla sorgente, la voce è calda e coinvolgente e nessun accenno a qualsiasi sorta di asprezza, ottima la resa del basso e dei violini che la accompagnano nel brano Ballads of Runaway Horse. Perché non variare ulteriormente, ascoltando il bellissimo Shade of Chet, omaggio a Chet Baker da parte degli italianissimi Rava-Fresu e compagni? Le Sonorità vellutate emesse dalle trombe di Rava e Fresu risultano perfettamente controllate anche nei momenti di massima intensità e incontrano precisione e corpo nel pianoforte di Bollani e nel basso di Pietropaoli. Ancora un’ottima interpretazione riproposta da questa macchina... Da non dimenticare che l’MA252 possiede un ingresso fono MM che ho avuto modo di provare con un Rega Planar (testina Exact) con risultati decisamente interessanti. Sicuramente non è stato inserito l’ingresso fono solo per soddisfare la moda del momento; lo stadio fono è indubbiamente in linea con la qualità della macchina e lo stesso dicasi dell’ingresso cuffia. Una nota a parte merita il telecomando in dotazione, piccolo ma con tutte le funzioni necessarie a comandare l’amplificatore. Simpatico, bello, lucido e finalmente non attaccaticcio come alcuni telecomandi di vecchia memoria! Non vi è dubbio che dal punto di vista sonoro questo apparecchio sia diverso dal mio MC-275 ma, si potrebbe obiettare: perché scimmiottare un suono che già esiste? L’importante è la qualità ottenibile e questo apparecchio mi soddisfa perché riesce a coniugare velocità dei transistor e dolcezza delle valvole. È un amplificatore fresco e veloce, al passo con i tempi e credo che i possessori di questa macchina ne saranno davvero soddisfatti, tenendo presente che se si riesce a strappare uno street-price ci si porta a casa davvero un buon affare…

Tre ingressi linea di cui uno XLR, un ingresso fono MM, presenza gradita, oltre a una uscta sub.

[ Pubblicato su SUONO n° 540 - dicembre 2019]

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