SME Synergy

In anteprima assoluta per l'Italia l'ultima creatura, prima del nuovo corso di SME. Un giradischi tutto in uno dove il cavo di collegamento a corredo e i cablaggi interni sono Crystal Cable, lo stadio fono incorporato è stato sviluppato da Nagra mentre la testina in dotazione è una Ortofon MC Windfeld

29/03/2019
di A cura della redazione redazione@suono.it

Le caratteristiche

Prezzo: € 23.000,00
Dimensioni: 37 x 17,8 x 35 cm (lxaxp)
Peso: 24,5 Kg
Distributore: Audio Reference - www.audioreference.it/
Tipo: completo di testina Telaio: telaio su piedini regolabili e controtelaio sospeso su tre colonne, in alluminio smorzate con polimeri Trasmissione: a cinghia Piatto: composito: lega d'alluminio e strato isodamp, 4,6 kg, clamp Velocità (RPM): 33,45, 78 con controllo elettronico Braccio: Synergy con canna in magnesio Note: fonorilevatore pre montato Ortofon MC Windfeld Ti, alimentazione separata, stadio phono Nagra dedicato integrato, cablaggio in argento Crystal Cable

(sintesi del test pubblicato sulla rivista)

Nel 2006 Cadence Audio, originariamente produttore di diffusori ibridi ed elettrostatici, poi proprietaria dei marchi Spendor, Siltech e Crystal Cable, nonché del punto vendita Audio Longe, ha acquisito Scale Model Equipment Company (SME) dagli eredi di Alistair Robertson-Aikman, fondatore dell’azienda. Alla guida il businessman indiano Ajay Shirke, personaggio dai molteplici interessi estremamente radicato in Inghilterra e paladino delle tradizioni in campo audio, al punto da acquisire immediatamente dopo SME anche il marchio (attualmente dismesso) Garrard e Loricraft Audio, l’unico servizio di assistenza autorizzato in merito.
A breve giro di posta dall’acquisizione è stato presentato il Synergy, anche se dalla presentazione al momento della commercializzazione sono passati diversi mesi, a riprova che anche aziende di lunga militanza possono incorrere in qualche rallentamento o incidente di percorso. Nel caso specifico il problema riguardava uno degli aspetti significativi del nuovo corso di SME che si avvale, perlomeno a giudicare dal Synergy, di collaborazioni esterne: l’apparecchio, infatti, è un all-in-one dove il cavo di collegamento a corredo e i cablaggi interni sono Crystal Cable, lo stadio fono incorporato è stato sviluppato da Nagra mentre la testina in dotazione è una Ortofon MC Windfeld Ti. Dunque il primo SME “a pacchetto completo”, secondo una recente tendenza che ha letteralmente sfondato nel segmento entry level ma che, evidentemente, risponde a esigenze sentite anche tra i consumatori della fascia più elevata del mercato, quasi che i raffinati acquirenti di una macchina il cui prezzo si avvicina ai 20.000 euro siano innanzitutto alla ricerca della qualità e solo secondariamente esperti audiofili o dediti al tuning e alla messa a punto (l’apparecchio viene fornito con il peso della testina, lo abbiamo verificato, già tarato)! È proprio una di queste collaborazioni ad aver suscitato qualche grana lungo il cammino verso la commercializzazione dell’apparecchio. In una prima fase, infatti, lo stadio fono incorporato (è il caso di dirlo visto che una apposita nicchia è scavata dal pieno nella base del Sinergy) doveva essere quello sviluppato sulla base del Nagra BPS, un modello a batteria tanto da suggerire a SME di dotare l’apparecchio di un selettore di accensione al fine di preservare più a lungo possibile la vita della batteria stessa, che non sarebbe stata di facile sostituzione visto che è incastonata all’interno della base! La presenza di un led di stato, anch’esso presente sul frontale del corpo del giradischi nelle prime versioni, era ulteriore testimonianza della strada intrapresa. Nel caso si volesse utilizzare il giradischi con un altro modello di fonorivelatore, o se il fonorivelatore in un primo momento non fosse stato deciso affatto, la possibilità di regolare il guadagno in maniera relativamente agevole: i due selettori L e R erano piazzati sotto il piatto, non facili da raggiungere ma nemmeno in posizione impossibile. Scelte, necessità e decisioni più radicali hanno fatto si che la versione finale del Synergy prevedesse un fono non più a batteria e, di fatto, con l’eventuale regolazione del guadagno disincentivata o limitata a un intervento presso il centro di assistenza, essendo tali comandi non solo piazzati a ridosso dello stesso stadio fono (quindi all’interno del coperchio inferiore dell’apparecchio raggiungibile con grande difficoltà), ma parzialmente inibiti da una staffa che si può rimuovere ma chiarisce l’atteggiamento della casa stessa in merito!
Finalmente disponibile, quando lo si ha tra le mani il Synergy lascia interdetti: è più piccolo di quanto atteso, è bellissimo con un fattore di forma che ricalca ma evolve rispetto a Model 10 e 15. Dal punto di vista del prezzo e della fascia di appartenenza, se idealmente si estrapolano i supposti costi dello stadio fono, del braccio e della testina, il giradischi si colloca al di sopra dei due predecessori con lo stesso gap di costo che li separa uno dall’altro e una sovrapposizione di prezzo con il 20/3.
Attrezzati per effettuare ogni volta regolazioni, aggiustamenti e tarature ci siamo resi conto da subito che, avendo verificato la messa in dima del braccio e il peso di lettura della testina, c’è ben poco da fare, anzi, come suggerisce SME, una volta regolato il giradischi non ha più bisogno di altro per “anni” (almeno due o dopo 1.000 ore di funzionamento, poi richiede al limite una lubrificatina delle parti mobili).

