Sistema Home Theater Sony DAV-X1 Test

Il sistema in prova in queste pagine rappresenta la soluzione Sony per un impianto multicanale dal minimo ingombro e dalla massima facilità di setup: già altri produttori hanno proposto soluzioni similari, ma Sony lo fa in modo innovativo e con risultati senz’altro interessanti!

23/02/2006
di Giandomenico Ciampa

Sistema HT Sony DAV-X1
Prezzo: euro 1.300,00
Dimensioni: (l x a x p) in cm: sistema (38x7,6x29,3); diffusori (16,2x7,8x13,4);
Peso: in Kg: (4,5); diffusori (ciascuno 0,7); subwoofer (9,8) Kg

Presentato a marzo negli USA e introdotto recentemente anche in Italia, il DAV-X1 promette un suono multicanale, equivalente a quello generato da un sistema 5.1, con appena due diffusori frontali e un subwoofer, un’indipendenza acustica dall’ambiente in cui viene collocato e una concreta facilitazione dell’installazione e del setup del sistema. Vi sembra poco? Teniamo conto che molti acquirenti di sistemi compatti multicanale rinunciano a priori a un efficace suono surround non installando i diffusori posteriori o perché collocano gli stessi in posizioni alquanto discutibili.
Sony, partendo da questi assunti, ha invece introdotto un sistema che fin dall’origine risulta ottimizzato per lavorare con due soli diffusori frontali e generare virtualmente i diffusori mancanti (centrale e posteriori). Ma questa soluzione mantiene i risultati promessi e, soprattutto, produce un efficace suono surround? Leggete la prova e lo scoprirete…
 
Il DAV-X1 offre anche altre caratteristiche, come ad esempio la possibilità di lettura di diversi formati audiovideo (tra cui anche Super Audio CD), un sintonizzatore RDS FM e AM e un set abbastanza ampio di connessioni, in modo da poter diventare il centro audiovideo del nostro salotto. Il design dell’unità è abbastanza elegante e compatto discostandosi da quello imperante delle elettroniche audiovideo di forma rettangolare. Nella dotazione di questo interessante sistema rientra anche un simpatico software su DVD, per la verifica degli effetti surround permessi dal sistema. Il sistema utilizza un’amplificazione completamente digitale, tale da mantenere nel dominio originario il segnale audio generato dal CD/DVD/SACD (amplificatore digitale S-Master). I canali amplificati sono sei: due per ogni diffusore frontale e due per il subwoofer, che comandano singolarmente i sei altoparlanti presenti nel sistema. Per quanto riguarda i diffusori frontali, gli altoparlanti verso l’interno sono deputati alla riproduzione del segnale dei canali frontali e centrale, mentre quelli all’esterno sono dedicati alla simulazione dei diffusori posteriori.
 
La tecnologia proprietaria DSP (Digital Signal Processing), denominata S-Force Front Surround, serve per generare variazioni nel tempo e nel volume del segnale multicanale, tali da far percepire la presenza di altoparlanti virtuali posteriori. Quindi, il DAV-X1 non fa affidamento su pareti laterali per ricreare l’effetto surround, al pari di altri sistemi concorrenti, ma in qualche modo dovrebbe risultare indipendente dalla forma e dalle dimensioni della stanza.
A questo proposito, al fine di evitare di ingenerare facili entusiasmi da parte dei lettori, è bene sottolineare che le riflessioni del suono esistono sempre e comunque, anche per sistemi quali il DAV-X1, e quindi la presenza di pareti laterali incide in maniera sostanziale sul suono riprodotto. Inoltre, sistemi con un numero di casse ridotto, come quello in esame, rendono l’ascolto surround molto localizzato e variabile in funzione anche di piccoli spostamenti della posizione dell’ascoltatore. Per questo motivo, Sony, nel suo manuale di istruzioni prevede due diversi campi sonori: il focus surround di default, e il wide surround quando si voglia rendere udibile l’effetto surround in un’area sonora più estesa, pur producendo un effetto surround inferiore.
 
 
Riguardo la sezione video, il DAV-X1 venduto in Europa consente di collegare schermi TV o videoproiettori dotati, oltre che di presa scart, S-Video o video composita, anche di ingresso component (interlacciato o progressivo). La versione statunitense permette, invece, anche connessioni HDMI con upscaling fino a 720p o 1080i, cosa che nella versione attualmente venduta in Italia, purtroppo, non è disponibile. Come già accennato, i diffusori sono collegati al sistema attraverso dei cavi con connettori proprietari, con un sistema di innesto a prova di errore. Questa peculiarità permette delle connessioni velocissime al punto che Sony dichiara un’installazione di durata media pari a 3 minuti e ritengo che nella maggior parte dei casi corrisponda a verità. Il sistema adottato, molto comodo per la maggior parte delle applicazioni, presenta però due inconvenienti che accenniamo nel seguito: a) la lunghezza dei cavi è predeterminata (5 metri per le frontali e 3 metri per il subwoofer); b) il classico piccolo foro nella libreria per far passare i cavi per le casse non è più sufficiente, ma serve un foro idoneo al passaggio del connettore (all’incirca grande come un connettore DVI).
 
Il nuovo sistema Sony mantiene ciò che promette e la semplicità nell’installazione e nell’uso quotidiano sono davvero esemplari. Le prestazioni audio ottenute con il suo sistema 2.1 di diffusori non sono paragonabili a quelle di un impianto 5.1 di buona qualità (e ben installato!) ma risultano di particolare interesse per la facilità con cui sono ottenute.
 
Un piccolo neo è rappresentato dalla mancanza dell’uscita HDMI (con upscaling a 720p e 1080i) presente invece nel modello commercializzato negli USA: il modello europeo prevede, come connessione video di maggiore qualità, il solo component, se pur in formato sia interlacciato che progressivo.
 
Le numerose connessioni disponibili comunque rendono il sistema adatto a diventare il centro multimediale del salotto, e il sintonizzatore FM/AM e la possibilità di leggere numerosi formati audio-video (compreso il SACD) consentono all’appassionato una drastica riduzione del numero delle elettroniche necessarie ad ascoltare un suono di qualità. In tale ottica và interpretato il prezzo d’acquisto, forse un po’ più alto rispetto a quello di impianti compatti multicanale similari, ma sicuramente giustificato dall’innovazione tecnologica presente al suo interno per la simulazione di un campo surround completo con due soli diffusori frontali.
 
Un primo impianto davvero semplice ed efficace per avvicinarsi alla magia del cinema in casa… e scusate se è poco!

Sintesi tratta da SUONO n. 388 gennaio 2006

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