Rakoit: non fermatevi all'evidenza!

Il Rakoit Arylic A50 è uno streaming player dal costo molto ridotto (160 euro), fuori dal segmento hi-fi secondo l'opinione imperante. Ma la commistione elettronico-informatica e i mutamenti delle modalità di consumo della musica riprodotta ci hanno abituato alle sorprese. E se se ne usano due...

14/02/2020
di A cura della redazione redazione@suono.it

La scheda

Streaming Player RAKOIT Arylic A50
Prezzo: € 159,37
Dimensioni: 10,80 x 3,70 x 14,70 cm (lxaxp)
Peso: 0,40 Kg
Distributore: Axiomedia - http://www.axiomedia.it
Formati audio compatibili: WAV, Apple Lossless, FLAC, WMA Lossless, APE, MP3 cbr, MP3 vbr, AAC, WMA, Web Radio Sistemi operativi supportati: 4 Stream e/o Muzo Tipo: stereo Tecnologia: a stato solido Amplificazione: 2 x 50 W su 4 Ohm (100 W su 8 Ohm) in classe D Risp. in freq. (Hz): 20 - 20.000 Ingressi analogici: 2 RCA Uscite analogiche: 2 RCA Ingressi digitali: USB Standard (1) Accessori e funzionalità aggiuntive: Telecomando

