Big Jazz

Tuscia in Jazz, uno dei più importanti festival jazz italiani, giunto alla sua 13ma edizione che presenta la particolarità del Big Band Festival l’unico festival jazz in Europa dedicato esclusivamente alle Orchestre.

29/06/2015
di Daniele Camerlengo

Fondatore e direttore artistico del Tuscia in Jazz Italo Leali ci ha raccontato delle novità che caratterizzeranno il festival che si terrà dal 12 luglio al 2 agosto a Ronciglione, Castiglione in Teverina e Bagnoregio, a cominciare dalla più stretta collaborazione con il Comune di Castiglione in Teverina che ha consentito di realizzare un'idea che Leali aveva in mente da anni: canalizzare le tante orchestre che ogni anno partecipano al festival in un periodo specifico creando cosi un festival proprio dedicato a esse. Ecco che cosa ci ha raccontato…

Come è nata questa idea?
Cercando su internet informazioni su eventi simili, anche per vedere se ci fosse stata possibilità di creare sinergie, ho scoperto che in realtà in Italia ed Europa non esiste un evento simile. A questo punto ho sentito i miei partner stranieri, che da anni ci portano queste orchestre, se fossero stati interessati da un tal evento e questi subito hanno sposato l’iniziativa portando già alla prima edizione ben 3 orchestre dagli Usa a loro abbiamo aggiunto 2 orchestre jazz della Tuscia e 2 Bande cittadine. Per il prossimo anno abbiamo già ricevuto l’adesione di diverse orchestre Usa.

La scelta del MUVIS Museo del Vino di Castiglione come location avvalora il grande progetto di sinergia tra l’organizzazione del Tuscia in Jazz ed il ricco territorio che rappresenta e promuove. Un lavoro intenso ma gratificante.
Castiglione in Teverina, famosa per la sua produzione vinicola, ha saputo negli anni investire su quello che la differenzia, un po’ come facciamo noi con il nostro festival, e creare una struttura unica come il MUVIS Museo del Vino. Una location dotata di tutti i confort. Dal piazzale dove già è allestito il palco, alla sala da 400 posti per concerti e dibattiti, fino alla bellissima enoteca dove è possibile far mangiare fino a 300 persone. Inoltre il MUVIS è dotato di una foresteria con ben 37 posti letto che permette di ospitare sia gli artisti che gli spettatori. Grazie a questo siamo riusciti a creare pacchetti turistici che a soli 60 euro a persona permettono di pernottare 2 giorni a Castiglione e di partecipare alla cena di degustazione vini organizzata in collaborazione con la Fondazione Sommelier italiana Alta Tuscia.

Non dimentichiamo che il partenariato è esteso anche a realtà internazionali come l’agenzia olandese Wens Travel, leader europea per l’organizzazione dei tour delle Orchestre universitarie Usa nel vecchio continente, l’agenzia americana The Global Gurus di Atlanta. Un risultato considerevole costruito con una seria progettualità. Descrivici questo percorso.
E’ grazie a loro che è nato il Big Band Festival. Con queste agenzie negli anni è nato un rapporto di fiducia e stima reciproca e le nostre location naturali e storiche ci hanno aiutato sicuramente a consolidarlo. In questi anni abbiamo cercato sempre di soddisfare le loro esigenze e di dare una sempre maggiore visibilità a queste orchestre, che ricordo malgrado la giovane età dei partecipanti, sono altamente professionali e i concerti che ci propongono di altissimo spessore musicale.

La Philadelphia Jazz Orchestra, la Bloomsburg Jazz Band e l’University of South Florida Jazzet sono le tre orchestre americane che saranno protagoniste di questa prima edizione e che rappresenteranno, per l’occasione, tre prestigiosi Conservatori statunitensi. Un motivo d’orgoglio ed una cura e una attenzione particolare da parte del governo alle decine di Orchestre universitarie e delle high school che finanzia affinchè esportino nel Vecchio Continente la loro bravura artistica. Perchè ciò non accade anche nel nostro Paese?
E’ una domanda che da sempre mi pongo anch’io senza trovare una risposta valida. L’Italia è una nazione che alla musica ha dato, tanto e molti dei termini usati a livello globale nella musica sono termini italiani, abbiamo nella nostra storia grandi musicisti che hanno scritto le pagine più importanti della musica a livello mondiale, ma nelle nostre scuole ormai la musica è stato completamente dimenticata e abbandonata. Oramai sono solo le bande cittadine che portano avanti questa tradizione. Sinceramente trovo assurdo che nelle scuole italiane non si insegni musica, anche perché personalmente la trovo fondamentale per la formazione dei nostri giovani e non parlo solo da un lato musicale ma principalmente dal lato umano. La musica è il vero ed unico linguaggio universale. La musica è integrazione e partecipazione. Averla fatta praticamente sparire dalle scuole è un errore che pagheremo caro.

