Yamaha C5000 e M5000

5000 o dell’eccellenza, secondo il codice utilizzato per le sigle degli apparecchi dalla casa giapponese. E nel caso della attuale serie 5000 di Yamaha la tendenza e le scelte sono chiare, soprattutto se se ne legge l’evoluzione nel tempo. Giradischi, pre e finale stereo, diffusori: la catena audio si realizza così

22/10/2019
di A cura della redazione redazione@suono.it

(sintesi del test pubblicato su SUONO)

Si è composta nel tempo la linea di eccellenza della casa giapponese ma nel tempo il focus è anche cambiato se si considera che il primo passo di questo percorso, in occasione del 125mo anniversario della nascita (2013) che si tenne ad Amburgo nel maggio di quell’anno, vedeva l’esordio della linea costituita da un pre (CXA 5000) e un finale (MXA 5000) dedicati all’home theater. “Declassato” nella sigla a un livello inferiore era l’A-S3000 (provato su SUONO 480 - ottobre 2013) un integrato che in coppia con il lettore CD-S3000 costituiva comunque un ritorno del marchio del diapason all’Hi-Fi di livello, dopo che per molti anni aveva primeggiato l’attenzione all’HT. L’A-S300, peraltro, ereditava in gran parte la sezione di potenza dal finale multicanale MXA 5000; elemento curioso (segno di una inquietudine progettuale) era il fatto che paradossalmente alcuni aspetti di questo apparecchio (il fatto che accettasse connessioni bilanciate, la predisposizione per la biamplificazione passiva) apparissero più audiophile che dedicate all’HT, tanto che SUONO effettuò la prova dell’apparecchio esaminandolo in questa luce. Insomma: una tentazione al ritorno al due canali puro che poi si è concretizzata negli anni a venire se oggi la linea 5000 si rivela assolutamente tagliata sulle esigenze dell’appassionato di Hi-Fi: un giradischi (GT-5000) come unica fonte, un pre e finale a due canali (quelli oggetto della nostra prova) e una coppia di diffusori, i NS-5000, che sempre su SUONO hanno ottenuto al tempo ottimi responsi!

Le caratteristiche

Preamplificatore Yamaha C-5000
Prezzo: € 6.999,00
Dimensioni: 43,5 x 14,2 x 45,1 cm (lxaxp)
Peso: 19,1 Kg
Tecnologia: a stato solido Ingressi: Phono MM/MC, 5x linea, trigger, remote Uscite: 3x RCA, XLR, trigger, remote Risp. in freq. (Hz): 10-100.000 THD (%): 0,01 S/N (dB): 110 Controlli: Bass, Treble, Guadagno, Phono; Subsonic, Mute Livello uscita max (V): 6 Bal. - 3 V Sbil. Note: Completamente bilanciato. Controlli toni: bass 350 Hz +/- 9 dB; treble 3500 Hz +/- 9 dB. Filtro subsonico: 15 Hz - 3 dB.

L’apparecchio ha una impostazione completamente dual mono con ogni sezione duplicata e isolata dall’altra sia fisicamente che elettricamente. È comune il circuito di alimentazione di stand by e di servizio: per il fono MM e MC è previsto un doppio ingresso RCA e XLR visto che anche il giradischi GT-5000 ha le uscite in bilanciato. La sezione fono consente la regolazione del carico, doppio circuito separato e distinto per i due canali, mentre è doppio anche il trasformatore di alimentazione, ognuno dedicato a un canale specifico. La regolazione del livello è affidata a tre chip JRC NJU2321 gestiti da un meccanismi di servocontrollo azionato sia in modo meccanico che manuale. La rotazione della manopola del volume e l’azionamento delle levette di commutazione è cosa di altri tempi anche se oggi, in ogni caso, l’azionamento meccanico non agisce più su un selettore anch’esso meccanico ma su un sistema servo assistito. In questo ambito la regolazione del volume ma ancor di più l’attivazione del mute è il simbolo di tale approccio: agendo sulla levetta del mute si attiva un circuito di servocontrollo che sposta fisicamente il potenziometro del volume per una rotazione tale da effettuar un’attenuazione fissa rispetto alla posizione del volume in cui si trovava al momento dell’attivazione. L’effetto è decisamente scenografico, anche utile e comunque piacevole, considerata la riduzione graduale del livello e non l’attivazione istantanea del mute; colpisce, tuttavia, il fatto che per la manopola del volume, nonostante sia di tipo motorizzato con potenziometro analogico, il controllo in realtà non interviene direttamente sul segnale ma su un chip integrato per la regolazione del livello che, tramite il valore resistivo fornito dal potenziometro, regola di conseguenza l’attenuazione sul segnale in modo comunque analogico. La commutazione degli ingressi avviene tramite l’attivazione dei relè azionati e gestiti da microcontrollore. Gli stadi di premplificazione e di commutazione del segnale sono sviluppati su due grandi PCB simmetrici e indipendenti posti uno su l’altro. Anche il posizionamento dei connettori adotta una simmetria che favorisce il collegamento delle sorgenti e delle amplificazioni. ll potenziometro motorizzato per il controllo del volume è installato su un castello di sostegno molto robusto in grado di sostenere la massiccia manopola esterna di azionamento e tutto il sistema di trascinamento. Il movimento è moto fluido e frizionato e la regolazione invia un segnale di riferimento al chip del volume che attua l’attenuazione selezionata.

