Riscontro sonoro incredibile

Nel 2014 un gruppo di cinque neo-laureandi (un industrial design, un esperto di audio professionale, uno di software, uno - Martijn Mensink - con una piccola azienda di diffusori e un semplice appassionato di Hi-Fi) danno vita alla Dutch&Dutch: tra loro non esiste né un Mr. Dutch né tantomeno due che siano parenti ma semplicemente sono tutti olandesi, intendono produrre in Olanda e “pensavano che il nome fosse accattivante”!

21/01/2021
di A cura della redazione redazione@suono.it

Cominciano ma non partono: la Dutch&Dutch non produrrà né venderà niente, almeno fino al 2017! “Avevamo messo insieme un po’ di idee e qualche soldo che investimmo in una società che avrebbe dovuto acquistare le attrezzature per realizzare i primi prodotti per noi”, racconta Martijn Mensink, uno dei cinque, “Dopo un paio di settimane non abbiamo sentito nulla e, per farla breve, loro sono andati in bancarotta e abbiamo perso tutti i nostri soldi!”. Poi finalmente gli Olandesi & Olandesi danno vita a qualcosa, il modello 8C, l’unico tutt’ora in catalogo, se pur declinato in due versioni, una per il mercato consumer e una per quello professionale, che differiscono per il materiale utilizzato nel cabinet, massello nel primo caso, MDF nel secondo. Anche qui la sigla, per quanto criptica, ha una sua ragione: 8 sta per i tre altoparlanti da 8” utilizzati nel diffusore (due subwoofer e un midrange, tutti con coni in alluminio), e C per lo schema di irradiazione cardioide del midrange, una soluzione adottata da Martijn Mensink fin dai primi progetti, quando era poco più che sedicenne: “Quello è stato l’unico diffusore che abbia mai finito: l’ho impiallacciato (era bellissimo!) e l’ho venduto dopo circa tre mesi. Non ne ho mai più finito un altro...”. Martijn e compagni, però, vanno ben oltre, anzi: sono tra i pochi e forse gli unici che hanno ottenuto eccellenti risultati “tutti in una volta” nei vari ambiti in cui sono coinvolti gli 8C. Un sistema attivo deve essere dotato anche di un sistema di gestione appetibile ed efficace per l’ottimizzazione del prodotto, almeno nelle funzioni base, ancor prima di coinvolgere l’equalizzazione ambientale di tipo avanzato. Scelgono di usare una web app installata direttamente su ogni diffusore (raggiungibile perciò da qualsiasi dispositivo posto nella rete domestica tramite un comune browser) ed è la scelta più efficiente, immediata e aggiornabile nell’estetica e nelle funzionalità. Tanti costruttori impiegano molte risorse per creare app che puntano sull’aspetto estetico dedicate però sia all’universo iOS che Android, ma allo stesso tempo non per un computer, costringendo di fatto l’utente a usare per forza il dispositivo personale installando o aggiornando l’app di gestione. Altri hanno investito tantissimo nella realizzazione di un proprio sistema di equalizzazione ambientale, a volte farraginoso, a volte poco chiaro nelle modalità ma comunque proprietario e complesso da gestire...