Si utilizza sempre un computer

Anche se sono lontani i tempi in cui gli appassionati di riproduzione sonora inorridivano all'accensione di molti lettori CD di ultima generazione, non tutti ancora sono consapevoli che è impossibile non aver un computer "fra i piedi" dato che ci troviamo di fronte ad apparecchi in cui è quasi impensabile fare a meno.

08/07/2014
di Paolo Corciulo

Il computer costituisce la fonte (o il player) più economica sul quale edificare un sistema dedicato alla musica liquida, ma è anche il più complesso dal momento che richiede quantomeno delle minime nozioni di informatica per effettuare regolazioni e settaggi o per risolvere conflitti che, vista la non ancora totale standardizzazione dei diversi anelli di una catena info Hi-Fi, si possono presentare. La complessità nell'utilizzo di un computer per l'ascolto della musica (perlomeno in una catena raffinata adatta allo scopo) è determinato anche dal fatto che in generale il computer non è uno strumento pensato per questa funzione o, perlomeno, non solo per essa! Per questa ragione i costruttori Hi-Fi hanno cercato di gestire la commistione con il mondo dell'informatica sviluppando apparecchi che sono una sorta di coacervo tra un computer (presente in una forma ad hoc e/o primordiale) e le interfacce tipiche degli apparecchi Hi-Fi: tramite la presenza di tasti si sopperisce ad alcune delle complesse operazioni richieste sul PC. Salvo nel caso in cui si rinunci alla musica liquida, è comunque impossibile fare completamente a meno di un computer (quasi tutti gli streamer devono essere accreditati in rete e quasi sempre ciò avviene attraverso un'interfaccia web), ma la via di accesso “facilitata” alla riproduzione dei file musicali ricercata dai costruttori hi-fi precedentemente descritta è fortemente consigliabile a chi non è in grado o non desidera confrontarsi con troppe procedure di carattere informatico, accettando soluzioni in qualche modo contingentate ma più intuitive. Va anche detto però – è giusto che il lettore lo sappia – che la riproduzione sonora attraverso il computer o “più” computer, oltre a rappresentare la soluzione più economica, consente di realizzare sistemi estremamente raffinati; questi ultimi potranno forse peccare di semplicità, ma costituiscono architetture estremamente versatili, le più efficaci (senza compromettere in alcun modo la qualità) per ottemperare a quel coacervo di elementi che consentono a un file musicale di essere riconosciuto, indirizzato verso un dispositivo e riprodotto!

Comunque sia se vogliamo iniziare a godere della musica liquida ci troveremo di fronte ad un mare di scelte, alcune insidiose, spesso offerte dal mondo più "conservatore" dell'hi fi, altre invece semplici ma sopratutto scalabili! Brutto termine, "scalabile", valido solo per quello che rappresenta: il primordiale passo di miglioramento che ogni audiofilo ricorda fin dai primi passi mossi in 'hi-fi. Nella creazione di una infrastruttura per la musica liquida oggi è veramente possibile fare piccoli passi alla volta per migliorare l'impianto e per ampliare la propria configurazione, sempre a patto che si ragioni a mente aperta e senza additare il computer come il male supremo.

Il primo passo per sceglier una "struttura" informatica di base è proprio il computer, inteso come hardware, poi il sistema operativo e poi il sistema per poter "tirar" fuori la musica nel migliore dei modi; mai come in questo caso il metodo olistico è necessario, proprio per valutare apertamente la qualità delle soluzioni e la semplicità di utilizzo. Una trattazione esaustiva dell'argomento, visto anche il continuo aggiornamento di soluzioni e tecnologie, è estremamente complicato; la nostra scelta pertanto è caduta su una soluzione più radicale: vi illustreremo il sistema che per noi è oggi il primo passo per ottenere risultati "eccellenti" a basso costo e di facile implementazione, che non preclude nel modo più assoluto, quasi a costo zero, ogni possibile ampliamento futuro.