Le caratteristiche

Amplificatore finale Yamaha M-5000
Prezzo: € 6.999,00
Dimensioni: 43,5 x 18 x 46,4 cm (lxaxp)
Peso: 26,9 Kg
Tipo: stereo Tecnologia: stato solido bilanciato Potenza (W): 2x 100/200 @ 8/4 Risp. in freq. (Hz): 5-100.000 Sens./imp. (V/kOhm): 2/47 Bilanciato - 1/47 Sbilanciato S/N (dB): 110 THD (%): 0,035 Fattore di smorzamento: 300 Ingressi: RCA, XLR, trigger Note: Possibilità di utilizzo in mono (400 watt). Circuito di alimentazione totalmente flottante.

La struttura è a telaio portante su cui sono installati i vari componenti. Nonostante sia realizzata con pannelli in lamiera ferrosa ramata e ripiegata, fissati fra loro con viti autefiletanti, l’ingegnierizzazione è molto ordinata e con cablatura aerea ridotta. Nella parte inferiore è presente la complessa distribuzione dei quattro alimentatori ad alta corrente specifici per lo schema di funzionamento Circlotron dello stadio finale. Ognuno dei quattro condensatori da 33.000uF da 63V è connesso a un ponte a diodi e fa parte di un alimentatore di potenza flottante. È presente anche un doppio circuito indipendente per i due canali dello stadio pilota. Il circuito di amplificazione è realmente simmetrico e l’ingresso elettivo è quello di tipo XLR oppure quello single ended che attraversa uno stadio che lo converte in simmetrico. Anche lo stadio di potenza utilizza Mosfet uguali fra loro e non di tipo complementare grazie allo schema di ingresso e di potenza. Sia i trasformatori che altre sezioni del C-5000 hanno la schermatura in rame, con l’obiettivo di ridurre gli effetti negativi dei flussi magnetici. La stessa cosa, con i canali completamente separati e distinti, per percorso di segnale e alimentazione, avviene anche per il finale M-5000. L’alimentazione è connessa direttamente a ogni lato positivo e negativo dello stadio di uscita. Anche nel finale alcuni elementi sono protetti con uno schermo in lamiera ramata; la struttura, inoltre, è stata progettata con particolare attenzione alle forze meccaniche per cui il trasformatore, il blocco dei condensatori e i dissipatori sono imbullonati direttamente al telaio principale. Anche i cavi dell’alimentazione hanno subìto un processo di sovradimensionamento e di rinforzo nella loro struttura: vengono bloccati con viti e connettori in ottone invece che con le più tradizionali saldature.

Nel complesso l’implementazione circuitale e altri aspetti costruttivi e di progettazione collocano questa coppia pre e finale in una fascia “estranea” a quella di appartenenza, significativamente più elevata. Dal punto di vista della versatilità va segnalato come manchi la connessione USB, secondo una tendenza sempre più in voga e che ha la sua ragione in termini di costi/benefici. In compenso c’è una sezione fono di tutto rispetto, anzi, ben oltre le aspettative, e anche il Bluetooth tra l’altro di qualità e una ampia dotazione di ingressi spdif che soddisfano la quasi totalità delle esigenze. In termini sonori ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso, dove i dettagli emergono, il ritmo pure, incalzante quando serve e dettagliato ma mai predominante nel resto. Un timbro vivo in tutta la gamma utile del sistema che a dispetto della potenza dichiarata suona, sembra suonare, molto più forte dei dati di targa. Solo quando si raggiungono i limiti, in modo non eccessivamente repentino si avvertono i limiti in potenza del sistema, con un clipping comunque morbido ma tipico di uno stadio solido prossimo alla saturazione. Si apprezza inoltre la buona insensibilità al carico e la capacita di mantenere un timbro costante anche in presenza di diffusori molto critici.

Distributore: Yamaha Music Europe - www.yamaha.it

[ Pubblicato su SUONO n° 539 - ott - nov 2019]

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