Monitor Audio WS100 test Test

Possibile che in pochi centimetri cubici si possano concentrare tutte le problematiche (e molte delle possibili soluzioni) legate alla riproduzione audio?
Provate a leggere la sintesi della prova di questi "cubetti" apparsa su SUONO 471 - dicembre 2012.

27/12/2012

 

 

I microscopici Monitor Audio WS100 (meno di 2 kg l'uno al netto di tutto) sono un crocevia sintomatico dello stato dell'arte del nostro settore. Proviamo a fare la spunta dei temi sviluppati e sviluppabili in merito: l'ottimizzazione delle prestazioni a fronte di vincoli particolarmente estremi, affrontata beneficiando dei vantaggi della multiamplificazione e dell'utilizzo di un DSP; l'adozione di una parziale soluzione wireless che mette in luce elementi fondanti mutuati dalla logica informatica, segnatamente la logica plug and play, il graduale svincolo dalla servitù dei cavi, la qualità del segnale trasmesso e, conseguentemente, il punto di equilibrio tra comodità e qualità nella modernità, legata al nuovo sodalizio pc - hi-fi... Le "condizioni ambientali" ostili infine (sì: sulla scrivania, ma come e dove?) completano un quadro ancora in parte poco conosciuto ai costruttori e solo di recente affrontato da quelli hi-fi che hanno infine capito che lasciare spazio a mille fetenzie realizzate in merito con il solo obiettivo di "costare poco, anzi, meno", rappresentavano il peggiore spot per la musica riprodotta, lì dove al momento il mercato è più effervescente.
Infine alcune soluzioni (tra già esistenti e in corso d'opera ) considerate "poco hi-fi" ma molto performanti come la multiamplificazione (per cui questa rivista si è spesa in passato e tutt'ora e che ci riserva sempre nuove sorprese, soprattutto quando legata al rapporto qualità/prezzo di una soluzione) ma anche le potenzialità dei sistemi DSP prematuramente archiviati come mal suonanti benché poi qualche piccolo indizio (Meridian F80 al tempo, B&W Zeppelin oggi) avrebbe dovuto far pensare il contrario!

Nel diffusore master sono presenti gli ingressi analogico, per l'alimentatore esterno e l'uscita, sempre  mini jack,  per il cavo dal diffusore slave (dove il capo è fisso) che porta il segnale di potenza separatamente per basse e alte frequenze.
La procedura di interfacciamento con la fonte è un po' farraginosa, per il fatto che il trasmettitore gestisce fino a 4 sistemi riceventi e risulta poco funzionale per chi invece intende collegare un unico sistema.

 

Il collegamento alla "fonte" avviene via radio  (ma è possibile anche in maniera analogica) attraverso il sistema proprietario SKAA. Questo vuol dire che per far funzionare i WS100 occorre innanzitutto inserire la chiavetta in dotazione nel computer che la riconoscerà come una scheda audio esterna: una volta settata questa come uscita audio, "a monte" tutto è pronto per riprodurre musica: basta aprire il player sul computer (anche se non tutti "reagiscono allo stesso modo"!) spingere il play e regolare il livello dal comando sul player o direttamente dal telecomando in dotazione (il comando è replicato anche sul diffusore master) che controlla inoltre accensione e spegnimento, play e stop, passaggio da brano a brano e procedure di set up (anche queste sono replicabili sul diffusore master tramite i due tasti a disposizione). Poi, una volta collegati i due diffusori ed effettuato il riconoscimento è possibile ascoltare musica!

 

Il contenitore principale del sistema è un guscio in pressofusione di alluminio, robusto e disegnato in modo molto efficiente per prestazioni e ottimizzazione dei costi su larga scala. I due altoparlanti, squisitamente Monitor Audio, con membrana in C-CAM sono integrati nel pannello anteriore in plastica. Il gruppo magnetico del woofer ricorda, nel suo piccolo, quelli dei PL, la serie di prestigio! Nell'unità master è contenuta l'elettronica, completamente sviluppata ad hoc, con un amplificatore linea Texas DRV632 per l'ingresso analogico, un Texas TAS3308 per tutto quello che riguarda la ricezione e il processamento del segnale, sia analogico che digitale, e due amplificatori stereo Texas TAS5342, in classe D collegati direttamente in digitale al TAS3308 per la biamplificazione. 