Il primo passo è costituito dalla scelta del computer e del software di gestione della musica e delle risorse audio. Il Mac si è rivelato un hardware migliore rispetto a tanti altri computer anche della stessa fascia di prezzo. Unito poi alle peculiarità del sistema operativo OSX la soluzione è abbastanza fruibile utilizzando software di un certo prezzo per la realizzazione di un sistema chiuso, ovvero: musica su computer e DAC collegato ad esso. Con il recente rilascio del software JRiver Media Center anche per OSX è possibile a basso costo allestire una piattaforma scalabile e utilizzabile immediatament,e senza complicazioni e senza i limiti imposti da iTunes e da Apple stessa sui formati supportati (ricordiamo che l'unico grande limite di Apple è quello di voler a tutti i costi utilizzare iTunes per la gestione dei contenuti e "disconosce" formati molto diffusi come ad esempio i Flac).

L'ipotesi è sintetizzata nello schema A: la musica è all'interno del computer o su un disco locale collegato al computer, l'interfaccia di gestione è sul computer e il dispositivo per "estrarre" la musica in modo "hi fi" dal computer tramite USB (il caso minimale è quello dalla M2TECH che trasforma i dati in un flusso spdif di qualità) consente il collegamento ad un DAC anche di tipo tradizionale (privo cioè di USB) come quello a bordo dei diffusori Avantgarde Zero. il risultato è una soluzione pulita, di minimo impatto, che sostanzialmente può fare a meno del cablaggio di una rete ethernet utilizzando una sorta di peer to peer.

Il passo successivo potrebbe essere quello di utilizzare un controllo remoto del computer (ipotesi B): la configurazione JRiver + Mac consente in modo molto semplice e a costo zero di collegare una tablet (non necessariamente l'iPad) direttamente al computer, senza disporre di una rete informatica. Si tratta di una possibilità offerta in modo semplice da OSX. È possibile controllare JRiver (che ha un'interfaccia non proprio user friendly) con una applicazione, JRemote, forse la più efficiente e intuitiva in ambito hi fi, che trasforma l'iPad in un "megatelecomando". Una variante a questa ipotesi è quella se si dispone già di una rete interna, visto che la configurazione di comunicazione diretta fra computer e iPad è abbastanza obsoleta: anche se è semplice configurare i due dispositivi, questo passaggio in questo caso diventa del tutto inutile! Quello prefigurato infatti è ancora un sistema in cui il computer è collegato direttamente al DAC, il che non è un problema a priori ma offre moltissimi margini di miglioramento, anche con piccoli accorgimenti. Se in questa fase ci si trova all'interno di una rete di comunicazione, il computer diventa anche un server DLNA con funzioni molto sofisticate, nel senso che è possibile, senza fare alcuno sforzo, controllare altri apparecchi DLNA all'interno della rete. Sono termini che non devono mettere paura, in quanto, oggi, fra telefonini tablet e altri dispositivi multimediali, abbiamo già tanti dispositivi che "funzionano" in autonomia. Sarà possibile far suonare altri apparecchi all'interno del proprio eco-sistema sempre a costo zero!

Un ulteriore passo (ipotesi C):è quello di separare il computer che fa da server e che si occupa dell'elaborazione dei segnali da quello deputato alla sola riproduzione, con un gran margine di miglioramento nelle riproduzione . Entra in gioco un ulteriore elemento, un NAA (Network Audio Adapter), in pratica un computer costruito unicamente per trasferire il segnale musicale ancora nella sua forma “dati”. Questa soluzione consente di ridurre ogni tipo di interferenza generata dai componenti attivi di elaborazione e altri dispositivi che si occupano della pura gestione del computer, lasciando tutte queste funzioni a bordo del sistema che funge da server.

La stessa JRiver ha sviluppato un hardware che, pur non essendo specifico in tal senso, va in questa direzione: si chiama Id (per assonanza con HID – Human interface Device) e viene definito Network Media Player: “riproduce audio di qualità da un computer” (ma può essere utilizzato anche come stand alone) è la definizione ufficiale, e può essere controllato da smartphone e tablet; è compatibile con ogni formato, costa solo 300 dollari ma soprattutto introduce due concetti innovativi, quello di ruolo (asservito al computer o esso stesso computer musicale) e quello del superamento della GUI con la HID!

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