Triangle Borea BR07

La linea Borea della francese Triangle è stata presentata a settembre dello scorso anno e comprende ben tre diffusori da pavimento, due bookshelf, un centrale e curiosamente nessun modello destinato all’emissione posteriore in sistemi A/V (supponiamo che i più piccoli diffusori da scaffale, BR02, siano destinati a questo, in una visione molto Hi-Fi della riproduzione sonora che la Triangle incarna da sempre).

15/07/2020
di Nico Candelli nico.candelli@gmail.com

Le caratteristiche

Diffusori Triangle Borea BR07
Prezzo: € 800,00
Dimensioni: 20,6 x 98 x 31,4 cm (lxaxp)
Peso: 17,35 Kg
Distributore: Tecnofuturo - http://www.tecnofuturo.it
Tipo: da pavimento Caricamento: reflex N. vie: 2,5 Potenza (W): 120 Impedenza (Ohm): 8 Risp. in freq (Hz): 44 - 22.000 Sensibilità (dB): 91 Altoparlanti: 1 tw da 25 mm a cupola in seta , 1 mid da 16 con cono in carta, 1 wf da 16 con cono in fibra di vetro Rifinitura: Frassino Nero, Bianco, Noce

All’interno del catalogo della casa francese la linea Borea si identifica come una delle più economiche, la più economica dell’offerta nel nostro Paese con prezzi che variano dai 300 euro del modello da scaffale più piccolo ai 1.200 euro dei BR09, la torre più grande in assoluto, un tre vie con doppio woofer. Tutti, quindi, con prezzi particolarmente competitivi se si considera la qualità nel disegno e le prestazioni. Un bel biglietto da visita per il produttore d’oltralpe, certamente apprezzato per i suoi modelli di punta (i Magellan sopra ogni altro, di cui un modello costituisce tutt’ora il sistema di riferimento di SUONO), meno per i modelli value for price (o value without compromise come la Triangle stessa definisce la linea Borea) dove l’alter ego e concorrente per elezione, Focal, ha invece spesso sfornato modelli performanti.
Qualche tempo fa su www.suono.it abbiamo raccontato l’evoluzione nel tempo di questa azienda, anticipandone novità e progetti, sottolineando come fosse in atto una sorta di rilancio del marchio affidato a Hugo Decelle, figlio del proprietario che è invece tornato ad occuparsi della sua prima passione la produzione di vino. I risultati non si sono fatti attendere e i prodotti della linea Borea, ormai disponibili da tempo, stanno incontrando consensi molto positivi da parte della stampa internazionale (soprattutto il modello Borea BR03 diffusori da scaffale con un ottimo rapporto qualità prezzo). Il modello in prova, BR07, è il più piccolo delle tre torri disponibili, tutte figlie, come peraltro i due bookshelf, di un unico progetto  basato su altoparlanti di nuova generazione ma anche  sulle più recenti ricerche della casa sulla riduzione le vibrazioni interne del mobile dei diffusori: tutti i modelli della gamma Borea condividono una costruzione basata su pannelli in MDF rivestiti di foam  EVA  (Etilene Vinil Acetato) forato e, per le sue naturali caratteristiche, modellato alla bisogna in modo da ridurre il comportamento vibratorio della struttura e assorbire le vibrazioni generate dal movimento dei woofer grazie a una configurazione  proprietaria definita DVAS (Driver Vibration Absorption System) dove una guarnizione in schiuma EVA ad alta densità assicura il contatto tra il motore del trasduttore e il rinforzo. Le vibrazioni del driver generate dalla sospensione della membrana sono notevolmente attenuate, quest’ultima trasmette una bassa vibrazione residua al cabinet.

Il tweeter ha la cupola in seta da 25 mm e motore al neodimio. Utilizza un caricamento definito “parzialmente a tromba” con una lente che ne aumenta la dispersione.

