Test: PS Audio Stellar Strata

Vocaboli quali All in one, classe D, digital lens, gain cell e altro vengono generalmente enfatizzati da Paul McGowan per presentare i suoi prodotti come, nel nostro caso, il nuovo amplificatore integrato “Strata”.

07/12/2020
di Nico Candelli nico.candelli@gmail.com

Le caratteristiche

Amplificatore integrato PS Audio Stellar Strata
Prezzo: € 4.500,00
Dimensioni: x x cm (lxaxp)
Peso: 9,50 Kg
Distributore: MPI Electronic - www.mpielectronic.com
Tipo: stereo Tecnologia: a stato solido Potenza: 2 x 150 W su 8 Ohm in classe A/D pre in classe A, finale in classe D THD (%): < 0.025 S/N (dB): >110 Ingressi analogici: 3 RCA 1 XLR

Bisogna però dare atto che l’azienda di Boulder, Colorado, seppure piccola è sempre ricca di idee innovative e spesso riesce a sfornare prodotti interessanti prospettando soluzioni tecniche sempre all’avanguardia. Chiamare lo “Strata” amplificatore integrato sarebbe riduttivo perché nel suo interno ritroviamo un mix di tutto ciò che serve per ascoltare della ottima musica, un preamplificatore con ingressi analogici e digitali, un DAC, uno Streamer ad alta definizione, una sezione finale in classe D, un ingesso cuffia... Davvero un quasi “all in one”, basta collegare due diffusori per immergersi immediatamente nella musica, o più esattamente l’interpretazione più profonda del concetto di “integrato”! A rendere davvero “all” questo apparecchio basterebbe un ingresso fono che, però, si può naturalmente aggiungere, sia utilizzando quello della stessa casa (per la verità non in linea per classe di prezzo, pur appartenendo sempre alla serie Stellar) che di terze parti. Partiamo dalla sezione pre in classe A, completamente bilanciata e ricca di collegamenti, che incorpora l’esclusivo “Gain Cell” che semplifica e sostituisce i convenzionali controlli di volume con una classica rete di resistori: si basa su di un amplificatore di tensione che ne regola il guadagno in funzione dei marker forniti dalla manopola del volume. Lo stadio di potenza utilizza un modulo in classe D ad alta corrente più che sufficiente per pilotare gran parte dei diffusori, anche quelli abbastanza ostici. Un eccellente DAC progettato dal team PS Audio utilizza la tecnologia proprietaria “Digital Lens”: in pratica i segnali digitali in arrivo vengono inviati a un chip FPGA semplificato, il CPLD (Complex Progammable Logic Device), che riconosce i segnali nativi, li sincronizza, ne riduce lo Jitter e invia i dati al chip DAC Sabre ES9016K2M Hyperstream che elabora segnali digitali PCM fino a 384 kHz e DSD 64/128 attraverso le connessioni I2S e USB, PCM fino a 192 kHz via coax e PCM fino a 96 kHz via ottico. È presente anche uno streamer di rete la cui connessione alla rete domestica è semplice grazie al collegamento sia Wi-Fi che Ethernet, integrati nello Strata. Esclusivo per questo modello è il nuovo modulo di PS Audio “PS Connect”. Utilizzato insieme all’applicazione PS Audio Connect, disponibile per i dispositivi iOS e Android, consente di entrare nello streaming ad alta risoluzione da servizi come Tidal, Qobuz, Spotify, Napster, nonché da qualsiasi sorgente DLNA sulla rete locale della casa. Dopo aver caricato l’applicazione PS Connect che funge da controller Wireless, basta individuare la rete, selezionarla e inserire la password. Lo Strata è inoltre dotato di tre filtri digitali che possono essere utilizzati esclusivamente nel dominio digitale e di un ingresso cuffia che utilizza un apposito amplificatore in classe A e che alla prova di ascolto ha fornito ottimi risultati.

Lo Strata implementa la sezione di preamplificazione dello Stellar Gain Cell DAC, tuttavia completamente ridisegnata per via degli ingombri interni e per il fatto che l’alimentazione lineare del pre ora si trova a bordo del circuito stampato. Lo stadio finale utilizza un modulo di potenza stereo ICEPower 200AS2 da 215 Wrms per canale su 4 Ohm.

