PrimaLuna Evo 100

Sembrava la classica operazione di marketing condotta da un abile commerciante olandese (e gli olandesi sono maestri in affari), concretizzatasi grazie alle facilities orientali. E invece PrimaLuna (nome che deve al nonno del fondatore la sua origine) nel tempo ha cominciato a prendere corpo come progetto originale dove la qualità è in stretto rapporto con il contenimento dei prezzi!

17/06/2020
di A cura della redazione redazione@suono.it

Anche se poco è cambiato a livello estetico (i bordi del frontalino sono stati arrotondati, le gabbie di protezione leggermente modificate), la linea Evolution di PrimaLuna rappresenta l’ultima evoluzione delle precedenti Prologue e Dialogue con aggiornamenti che riguardano principalmente i trasformatori e i componenti utilizzati. Comprende 4 amplificatori integrati, 4 pre e altrettanti finali, tutti contraddistinti dalle sigle 100, 200, 300 e 400 a salire di qualità e un unico DAC (Evo 100) e molto simili nelle forme caratterizzate dalla presenza dell’originale griglia di protezione delle valvole che si dice sia stata voluta da Kevin Deal, importatore americano di PrimaLuna e socio d’affari di Herman van der Dugen, l’inventore del marchio nato nel 2003 e dei primi progetti con questo nome. Proprio mentre tra i due si stabiliva un rapporto d’affari, una coppia di anziani clienti si è quasi fulminata infilando un cacciavite nel circuito stampato di un amplificatore mentre era acceso e Deal pose la sicurezza come condizione determinante dell’accordo... La messa in pratica di tale necessità, con la ampia e robusta griglia di protezione delle valvole, è divenuta nei fatti l’elemento caratterizzante dei PrimaLuna, associata a un pannello frontale molto pulito e lineare con il commutatore degli ingressi e la manopola del volume. Ai lati sono collocati, invece, il tasto di accensione e, dalla parte opposta, quello di selezione del bias adatto per EL34/KT88 e il selettore per l’uscita cuffia o per i diffusori. Il sistema è dotato di regolazione del bias automatico e autocompensante ma è necessario scegliere manualmente le tensioni per i tubi appartenenti alla famiglia EL34 e quella KT88 in quanto l’EVO 100 accetta fino alle KT120 mentre gli altri anche le KT150.
Nel complesso la sensazione a contatto con l’Evo 100 da un certo punto di vista è spiazzante! Verrebbe da dire che la prima sensazione è quella di un prodotto di “altri tempi” in cui le cose avevano un certo peso e un certo valore; tuttavia, andando in là con la memoria, le cose di un tempo non erano poi così robuste e concrete, anzi! Spiazzante perché, se la sensazione è qualcosa di buono, l’apparecchio va ben oltre ogni aspettativa e, a eccezione di alcuni aspetti estetici, evoca immagini di un passato buono e di eccellenza. Come accennato, due elementi estetici che in un certo senso “svecchiano” l’estetica di una ampli a valvola come questo sono la griglia di protezione delle valvole e il carter in metallo che racchiude i trasformatori. La griglia di protezione, in effetti, ha un’ottima resa estetica e funzionale ma, una volta rimosso il carter dei trasformatori (operazione assolutamente preclusa all’utente), affiorano i trasformatori incapsulati e resinati con una foggia da far invidia ai più tradizionali ampli a valvole Hi-end! Appena acceso il sistema esegue un autotest delle tensioni mettendosi in mute, poco dopo il led anteriore da rosso diventa verde e successivamente il sistema disinserisce il mute. Per la sostituzione dei tubi di potenza il costruttore consiglia di rimuovere del tutto il cavo di alimentazione, sostituire i tubi, scegliere il bias adeguato e accendere. Di lì in poi il sistema farà tutto da solo. Il telecomando, anche se nella versione slim, agisce sulla regolazione del volume, il mute e la selezione degli ingressi. D’altronde, il potenziometro è un ALPS motorizzato e i commutatori degli ingressi sono a relè.