A dispetto di una tradizionale progressione matematica i BR08 sono il modello immediatamente superiore ai BR03: oltre al tweeter e al midrange/woofer utilizzati dall’intera gamma, adottano un ulteriore woofer, sempre da 16 cm  a rinforzo alla gamma bassa; I due trasduttori lavorano contemporaneamente nello stesso carico di volume e pertanto non si tratta di un classico tre vie ma di un due vie e un mezzo. Perché questa scelta? A fronte delle ottime performance del modello da scaffale, verosimilmente si è voluto confermare il valore di un prodotto ben riuscito, aumentando la capacità di tenuta per l’utilizzo in  ambienti di dimensioni maggiori, potenziando conseguentemente il rendimento nella sezione bassi. Il reflex allineato anteriormente  facilita l’inserimento in ambiente; il mobile è sordo e solido, con una costruzione accurata e rivestimento in vinile ma piacevole al tatto e alla vista. Gli anelli attorno alle membrane degli altoparlanti nascondono le viti che li fissano donando al frontale un aspetto elegante anche in assenza della griglia anteriore magnetica (non propriamente comune in sistemi di questa fascia di prezzo) che ove possibile conviene rimuovere: come verificato durante gli ascolti, la resa sonora se ne avvantaggia! I morsetti posteriori consentono il collegamento solo in monowiring mentre l’efficienza dichiarata di 91 dB autorizza l’utilizzo di amplificatori anche di potenza non elevata. Come sempre per un prodotto nuovo, conviene effettuare un discreto periodo di rodaggio prima di esprimere dei giudizi ma già dalle prime ore questi diffusori hanno manifestato la loro natura. La prima sensazione è un palcoscenico abbastanza profondo che agevola la collocazione nello spazio dei vari strumenti ma ancor di più si apprezza la facilità con la quale viene superata la barriera delimitata dai diffusori offrendo un suono con una buona estensione anche in ampiezza. Un promettente inizio. Dal CD Blackbird  (Siri’s Svale Band) il brano Don’t Explain inizia con l’assolo di contrabasso e da subito si è piacevolmente colpiti per la precisione, assenze di code e sufficiente estensione verso la parte più profonda. Analizzando questa gamma di frequenze si percepisce che ci si trova di fronte a un diffusore che riesce a esprimere compiutamente un maggior peso e volume sonoro rispetto ai diffusori da scaffale. La voce della cantante risulta netta e definita, timbricamente abbastanza corretta e facilmente individuabile al centro del palcoscenico. Bene l’assenza di esse sibilanti, cosa che con diffusori della stessa categoria spesso ho avuto modo di rilevare. Forse merito del tweeter in seta del quale ho apprezzato il lavoro che svolge senza essere aggressivo o peggio ancora arrotondato. Una ulteriore sensazione positiva l’ho ottenuta con l’ascolto del brano Lady of the Night dal CD 101 (North). Nonostante le forti sollecitazioni a cui sono stati sottoposto i diffusori (questi generi musicali talvolta portano a esagerare con il volume) il suono è rimasto sempre coerente, con la batteria in buona evidenza, il synthesizer ben presente mai invadente o affaticante, il basso asciutto e ben ritmato e si apprezza la capacità dei BR07 nel digerire tanti watt senza scomporsi e soprattutto l’attitudine di adeguarsi a qualsiasi genere musicale. Mars dal CD The Planets (Holst) consente di valutare ancora i pregi dei  Triangle: fiati e ottoni sono riprodotti in modo abbastanza naturale, presenti e ben individuabili nel palcoscenico virtuale, idem gli archi e nonostante la massiccia presenza dei timpani il suono rimane coeso e stabile senza che si avvertano segni saturazione o compressione. Diffusori quindi senza difetti? Non proprio, nessun diffusore ne è esente... Ma quando durante i vari ascolti ho cercato di trovare delle défaillance rispetto ai miei riferimenti, di certo le ho percepite, ma se si mette in relazione la differenza di prezzo otto volte maggiore, viene davvero da chiedersi se sia giusto lamentarsi e di che cosa! Questo diffusore è in grado di soddisfare tutte quelle persone che amano ascoltare solo della buona musica; i BR-07 offrono naturalezza, buona correttezza timbrica e una capacità di adattamento a qualsiasi genere musicale, il tutto a un prezzo molto competitivo rispetto alle prestazioni offerte, rappresentando una escape strategy per chi vuol ascoltare musica senza spendere troppo ma anche senza rinunciare alla qualità. Come è noto a tutti, per salire di livello bisogna spalancare il portafogli e purtroppo quasi mai, anzi mai direi, il maggior esborso di denaro che viene richiesto è proporzionale al miglioramento sonico riscontrato... Un’ultima segnalazione: durante i vari ascolti ho provato a sostituire le punte in dotazione che vanno applicate al di sotto delle basi. Fermo restando che svolgono egregiamente il loro lavoro, le ho sostituite con dei disaccoppiatori provvisti di sfere che avevo a disposizione e il diffusore ha rivelato ulteriori potenzialità (con una riproposizione ancora più precisa e stabile) tali da renderlo con completezza un best buy i cui confini qualitativi possono riservare ancora sorprese. Davvero interessante.

[ Pubblicato su SUONO n° 546 - luglio - agosto 2020]

Per inviare commenti devi essere autenticato. Effettua il login.

Non sei registrato? Registrati.