DAP

Esistono rivoluzioni silenziose, a volte scomode o non in linea con l’opinione comune: la miniaturizzazione è un fenomeno che appartiene a questa categoria ed è stata combattuta aspramente nell’immaginario audiofilo con la convinzione, priva i fondamento nell’era moderna ma coerente con alcuni stilemi passati del settore, che un apparecchio Hi-Fi “ha da esse’ pesante”.

Gli apparecchi portatili delle ultime generazioni hanno insomma provato ad abbattere, con alterni risultati, il sillogismo “grande = buono”; lo hanno, in termini moderni, rottamato, con buona pace degli audiofili tutti di un pezzo e delle loro convinzioni. Il fatto di operare in gran parte nel dominio digitale ha senz’altro reso più semplice stabilire se e in che misura tali apparecchi sono “meno” dei tradizionali Hi-Fi. Se si analizza con attenzione l’impatto degli iDevice, dell’ascolto in mobilità e della conseguente accelerata miniaturizzazione, ci si rende conto che questi tre elementi, insieme al successo della musica liquida, stanno e hanno cambiato definitivamente la faccia del settore della riproduzione della musica nella sua complessità. L’elemento interessante è che la qualità, anche in questa nuova dimensione della fruizione musicale, conta! Nel 2013 all’IFA di Berlino la LG promuoveva con enfasi il suo smartphone in grado di leggere file ad alta risoluzione e successivamente il logo Hi-res è diventato, soprattutto nei dispositivi portatili, simbolo di elevata qualità... Tutta una questione di marketing? Non soltanto, perché un’analisi serena delle caratteristiche circuitali e quegli effetti della globalizzazione che possiamo giudicare positivi (ad esempio, che in termini di produzione di massa conviene più scegliere un componente potente, magari sottoutilizzandolo, che frammentare l’offerta in funzione dell’utilizzo) ci rivela che, effettivamente, non c’è nessuna ragione per cui alcuni di questi piccoli oggetti non possano essere carier di qualità: contengono chip e convertitori di elevato livello, esattamente (o all’incirca) come i fratelli maggiori e, complice il gap sempre più ridotto tra un apparecchio realizzato in maniera standard e uno fatto al meglio, rappresentano un’alternativa valida alla tradizionale catena Hi-Fi, anche perché offrono una versatilità, collegata al loro “stato mobile”, sconosciuta ai tradizionali componenti Hi-Fi. I due elementi (gap tecnologico minore, aumento della versatilità) fanno si che, in funzione delle proprie specifiche esigenze, possa essere accettabile quando non consigliabile rivolgersi a un prodotto non necessariamente “il migliore”! Si può ascoltare bene un file musicale anche da uno smartphone o da un DAP (neologismo che sta per Digital Audio Player), questo è il fatto e, per la prima volta, ci è consentito di assemblare sistemi la cui versatilità tiene conto delle felici condizioni che si verificano in portatilità, senza dover pagare uno scotto qualitativo evidente, questo si inaccettabile per il livello critico dell’appassionato. Questa grande rivoluzione dell’era moderna della riproduzione sonora trova conferma nella pratica dalle performance riscontreate nei DAP. Ne abbiamo analizzato tre, di differente classe di prezzo, con il consueto criterio hi-fi e nessuno di essi ha deluso!

DAP  20/09/2016
di A cura della redazione

iBasso DX80

La soluzione più economica per affrontare in mobilità l'ascolto dei file ad alta risoluzione

DAP  21/09/2016
di A cura della redazione

Fiio X7

L’X7 è l’ultimo nato di una gamma di DAP che comprende anche le versioni aggiornate dell’X3 (II generazione) e del successivo X5 ma anche dell’X1, sviluppato in coincidenza alla seconda versione dell’X3.

DAP  21/09/2016
di A cura della redazione

ASTELL & KERN AK300

L'aspetto estetico funzionale, le prestazioni e la possibilità di essere inserito all'interno di un ecosistema autonomo rendono l'AK300 uno dei prodotti unici nel loro genere.