Le prestazioni sonore dei WS100 sono sorprendenti (vedi suonogramma e pagella compilata dai redattori di SUONO), soprattutto se si fa riferimento alle dimensioni del sistema. Ma "sorprendenti" in che senso? Almeno da due punti di vista... Il primo è costituito dalle proporzioni dello stage e dalle articolazioni dei vari piani sonori: certamente non si può chiedere ad un sistema di questo tipo di riproporre una grande orchestra con una scena 1:1 (c'è anche da chiedersi quanti minidiffusori, meno mini dei WS100 pero riescano nell'impresa!) ma il rapporto con la realtà (o con concorrenti più tipicamente hi-fi di classe ben superiore, però) è appena inferiore, complice il posizionamento caratteristico del diffusore una volta posato su un piano (che tipicamente è all'incirca a 80 cm di altezza), gli effetti "benefici" nel  rinforzo sonoro offerto da un'ampia superficie (quella del tavolo o scrivania che sia) e la possibilità di regolare l'orientamento (in alto e in basso) dei diffusori grazie all'originale basetta basculante, collegata al corpo dei diffusori tramite una robusta lingua in plastica, che consente di orientare in due posizioni il sistema...

 

Il secondo aspetto qualificante di questo sistema diffusori è l'impressionante fedeltà sonora ottenibile: nelle varie session di ascolto non ci è capitato di avvertire carenze in questa o quella porzione della gamma di frequenze né dei discostamenti timbrici significativi dagli stilemi sonori a cui siamo abituati. Certamente, ci sono generi musicali più consoni e altri più ostici, ma un fatto è certo: con arpeggi, pizzicati e strumenti a corde, anche di un certo spessore, i WS100 sono impressionanti, con grandi masse sonore, anche grazie al limitatore interno, il fronte sonoro si comprime ma rimane ancora "gradevole" (ma è meglio ascoltare un sistema al suo ultimo spasmo prima di cedere le armi, nel nome del "nessune intervento sul segnale originario" oppure ascoltare qualcosa di lievemente compresso ma non distorto e non "lacerante"? A voi l'ardua risposta...) Occorre precisare che questo livello di prestazioni è raggiungibile utilizzando l'ingresso analogico dei WS100 dunque utilizzandoli in tutto e per tutto come diffusori attivi "non" wireless: in omaggio alla comodità di gestione abbiamo comunque collegato i WS100 all'uscita analogica del Sonos ZP 90, uno streamer con uscita linea. Avremmo voluto farlo in via digitale ma... sui WS100 non c'è! Un leggerezza in merito al fatto che nella modalità wireless il sistema suona decisamente peggio e ci sarebbe piaciuto collegare un computer in USB o alla peggio in digitale, anche ottico, un qualsiasi altro dispositivo! Si avverte un'immediata riduzione delle dimensioni della scena sonora, si contrae l'estensione in frequenza e la gamma alta assume connotati di acidità completamente sconosciuti in precedenza che riallineano complessivamente le prestazioni sonore ai diffusori di genere: prima avevamo un sorprendente piccolo hi-fi, ora ecco un buon diffusore per computer!

 

In sintesi il WS100 è, in modo bizzarro, figlio dei tempi e delle contraddizioni nella "trasformazione" dell'ascolto della musica. In questa fase l'apporto del know how tipico del mondo hi-fi può essere determinante (le prestazioni sonore "al meglio" lo dimostrano ampiamente e ad esse sono riferiti tanto il suonogramma che il voto della redazione) ma per completare la transumanza deve essere abbinato a competenze che sembrano essere invece più ad appannaggio delle aziende più smart , in grado di reagire più prontamente al costante mutamento delle possibilità tecnologiche offerte, garantendo funzionalità e versatilità al passo con i tempi, considerando anche le potenzialità di un multiroom che al momento, tramite SKAA non è fra le soluzioni più immediate. È un peccato, ad esempio, che tranne il volume non sia possibile alcun settaggio (a onta del potente e versatile DSP a bordo del sistema) via computer, il che stabilirebbe per questo genere di prodotti una nuova dimensione dell'accezione "audiophile".

 

Rimane il fatto che "i cosini" suonano da dio e, mutuando lo "strillo" di copertina, se possedete un computer o uno streamer e volete la musica sulla scrivania, al bagno, vicino al comodino, o in qualsiasi altro posto "non audiophile", fate un favore al vostro computer!

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