La Enrico Mianulli Jazz Cool Orchestra, l’Orchestra Jazz di Viterbo e della Tuscia con Fabio Zeppetella come special guest, la Banda Alceo Cantiani di Ronciglione e la Banda Musicale di Castiglione in Teverina sono la punta di diamante del panorama orchestrale autoctono e rappresenteranno l’Italia. Descrivici l’aspetto o la bellezza caratterizzante di ognuna di loro.
La Enrico Mianulli Jazz Cool Orchestra è un bellissimo omaggio realizzato da Enrico Mianulli e che rende omaggio ad uno dei dischi più belli della storia Birth Of Cool. Enrico nel progetto non solo usa la stessa formazione e gli stessi strumenti ma addirittura questi sono dell’epoca in cui il disco di Miles Davis fu inciso. Per quanto riguarda l’Orchestra Jazz di Viterbo e della Tuscia è un progetto portato avanti da molti musicisti jazz del nostro territorio e che noi ovviamente come Tuscia in Jazz abbiamo subito voluto sposare e sostenere. La Banda Alceo Cantiani invece è un eccellenza non locale ma nazionale nel 2013 il collettivo diretto dal Maestro De Santis si è aggiudicata il premio Europeo di Malgret in Spagna classificandosi al primo posto e probabilmente parteciperà ai mondiali che si terranno nel 2015 in Nord Europa dedicato alle bande. Per quanto riguarda la Banda Musicale di Castiglione in Teverina abbiamo pensato che non poteva essere realizzato un festival dedicato alle orchestre senza avere tra gli ospiti la banda della città, dove si tiene il festival. In questi giorni ci sarà però anche il 18 luglio il concerto della grande pianista giapponese Chichiro Yamanaha con il suo trio. Questo sarà l’unico evento a pagamento e che non vede come protagonista un orchestra.

Il Tuscia in Jazz successivamente dal 21 Luglio tornerà nella naturale sede di Bagnoregio dove in questa edizione alle atmosfere del jazz si uniranno i ritmi e le melodie della Bossa Nova. A quali concerti potranno presenziare gli appassionati? Quali sono le proposte artistiche?
Tornare a Bagnoregio per noi è il culmine del lavoro fatto durante tutto l’anno in vari comuni del territorio. Dopo l’apertura del 12 luglio a Ronciglione con i Quintorigo e Roberto Gatto Play Zappa e il Big Band Festival a Castiglione arriviamo a Bagnoregio, momento clou del festival, con un programma che possiamo considerare uno dei più belli degli ultimi anni. Il 21 apriremo con Peter Erskine, Rita Marcotulli e Palle Danielsson. Il 23 ospite del festival sarà Remo Anzovino con il suo progetto Viaggiatore Immobile. Dal 24 al 27 luglio si terranno le Finali del Tuscia in Jazz European Award e il 28 luglio si esibirà Robert Glasper Trio. Il 29 doppio appuntamento con la vincitrice del top jazz Elisabetta Antonini e il quartetto con Peter Bernstein, Rosario Giuliani, Roberto Gatto e Luca Fattorini. Il 30 luglio di nuovo doppio appuntamento con il concerto e la registrazione del disco dei vincitori inglesi dell’edizione 2014 dell’European Jazz Award Aeroplanes at Brescia e con il concerto di Aldo Bassi e Fabio Zeppetella. Il 31 luglio un altro grande concerto con Aaron Goldberg, Ruben Rogers e Greg Hutchinson. Il 1 agosto sarà la notte speciale del Tuscia in Jazz a Civita di Bagnoregio dove si terrà la terza edizione della Night in Jazz. Il borgo fatato di Civita sarà illuminato dai proiettori dell’Istallazione Poetico Sociale dell’artista Alessandro Vettori ed ospiterà tutta la notte concerti e jam session con Ivan Segreto trio, Fabio Zeppetella, Aldo Bassi e la Enrico Mianulli Cool Jazz Orchestra. Il festival si chiuderà il 2 agosto con un altro grande concerto con Jacques e Paula Morelenbaum.

Oltre 60 domande di ammissione pervenute da tutta Europa, per il Tuscia in Jazz European Award 2015 (ex Jimmy Woode Award). Selezionare i 9 finalisti che si esibiranno nelle finali del premio dal 24 al 27 Luglio a Bagnoregio immagino sia stato un arduo compito.
Si ogni anno è sempre più difficile selezionare i finalisti ed il livello di questi giovani è sempre più alto. I partecipanti arrivano da tutta Europa e non solo e la qualità diventa di anno in anno sempre più alta tanto è vero che la Commissione Europea rappresentanza in Italia ha voluto patrocinare il nostro premio. Un premio che ricordo è internazionale e attira giovani da tutto il mondo a riprova di ciò basta solo pensare che sono 2 anni che i vincitori arrivano dall’estero e anche nel passato nell’albo d’oro ci sono musicisti americani, tedeschi, francesi e serbi.

Nel corso degli anni avrà assistito a singolari episodi scaturiti dalla irrequietezza creativa dei musicisti. Vuoi raccontarcene qualcuno?
Ad essere sinceri di irriquitezza al Tuscia in Jazz ce n’è veramente poca o nulla. Qui ci sono solo due regole. La prima e fondamentale fare buona musica, la seconda che non ci sono star e che tutti e dico tutti devo rispettare il lavoro degli altri. Il tecnico del suono o gli altri volontari contano come i grandi nomi della musica che da anno frequentano il festival e il ripsetto tra tutti è alla base del nostro festival. Poi per quanto riguarda storie simpatiche o aneddoti sui musicisti potrei scriverci un libro e chissà forse un giorno come suggerito dall’amico Domenico Sanna lo farò.

Quali sono i vostri maggiori partner?
Oltre ai comuni dove si tiene il festival i nostri partner sono il pubblico, i giovani che vengono ai nostri seminari e le persone che lavorano al festival come il nostro direttore tecnico Mirko Gerunzi e il nostro direttore della comunicazione e immagine Luca Ciccioni.

Qualche anticipazione e novità da introdurre nella manifestazione alla quale stai lavorando?
Al momento sono preso dalla realizzazione del Festival Internazionale del Jazz, che dirigo da 5 anni, e da quella del Tuscia in Jazz. Finita l’estate faremo un bilancio e vedremo dove dobbiamo migliorare e le novità da apportare. Ovviamente dopo un meritato riposo.

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