Moon 390: campione di versatilità

Se provate ad immaginare un pre moderno e completo, annotereste sul vostro tacquino meno funzioni di quelle che svolge il Moon 390- Pre, convertitore e streaming player tutti in uno e di grandissima qualità ad un prezzo (6250 euro) nemmeno proibitivo, soprattutto se lo si paragona alla concorrenza che, a questi livelli,... non c'è!

14/02/2020
di A cura della redazione redazione@suono.it

40 anni e non accorgersi di averli... Sarà perché la propensione all’innovazione costringe a evolvere costantemente, sarà perché di vicissitudini Moon ne ha vissute parecchie (a cominciare dal nome stesso e ve lo racconteremo) ma si fa fatica ad associare una così lunga storia a questo costruttore canadese orgoglioso di aver sempre costruito tutto in casa senza cedere alle lusinghe delle sirene orientali. Quella che diventerà Moon viene fondata, per i tipi della Sima Electronique, nel 1980 a St. Hubert nel Quebec dal tecnico del suono Victor Sima il cui primo prodotto è un ampli integralista privo di ogni orpello non indispensabile (PW 2000). Dieci anni più tardi la società è soggetta a una riorganizzazione aziendale con il passaggio a Simaudio che, qualche anno più tardi (1997), dà vita al marchio Moon, caratterizzato da contenuti e aspetto maggiormente tecnologici. Nel 2013 l’azienda viene nuovamente ceduta agli ex dipendenti: Costa Koulisakisa per il lato commerciale, Thierry Dufour e Louis Lemire per quello progettuale. Da quel momento tutto il catalogo della casa è soggetto a una accelerazione frutto dell’impulso del nuovo staff che darà origine a uno sterminato catalogo di elettroniche (attualmente ne abbiamo contate oltre 30!) e che proprio in questo periodo dà vita al primo streamer dell’azienda, il 180 MiND; il modulo Mind ora alla versione “2” costituisce l’elemento base di una linea che comprende attualmente ben 6 modelli di streaming player. Il 390 è uno dei più recenti: si tratta di un pre-dac-network player, compatibile Roon, Tidal, Qobuz, Deezer e UPnP con architettura digitale a 32/384 in grado di decodificare file PCM ma anche DSD fino a 256. L’apparecchio è anche dotato di connessioni HDMI e ingressi bilanciati e display OLED. Nella sempre più ardua opera di categorizzazione delle new entry Hi-Fi, come sempre più spesso accade il posto dove inserire il Moon 390 è... ancor più mutevole che in altri casi. È principalmente un preamplificatore? Si, a tutti gli effetti e non solo un hub digitale visto che dispone di un ingresso fono versatile e di altissimo livello. È uno streamer? Indubbiamente. È un DAC? Senza dubbio. Risponde in linea di massima al concetto di preamplificatore moderno, un ruolo che, se se ne escludono le versioni ispirate al minimalismo, in passato come nel presente prevede che il pre (un tempo chiamato anche cervello) sia il crocevia dei vari segnali in ingresso e sia in grado di trattarli in modo che l’amplificatore di potenza possa amplificarli al meglio. Ai segnali e agli ingressi “tradizionali” (ormai nel vocabolario comune anche gran arte di quelli digitali) si aggiungano le connessioni HDMI (ARC e non), seppur di estrazione tutt’altro che “Hi-end”, che costituiscono comunque un ulteriore passo verso il concetto di prodotto “al centro” dell’impianto, anzi di un impianto di livello assoluto che apre la fruizione della musica anche con modalità tutt’altro che scontate; è possibile, ad esempio, collegare un Blu-Ray oppure un Chromecast o un altro sistema di streaming multimediale per intercettare il segnale audio ad alta qualità di un programma e visualizzare sul televisore i contenuti video.