Pensate: tutta questa tecnologia è concentrata in solo due schede di modeste dimensioni mentre gran parte del peso è attribuibile unicamente al mobile. Il fatto mi lascia colpito anche se da vecchio appassionato resto in parte ancorato ai ricordi di una montagna di apparecchi da riproduzione che riempivano la stanza: l’intramontabile lettore analogico con la sua lunga procedura di pulizia della facciata del disco e della testina prima di ogni ascolto, il lettore CD, i registratori a bobine e a cassette e poi un enorme quantità di cavi che si incrociavano dietro le apparecchiature... Scaffali pieni di LP,CD, bobine e cassette sparse qui e là per casa, amplificatori monumentali che, perlomeno all’epoca, oltre ad appagare l’orecchio colpivano la vista; era un piacere ostentare con gli amici la propria montagna di attrezzi, maneggiare gli ultimi LP acquistati o trascrivere pazientemente sul retro della custodia delle bobine tutti i brani e relativa posizione nel contatore - nonostante l’impeccabile frenata delle bobine, non riuscivi quasi mai a posizionarti all’inizio del brano. Altri tempi evidentemente se questa volta, senza sforzo alcuno, mi è bastato poggiare su di un tavolinetto lo Strata, collegare i diffusori, un cavo I2s per il mio lettore (PS Audio Memory Player), un cavo USB per il computer, un cavo LAN e null’altro per usufruire all’istante di una quantità di musica ad alta definizione praticamente illimitata senza spostarti dalla poltrona... Ho avuto modo di ascoltare un discreto numero di apparecchi funzionanti in classe D e in verità questa tecnologia mi pare assolutamente matura ed è difficile trovare differenze con apparecchi che utilizzano la classe AB. Anche lo Strata ha un comportamento impeccabile: è un grande apparecchio da musica, molto preciso, con un pizzico di calore nella parte media ma allo stesso tempo dotato di una fresca sonorità, merito anche del basso molto preciso, ben delineato e privo di quelle code che normalmente vanno a invadere la sezione medio-bassa. Ottimo anche il trattamento dei segnali digitali, una modalità che ha fornito risultati di grande piacere ben al di sopra di quanto ci si poteva aspettare fino a qualche anno fa da questa sezione se integrata in un amplificatore. Per l’ascolto la prima modalità utilizzata è stata quella con la connessione USB: si apprezza un palcoscenico molto ben delineato e ampio, un posizionamento un po’ più avanzato rispetto a quello offerto dal mio abituale riferimento, una grande separazione tra gli strumenti e una notevole quantità di dettagli con transienti netti e decisi. Via I2S le performance sono ancora meglio: l’ascolto di alcuni SACD in questa modalità esalta le prestazioni convertitore che, per paradosso possono essere invidiate da molti “solo” DAC separati. Per quanto riguarda i filtri disponibili, quello corrispondente alla posizione F1 è il filtro predefinito dalla casa ma dopo prove e riprove ho preferito quello relativo alla posizione F3 in cui si attiva il filtro di tipo Fast Roll-off Minimum Phase, più tradizionalmente dedicato per l’ascolto e non per le prestazioni strumentali: per me è la più nitida, con un suono fluido e piacevolmente accattivante, una bella rotondità della parte media, dotata di buon corpo a tutto vantaggio di voci e strumenti a fiato: davvero una riproposizione gradevole e rilassante (in ogni caso le differenze non sono eclatanti, quindi a ognuno la propria scelta). Bene anche il comando di fase normale o invertente che con alcuni brani può portare a risultati interessanti. Come accennato, mi ha colpito il livello di qualità dell’uscita cuffia: con una Grado SR80 Prestige e l’Audio-Technica AT-H 50 ho ottenuto risultati molto convincenti: ottima la sezione medio acuti, molto bene il basso anche se inevitabilmente non profondissimo nella tipologia delle cuffie semiaperte utilizzate. L’interfaccia utente dello Stellar Strata è l’unica cosa discutibile: non è proprio semplice ad eccezione della con una buona la visualizzazione del volume, ben visibile anche a distanza, mentre al contrario, a causa dei caratteri molto piccoli bisogna essere in prossimità della macchina per effettuare le varie operazioni che, compreso l’accesso ai vari sub-menù, sono sequenziali anche se una volta settato non serve far altro. Se si commettono degli errori bisogna ripetere la sequenza da capo ma una volta presa la mano diventa tutto più facile e veloce. Comodo anche se di stampo economico il telecomando: di piccole dimensioni consente di effettuare tutte le operazioni a distanza. Per quel che riguarda il prezzo, sebbene quello di listino sia adeguato alle prestazioni e ai servizi offerti dall’apparecchio, non è difficile trovare in giro uno street che rende lo Strata molto più appetibile, facendolo in questo caso preferire ad altre alternative proposte dal mercato. In sintesi lo Stellar Strata è un prodotto interessante, dotato di grande musicalità che rende le sue performance un piacere a tutto tondo con qualsiasi genere musicale. L’apparecchio ha tutto ciò che la tecnologia attuale mette a disposizione degli appassionati (da aggiungere solo un paio di altoparlanti e un account di streaming) e ti si apre un fantastico palcoscenico fatto di grande musicalità anche senza raggiungere le estreme vette dei sistemi di fascia alta.

[ Pubblicato su SUONO n° 549 - dicembre 2020]

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