Test: Weiss DAC 502

Sarà il suo "dannato" animo svizzero ma Daniel Weiss ha un solo modo di fare le cose, farle benissimo! Così anche per il DAC502 che a dispetto del nome è anche uno splendido streaming player ed un eccellente ampli cuffia, Serve altro?
(in prova su SUONO 547 )

21/09/2020
di A cura della redazione redazione@suono.it

Il Weiss DAC 502 è una curiosa creatura bicefala (ne esiste una versione, 501, in tutto e per tutto identica se non per dimensioni e per il fatto che non è presente l’uscita cuffia a 4 pin) e omnicomprensiva, nel senso che la sola lista delle funzioni offerte e la loro descrizione esonderebbe gli spazi a disposizione, ragione per la quale abbiamo deciso per un “supplemento di inchiesta”, che pubblicheremo nei prossimi mesi, limitando qui la trattazione all’interno dei canoni tradizionali dei nostri test. Tuttavia, una lista delle caratteristiche dell’apparecchio, seppur succinta, “ci sta”:
- Room Equalizer: interviene sui modi dell’ambiente d’ascolto per migliorare la resa in bassa frequenza
Creative Equalizer: controllo di toni a tre interventi
De-Essing: interviene sull’effetto sibilanti
Constant Volume: una sorta di loudness; curioso che uno come Daniel Weiss citi e prenda in considerazione la modalità “party mode”!
Vinyl Emulation: fa quel che dice la definizione stessa, utilizzando anche un’emulazione della procedura DMM-CD offerta dall’etichetta Stockfisch
Crosstalk Cancelling (XTC): sopprime la diafonia, emulando le registrazioni con testa artificiale o live con soli due microfoni
Loudness Control: un’equalizzazione in funzione del volume di ascolto
Headphone Equalizer: adatta la risposta in frequenza in funzione del modello di cuffia utilizzato

Come si vede, una lista della spesa ben articolata ed eterogenea che non mancherà di suscitare qualche perplessità nei cultori più radicali dell’hi-end (meno c’è, meglio c’è) se non per il fatto che, in generale, Daniel Weiss le cose le fa bene e per qualche ragione! Va aggiunto che la definizione stabilita da Weiss per il prodotto è restrittiva: DAC, certo, ma anche streamer e, come accennato, ampli cuffia; dunque quel coacervo di funzioni che hanno determinato l’attuale difficoltà di classificazione degli apparecchi (ne parliamo da tempo), a meno che una sia preminente sulle altre... Il problema con Weiss è che in genere questo svizzero non si accontenta mai. Il termine “certosino”, se mai fosse autorizzato su queste pagine dall’attuale direttore - e questa volta lo è - risulta particolarmente indicato: sarà perché è svizzero, sarà per chissà cosa ma nei piccoli dettagli e nel disegno di insieme la qualità sembra far parte del DNA di Weiss; qualità al di sopra di estetica, mode, apparenza e altri orpelli, quasi a sfiorare il concetto di “ideale” che innalza ogni dettaglio a simbolo quasi assoluto. Laddove alcuni dettagli appaiono spesso banali e alcuni eccessi diventano pacchiani, una “banale” lavorazione meccanica, sebbene di precisione, con Weiss diventa simbolo assoluto di qualità, quasi a stabilire un requisito minimo che praticamente nessun altro costruttore sfiora! Nella sua semplicità ed essenzialità il 502 esibisce un rapporto nelle dimensioni e nell’aspetto che lo rende unico nel suo genere, assumendo un’eleganza a cui è difficile non cedere. Nessuno di noi in redazione lo ha mai definito “austero ed essenziale” ma tutti, nel profondo, lo hanno trovato attraente ed elegante e, anche se certe soluzioni meccaniche non hanno alcuna influenza nella resa sonora, la lavorazione del pannello frontale, le proporzioni e i dettagli emanano un’aura di qualità super partes che, quasi incondizionatamente, suscita una percezione, non di ostentazione o lusso ma di assoluta qualità! Non sono solo gli aspetti esteriori, anzi: il display touch e la manopola costituiscono un binomio eccellente di funzionalità e informazioni sempre posate, essenziali ed estremamente efficiente. In genere si tende a strafare oppure a scegliere un sistema basato solo con touch screen ma il binomio, nel Weiss DAC 502, vince per funzionalità e utilizzabilità. Ciò premesso il DAC 502 si può gestire anche con un comodo e funzionale telecomando o con una applicazione web completa che da un certo punto di vista renderebbe inutile l’utilizzo sia del telecomando che del touch screen. Alcuni costruttori scelgono il concetto di apparecchio headless, ovvero senza alcun comando a bordo ma raggiungibile in remoto sia per motivi funzionali che per il contenimento dei costi di produzione. Weiss, invece, ha dato lo stesso valore per i vari livelli di utilizzo ed è molto utile scegliere se usare l’interfaccia web o agire direttamente sul touch se a portata di mano. Ciò che emerge è la semplicità e immediatezza d’uso, rara in questo settore contando le numerose funzioni di cui è dotato l’apparecchio. Cominciamo dal fatto che il sistema esegue un post processamento del segnale con algoritmi proprietari sviluppati direttamente da Weiss, portando ogni segnale in ingresso a una frequenza di campionamento di 195 kHz. Da un certo punto di vista potrebbe apparire come una eresia ma all’atto pratico, soprattutto anche in funzione della valutazione all’ascolto, il risultato è “disarmante”! In effetti il male assoluto non è il down o l’up sampling ma è il modo in cui viene implementato, soprattutto in funzione degli obiettivi preposti; a proposito di questo approccio, l’esperienza con il Chord Hugo TT2 abbinato allo Hugo M-Scaler provato su SUONO 538 a settembre 2019 ha delineato con una lucidità impressionante le potenzialità di perseguire un buona idea e di valutare gli effetti quando le condizioni al contorno vengono massimizzate.