Bruno Putzeys

Scouting cap. 2: Il nuovo che avanza secondo Bruno. Perennemente in movimento, come capita alle anime libere, Bruno Putzeys è il principale fautore di una rivoluzione che solo in futuro manifesterà appieno le sue potenzialità, la classe D

30/11/2019
di Paolo Corciulo p.corciulo@suono.it

(estratto dell'articolo apparso su SUONO)

Vive e lavora con la massima libertà di movimento in un edificio a due piani nel pittoresco sobborgo di Lovanio nelle vicinanze di Bruxelles. Al primo piano il suo laboratorio che, a giudicare dalle foto, è molto simile al sogno di ogni audiofilo: disseminati qua e là i materiali su cui lavora (trasformatori toroidali, schede di alimentazione) e gli strumenti con cui lavora (multimetri, generatori di segnale, oscilloscopi e analizzatori di spettro...) abbondano. Poi, conservata sotto vetro, una collezione di valvole e qua e là prototipi e pezzi unici che utilizza per i confronti. Al piano di sopra lo spazio dove vive, relativamente frugale: una camera da letto, una piccola cucina e un ampio soggiorno con l’impianto audio principale e nessuna traccia di un televisore! Il tutto condito da una buona dose di autocritica: “L’audio non dovrebbe essere considerato un’arte; fare musica lo è mentre portare la musica dal CD all’ascoltatore è solo un compito”, racconta, “Non dovrebbe essere questo il punto dell’alta fedeltà? Capisco che una delle gioie della scrittura audio sia quella di usare una prosa barocca per descrivere i capricci sonori (o i piaceri) di prodotti progettati espressamente in modo che i recensori possano avere qualcosa di interessante da scrivere su di loro, ma come ingegnere non posso fare a meno di preferire un buon lavoro”.
Con Philips prima e con Hypex poi ha sviluppato l’UcD (Universal classe-D), un modulo amplificatore in classe D compatto e versatile evoluto poi in svariate versioni assimilabili a due grandi famiglie, quella dei sistemi economici e quella di quelli costosi, equipaggiando decine di amplificatori, dai più economici (come quelli prodotti da Channel Islands Audio, un’azienda che si ispira a quanto fatto da Audio Alchemy) a quelli molto costosi come i Mola Mola.
Accanto alla consulenza per Hypex è il co-fondatore della start-up Grimm Audio e due anni dopo ha fondato con Bart van der Laan (esperto di software soprattutto in relazione all’utilizzo del DSP) e Chris Reichardt (commerciale) Kii Audio (il Kii Three, un diffusore attivo e controllato da DSP, è il primo risultato di questa joint venture). E non è ancora finita perché mentre il successo dei suoi moduli fornito in conto terzi continua (Bel Canto, Jeff Rowland...), è recente l’ultimo atto (almeno per ora) della sua epopea: si tratta di Purifi, una holding di brevetti audio (lo slogan è “Costruire un filo diretto verso l’anima della musica”) che ha riunito alcune delle menti più brillanti e titolari di brevetti dell’industria audio europea.

[ Pubblicato su SUONO n° 540 - dicembre 2019]

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