Test: Tektron Ultimate TKKT150PSES

Ormai da tanti anni Attilio Caccamo, grande appassionato e grandissimo conoscitore di valvole, progetta e assembla con grande cura apparecchi valvolari che esporta in buona parte del mondo. 

21/01/2021
di Nico Candelli nico.candelli@gmail.com

Le caratteristiche

Amplificatore integrato Tektron Ultimate TKKT150PSES
Prezzo: € 6.990,00
Dimensioni: 49 x 35 x 25 cm (lxaxp)
Peso: 35 Kg
Distributore: Tektron - tektron-italia.com
Tipo: stereo Tecnologia: a stato solido Potenza: 2 x 30 W su 8 Ohm in classe A single ended Risp. in freq. (Hz): 15 - 35.000 Ingressi analogici: 2 RCA 1 XLR Note: 4x KT150 e 2x ECC82.

Lo scorso anno il direttore mi inviò in prova il Tektron TKONE-I Large MKII (vedi SUONO 538) che utilizzava una moderna coppia di valvole finali KT 150 che  permettevano di erogare fino a 15 watt di potenza in classe A e, ricordo, non solo ne apprezzai gli ottimi risultati sonici ma anche la notevole capacità di far suonare con disinvoltura diffusori di efficienza medio alta senza avvertire problemi di compressione dovuti alla modesta potenza. Ora è il turno di un altro integrato che a prima vista sembra essere simile al precedente ma con una configurazione, per così dire, “raddoppiata”: si tratta di un single ended parallelo con quattro KT 150, quattro driver (ECC82), un poderoso trasformatore di alimentazione, robusti trasformatori di uscita e due induttanze, il tutto collocato su di una spessa base in rame per una potenza dichiarata di 30 watt in classe A con un ingombro e un peso non indifferente, prossimo ai 35 kg! Ma le similitudini tra l’Ultimate TKKT150PSES e il precedente TKONE finiscono qui perché già il nome, “Ultimate”, lascia presupporre che questa macchina è stata pensata e costruita con parametri molto più stringenti, avvicinandosi così allo stato dell’arte. Il tutto è cablato a mano punto a punto senza alcun circuito stampato. I componenti interni sono di buon livello, il potenziometro è telecomandato, la cappa asportabile è in metacrilato e sono presenti degli indicatori di livello di uscita, mentre una valvola Nixie indica il numero dell’ingresso al momento collegato (in tutto sono tre) con il primo provvisto di attacco XRL che, come poi verificato, fornisce prestazioni di rilievo per cui questo tipo di collegamento è fortemente consigliato.
Le dimensioni dei trasformatori e il fatto che siano capaci di forti correnti, ancor più del modello precedente, fanno sì che i dati dichiarati sulla potenza siano solo un riferimento sulla carta: i diversi diffusori al quale il Tektron è stato collegato hanno espresso risultati sempre appaganti e di grande respiro... Nonostante la capacità delle valvole KT 150 di erogare una grande potenza, il costruttore ha preferito progettare e costruire la macchina privilegiando la musicalità alle forti potenze.

Il cabinet in legno che “abbellisce” l’apparecchio può essere richiesto in varie essenze e normalmente è stondato agli angoli. Quello giunto a SUONO ha gli spigoli vivi e, a mio parere, risulta più moderno ma siccome il gusto è qualcosa di soggettivo, il costruttore dà la possibilità di scegliere la finitura più confacente ai propri gusti.

In questi ultimi tempi ho avuto modo di provare diversi integrati con a bordo le KT 150 e i risultati, anche con differenti impostazioni soniche, sono stati tutti di alto livello: questa valvola mi piace davvero tanto e anche il Tektron non fa eccezione, ha sfoderato grinta e qualità musicale apprezzabili. Il basso è pieno e profondo, una notevole capacità di introspezione induce il diffusore a non fare il solito bum bum ma interpreta al meglio le vibrazioni prodotte dagli strumenti a corda, rendendo il messaggio verosimilmente vicino allo strumento reale. Soprattutto quando il basso lavora in sincrono con la cassa della batteria, ecco che si riesce a individuare con facilità la corda del basso e la pelle della grancassa, cosa non così scontata nei sistemi con scarsa risoluzione che facilmente fondono insieme i due suoni, rendendo difficile l’individuazione dei due strumenti. Le voci sono tra le più naturali che ho avuto modo di ascoltare negli ultimi tempi: mai brillanti, mai opache, ben strutturate, piene ma non invadenti, il che rende particolarmente facile seguire i movimenti delle labbra dell’interprete. Proprio la parte media della gamma di frequenze riprodotte si ripropone al meglio restituendo una grande scala cromatica per tutti gli strumenti che lavorano su questa banda. A tale proposito ho provato ad ascoltare un CD che raramente ascolto (un XRCD della TBM) che, nonostante l’ottima incisione, ho sempre trovato molto tecnico ed asettico: il Tektron è riuscito a restituire delle sonorità  veritiere, un suono accattivante, per un ascolto (finalmente!) gradevole di questo disco: il basso è secco ma molto articolato, i martelletti del pianoforte sono sempre ben evidenti, rifiniti e mai forzati; bellissimo il colore dei piatti che fanno apprezzare le tante variazioni dorate trasmesse dall’ottone. Il CD scorre fluido senza andare incontro a innaturali effetti di iperdefinizione, che spesso mi è capitato di ascoltare: l’amplificatore riesce a trasmettere sempre informazioni senza alcun accenno a sonorità smussate verso l’alto o poco trasparenti. Altrettanto buone le prestazioni sulla parte acuta: nessuna brillantezza di troppo, nessun arrotondamento con il quale vengono etichettati molti valvolari... In questa porzione della banda il Tektron svolge al meglio il suo lavoro, esprimendo naturalezza e precisione e restituendo il giusto colore a tutti gli strumenti che operano su queste frequenze. Buono il palcoscenico in ampiezza e soprattutto in altezza, dove i cantanti sono collocati nella giusta posizione; buona anche la profondità. Come accennato, prestazioni interessanti le ho ottenute utilizzando il cavo bilanciato; nel confronto con quello sbilanciato della medesima marca e modello, il suono appare più rifinito e silenzioso, con un buon incremento della profondità. Ci troviamo, in sostanza, di fronte a un prodotto davvero performante, adatto a quasi tutti i generi musicali, classica, jazz e blues, riuscendo a dare un’ottima spinta anche con la musica rock se si utilizzano diffusori dall’efficienza media, medio-alta. Il prezzo porta l’apparecchio in concorrenza con altri integrati simili ma la cura e l’attenzione nel progettare e produrre un prodotto capace di ottime prestazioni deve premiare questo artigiano che mette il meglio di sé nel costruire oggetti destinati a fare ottima musica e null’altro.

Tre gli ingressi di cui uno bilanciato, il cui utilizzo è fortemente consigliabile. I morsetti di potenza garantiscono una buona presa praticamente con ogni tipo di terminazione anche se, nel caso si utilizzino le forcelle, è bene, come nel caso riportato in fotografia, dotarsi delle appositie bananine che assicurano un effetto a morsa maggiore e un collegamento più stabile.

[ Pubblicato su SUONO n° 549 - dicembre 2020]

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