Il telaio è poggiato su tre torrette in ottone cromato che contengono un cilindro in materiale viscoelastico altamente smorzante. Anche i piedi di appoggio a terra sono disaccoppiati con lo stesso materiale ma con forma differente in quanto ingloba la sede del bullone per la regolazione dell’altezza.

L’unica eventuale operazione riguarda la remota eventualità di voler sostituire la testina con un modello dalle differenti caratteristiche elettriche. In questo caso il Synergy si rivela tutt’altro che amichevole! All’interno della base, completamente ridisegnata, è stata infatti ricavata la sede di alloggiamento per lo stadio phono realizzato da Nagra sulla base del vecchio BPS (ma non a batteria!) e per i cablaggi del segnale a basso livello della testina e quelli amplificati a livello linea collegati ai connettori RCA sul pannello posteriore. La sede è chiusa con una paratia di alluminio sagomato con precisione geometrica e fissato con ventidue bulloncini a testa conica: una soluzione che esercita una certa forma di dissuasione per chi volesse cimentarsi nella modifica delle caratteristiche di amplificazione del modulo phono, in quanto si tratta dell’unico accesso e per giunta non indicato dal costruttore.

La prima sezione di amplificazione dello stadio phono (contenuto nella base e occultato all'utilizzatoreè realizzata con uno step-up isolato in un guscio in mu-metal, la sezione successiva è realizzata a componenti discreti che integra anche l’equalizzazione RIAA.

Quindi, nonostante il pre phono sia dotato di un selettore di amplificazione e di un sistema di ottimizzazione del carico, al momento non sono indicate procedure e accorgimenti per sostituire con semplicità la testina consigliata dalla casa. Si tratta di un vincolo che non preclude l’inusitata soddisfazione generata dall’ascolto dell’apparecchio: bastano poche note per riconciliarsi, se necessario, con la musica. La querelle digitale - analogico perde di ogni importanza perché quel che propone il sistema è angelico, molto al di là delle terrene disfide; le sirene di questo pifferaio magico potrebbero sfilarvi i più di 20.000 euro richiesti prima che la mente si renda conto di quello che state facendo durante il nirvana musicale!

[ Pubblicato su SUONO n° 534 - aprile 2019]

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