Proiettore InFocus 7205 Test

Il nuovo proiettore InFocus si inserisce in un mercato già affollato da numerosi concorrenti che, al pari di InFocus hanno aggiornato il DMD dei top di gamma mono-chip da HD a HD2+. Come in altri casi altri, la veste estetica e la funzionalità sono rimasti invariati puntando tutto sulla nuova tecnologia adottata.

15/03/2005
di Giandomenico Ciampa

Proiettore InFocus 7205
Prezzo: euro 7.200,00
Dimensioni: 35,1 x 11 x 32,5  cm (l x a x p)
Peso: 4,3 Kg

Come nel caso del 7200, il 7205 si distingue immediatamente dagli altri proiettori in commercio e richiama il consueto design a cui ci ha già abituato da tempo l'InFocus.

Il grande maniglione lo caratterizza fortemente e lo fa assomigliare, più che a un proiettore dedicato all'home theater, a un proiettore dedicato alla Business Presentation. Peraltro, tale impressione è confermata dalla presenza di piedini in gomma sulla parte posteriore, dalla ormai cronica mancanza di un ingresso DVI "standard" e dalla notevole potenza luminosa della lampada.
Riguardo l’ingresso DVI, va detto che i segnali DVI sono utilizzabili solo attraverso un connettore proprietario (purtroppo non fornito in dotazione) da collegare all’interfaccia M1-DA, condizione questa, che ci ha creato non pochi problemi per la prova con questo tipo di segnali. Un altro fattore che può lasciare un po’ sconcertati è la temperatura colore di default, pari a 7500° Kelvin (peraltro verificati con gli strumenti di misura) e sicuramente eccessiva per un impiego home theater (che, ricordiamolo, predilige una temperatura colore di 6500° Kelvin).
Eppure, non dimentichiamolo, questo proiettore ha al suo interno uno dei chip DLP più evoluti a oggi in circolazione: si tratta di un chip Mustang/HD2+ (1280x720 pixel di risoluzione) che presenta, rispetto ai suoi predecessori, notevoli miglioramenti. Tra questi l'aumentata ampiezza di oscillazione dei microspecchi, dai normali 10 agli attuali 12 gradi, e un particolare rivestimento della struttura su cui questi si appoggiano (Dark Metal) che consente di assorbire maggiormente la luce residua e quindi di migliorare molto la resa del nero, cruccio ormai cronico dei proiettori digitali di qualsivoglia tecnologia. L'obiettivo (purtroppo mancante di regolazioni di shift orizzontale e verticale) è un ottimo Zeiss con un alloggiamento per filtri fotografici da 72 mm, che potrà essere positivamente utilizzato con filtri ND2 per ridurre la notevole potenza luminosa della lampada.
A questo proposito è bene tener presente che, con il proiettore perfettamente orizzontale, la base dell'immagine proiettata non sarà a livello dell'obiettivo ma posizionata leggermente al di sopra (ovviamente il discorso è al contrario per installazioni a soffitto). A titolo di esempio, per un'immagine alta 1,5 m lo scostamento sarà pari a 25 cm; tenete comunque presente che sul sito www.InFocushome.com potrete trovare un'utile calcolatore per determinare la posizione del proiettore.
Il tiro dell'obiettivo, infine, è abbastanza lungo, e quindi tenete conto anche di questo fattore per il suo corretto posizionamento. Sempre con uno schermo alto 1,5 m (base 2,6 m)  dovrete posizionare il proiettore tra 4,4 m e 5,5 m. Inutile aggiungere che le massime prestazioni dell'obiettivo vengono raggiunte a focali intermedie, quindi regolatevi.
La ruota colore è ora a sette segmenti e ruota alla velocità di 5x in modo da aumentare le prestazioni in ambito home theater e rendere meno evidente l’effetto arcobaleno.
Questo proiettore ha al suo interno uno dei migliori processori dedicati al deinterlacciamento oggi in circolazione, e precisamente il Faroudja FLI 2310 che consente, già con semplici segnali interlacciati (magari component), di avere una buonissima qualità d'immagine. Completa la dotazione un semplice ma robusto telecomando, dotato di retroilluminazione, che risulta di facile uso in qualsiasi situazione e che replica qualsiasi comando disponibile sul proiettore stesso.
Il proiettore in prova infine era dotato della release firmware 1.7 e presentava, al momento dell'inizio della prova, un consumo lampada di 15 ore, diventate 38 a fine prova.
 

Le conclusioni sono fin troppo scontate per un prodotto con questa tecnologia a bordo, eppure non si tratta solo di questo: il 7205 presenta altri importanti vantaggi rispetto al suo predecessore 7200, derivanti essenzialmente da una più fine regolazione dei valori di default, che fanno sì che, "out of the box" e già con collegamenti di tipo component interlacciato (mi raccomando, non svilitene le prestazioni con segnali di qualità inferiore), presenti una qualità dell'immagine proiettata particolarmente alta.
Peraltro, si tratta di un proiettore con una "personalità" (permettetemi il termine) molto spiccata: usatelo con schermi dalle dimensioni generose, diciamo dai 120 pollici in su e considerate, per una corretta installazione, il relativo "tiro lungo" dell'ottimo obiettivo Zeiss a corredo. Le prestazioni migliori si ottengono con un segnale DVI ma, come ormai ci ha abituato l'InFocus, tale adattatore va comprato a parte: tenetene conto!
Per finire, pur essendo un proiettore DLP mono-matrice, l'effetto arcobaleno risulta notevolmente ridotto e non sarà visibile se non a persone con una sensibilità particolarmente accentuata al fenomeno.
 
Sintesi tratta da SUONO n. 377 febbraio 2005

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