sintesi dell'articolo apparso sulla rivista

Grazie alla commistione elettronico-informatica e ai mutamenti delle modalità di consumo della musica riprodotta (che ha portato nuovi attori e start up sul mercato) oggi il mercato offre soluzioni spesso non canoniche e come alcune di esse possano rivelarsi, a un occhio scevro da preconcetti, anche molto performanti nel puro ambito che più interessa l’appassionato: la qualità della riproduzione sonora. Se si affronta così il mercato, si possono ravvisare in alcune scelte gli elementi che garantiscono un rapporto costi/benefici elevato e in sostanza, poiché il budget di ogni appassionato non è infinito, le opportunità di assemblare il proprio sistema nel modo più profittevole possibile! Se così non fosse, inutile interessarsi a una società come Rakoit, una sorta di start-up nata nel 2014 con sede a Shenzhen, Cina, e formata da uno staff giovane che si è formato nelle università occidentali. Obiettivo di Rakoit la progettazione e produzione di hardware audio per lo streaming affiancata a quella di software correlati, applicazioni e servizi di integrazione allo streaming. Il tutto con l’ausilio di una unità produttiva non piccola non grande (1.000 mq) che rende Rakoit se non una mosca bianca un caso a parte nella grande espansione industriale del Dragone. Per merito di una sapiente correlazione con il distributore italiano (che è anch’esso produttore e progettista software), dal catalogo del costruttore cinese sono stati selezionati alcuni prodotti che, consapevolmente o meno, sono adatti a imbastire una sfida che inevitabilmente SUONO ha reso possibile: può un economicissimo prodotto cinese confrontarsi con i criteri minimi che definiscono l’Hi-Fi superandoli? La risposta, oltre a essere un SI pieno, si arricchisce di un ulteriore ECCOME, in quanto certe soluzioni possono evolvere e migliorare nel tempo con affinamenti e tuning up, mantenendo un costo pressoché invariato. È il caso del piccolo Arylic A50, che offre in dimensioni decisamente minimali un amplificatore integrato completo dotato di ingressi analogici, ricevitore Bluetooth e streamer con connessione fisica e Wi-Fi, che supporta per di più la configurazione multizona e multiroom. L’alimentatore è esterno all’apparecchio, di tipo switching, fornisce 24VDC a 4.16A e ha dimensioni paragonabili all’apparecchio, anzi, uno dei tre lati è di poco più lungo di quelli dell’A50. Il retro ha subìto una drastica razionalizzazione degli spazi in quanto sono presenti comunque un certo numero di connessioni: una coppia di ingressi RCA, una coppia di uscita RCA l’RJ-45 per la connessione di rete, la presa USB, la presa di alimentazione e, infine, il collegamento dei cavi di potenza per i diffusori. Per il contenimento dello spazio per quest’ultimi è stato impiegato un connettore rapido, di quelli che non piacciono per nulla al mondo audiofilo e che per chissà quale motivo vengono tacciati di poca affidabilità nella “connessione”. Sicuramente questo tipo di connessione è poco scenico e sicuramente bisogna dotarsi di un cacciavite sottile di ottima qualità e di santa pazienza per spellare il cavo con molta precisione in quanto la lunghezza deve essere di circa un centimetro. Fatto ciò il collegamento è stabile, molto pratico da inserire e disinserire e a prova di cortocircuito. Inoltre, occupa pochissimo spazio soprattutto nella parte posteriore. Se si azzarda una configurazione in biamplificazione verticale, la lunghezza dei cavi poi diventa irrisoria in quanto ognuno dei due A50 viene collocato quasi a ridosso del diffusore, massimizzando così la funzionalità del tipo di connessione con una lunghezza dei cavi inferiore al mezzo metro!
Il prodotto viene fornito di telecomando a infrarossi e si può utilizzare in modalità stand alone, senza connetterlo alla rete interna - certo è un peccato ma è anch’essa una possibilità e si può sfruttare la connessione Bluetooth. L’app di gestione consente la configurazione dei vari sistemi connessi all’interno della rete e di vari tipi di raggruppamento per zona e funzionalità; si possono gestire anche i servizi esterni di streaming, molti dell’emisfero orientale ma anche quelli che più si utilizzano in occidente tra cui Tidal, Qobuz, Deezer e Spotify. Da segnalare che il sistema si trova a particolarmente a suo agio nella riproduzione di formati non compressi anche ad alta risoluzione, pertanto, con Qobuz sembra avere una marcia in più rispetto a Spotify o altri servizi con stream a perdita. Tramite l’app è possibile anche accedere ai contenuti nei server DLNA ma con una esperienza d’uso non così attraente come quella di altri fornitori come, ad esempio, Bubble UPnP. Tuttavia, quando si inserisce il sistema in una rete DLNA, l’Arylic A50 si presenta come un render puro e facilmente gestibile da un Controller DNR o da un Player DMP. Si tratta di usare la sua app per configurare l’apparecchio e per riprodurre i brani presenti nella memoria collegata alla presa USB a bordo dell’apparecchio ma, per il resto, l’apparecchio si inserisce facilmente in un ecosistema DLNA compatibile e risponde molto bene ai controlli e ai comandi. Lo stadio di potenza non sembra risentire in modo particolare del carico a cui si collega, anzi, anche nei passaggi più concitati non si avverte indurimento in gamma alta anche all’approssimarsi del limite superiore di potenza che, tuttavia, prima del clipping si inserisce un compressore che sposta ancora un po’ più in là il momento in cui bisogna “abbassare” il volume. La timbrica non è fra le più luminose con una risposta comunque alle alte frequenze molto nitida e dettagliata. La resa più emozionante e coinvolgente si ottiene comunque non a bassissimi livelli ma da un certo volume in poi, in cui l’articolazione, il punch e la timbrica diventano appannaggio di apparecchi di classe “Hi-Fi” di alto rango se si utilizzano due esemplari in biamplificazione. Anche con i formati compressi a perdita il risultato è eccellente, soprattutto per l’assenza in alta frequenza dei fastidiosi effetti della compressione che spesso vengono esaltati e rendono poco piacevole la riproduzione. Tramite la App è possibile configurare più sistemi per riprodurre un solo canale e per essere abbinati fra loro, quindi la tentazione di metter su una biamplificazione passiva verticale è veramente irresistibile: il risultato va oltre ogni aspettativa! Dinamica, articolazione, pressione complessiva vanno ben oltre il prezzo “doppio” per l’acquisto di due A50. Si tratta di una formula semplice: il prezzo raddoppia ma la qualità è esponenziale, e i costi restano comunque lontanissimi dallo scenario in cui si muove l’Hi-Fi tradizionale.

All’interno trovano posto i tre elementi funzionali: il processore audio MVSilico AP8064 dotato anche di ricevitore del segnale analogico, Bluetooth e di elaborazione DSP; il modulo di comunicazione di rete della Linkplay A31 che supporta i protocolli di trasmissione audio, i formati più comuni e le app dei fornitori di servizi di streaming; infine l’integrato di potenza STMicroelectronics ad alta potenza, anch’esso programmabile e con varie funzioni DSP. In altri termini un coacervo di soluzioni, alcune sovrapposte altre no, che abbinate anche ad una app di gestione molto avanzata consentono configurazioni e installazioni “estranee” a prodotti di questa classe di prezzo.

[ Pubblicato su SUONO n° 542 - febbraio 2020]

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