I Segni Invisibili di Antonella Vitale

Abbiamo parlato con l'artista del suo ultimo lavoro discografico di Antonella Vitale (6 novembre 2020) per l’etichetta Filibusta Records

10/02/2021
di Iltremila

Segni Invisibili è un progetto molto diverso dai precedenti in cui la vocalist romana, senza mai tradire un passato jazzistico, apre la strada alla contaminazione e ad altri linguaggi che fanno parte ormai del suo percorso artistico. La line-up è composta da Gianluca Massetti (piano & keyboards), Andrea Colella (contrabbasso), Francesco De Rubeis (batteria e percussioni) e Danielle Di Majo (sax Soprano/alto sax/flute). Ecco il racconto legato a questo ultimo disco.

Antonella, per cominciare il tuo precedente disco, Songs in My Heart, era uscito esattamente 7 anni fa. Cosa è cambiato nel tuo modo di pensare e concepire la musica in questo periodo?
Ogni progetto discografico è l'istantanea del preciso momento in cui è stato realizzato. Nel 2014 è uscito Songs in my Heart: da allora sono trascorsi un po' di anni durante i quali inevitabilmente qualcosa è cambiato sia a livello personale sia nel mondo in generale. Quando fai questo mestiere la ricerca è una costante imprescindibile e il cambiamento è consequenziale. Oggi mi impegno molto per trovare una mia strada personale anche al di fuori del cliché manieristico legato al jazz più tradizionale, non perché ne voglia prendere le distanze, questo mai (sarebbe impossibile per me riconoscermi al di fuori del ruolo di jazz vocalist). Cerco più che altro di sperimentare nuove dimensioni in cui la voce possa trovare una sua identità sempre più sincera.

Segni Invisibili è senza dubbio un disco singolare ricco di contaminazioni che si discosta dai precedenti. Possiamo dire che ti sei allontanata da una musica che potremmo definire “Mainstream”?
Certamente. I brani sono composizioni originali e ho cercato di sganciarmi un po' dal mainstream, in quanto i testi scritti in italiano presuppongono un approccio vocale completamente diverso rispetto a quando si canta in inglese. Il suono delle vocali e delle consonanti cambia e assume una pasta differente, va trattato in altro modo. Quando canto in italiano, avverto la mia appartenenza alle parole e il senso di quello che dico ha sicuramente tutt'altra verità.

C’è stata una esigenza particolare che ti ha spinto a cambiare registro dal punto di vista compositivo?
I brani che ho scritto non hanno una struttura particolarmente complessa, ho pensato e scritto “canzoni” e tali volevo che restassero nella loro veste originale, con la loro semplicità. Non amo essere una cantante troppo concettuale, quello che cerco nella musica è la sincerità, la poesia, il senso dello spazio inteso come dimensione ancestrale dove riconnettersi. In altre parole cerco la melodia, quella con la “M maiuscola”, quella che ti rimane in testa anche di notte quando cerchi di dormire e non ci riesci perché continui a canticchiarla come un mantra.

Anche dal punto di vista dei contenuti abbiamo notato che hai intrapreso una via cantautorale. In generale di cosa parlano le canzoni che fanno parte di questo album?
Non ho pensato a tavolino di realizzare un Concept, ma alla fine ascoltando l'Album per intero ci siamo resi conto che le canzoni e i testi avevano una maglia che li teneva uniti, cioè il mio vivere, il mondo interiore, le mie sensazioni al riguardo. Diciamo che ho realizzato un autoritratto involontario che strada facendo si è materializzato davanti a me.

Anche il titolo del disco “Segni Invisibili” è piuttosto evocativo: rappresenta qualcosa in particolare per te?
I segni invisibili sono le tracce del mio passato; sono tante piccole vite che ho “vissuto” da quando sono nata ad oggi. Spesso ripenso ai momenti della mia infanzia, dell'adolescenza e li ricordo come spettatrice quasi estranea, come se il tempo rompesse gli argini in cui scorrono i ricordi e li disperdesse ovunque al punto da non saperli più rimettere insieme con la giusta sequenza. Ogni tanto ritrovo piccoli frammenti e allora ritornano voci, aneddoti, sensazioni, emozioni vissute che mi fanno sentire “a casa”.

Per quanto riguarda la registrazione del disco invece raccontaci come è andato questo lavoro e come sono andate le sessioni di registrazione?
La registrazione si è svolta in due giornate molto intense ma piacevolissime, tutto è andato perfettamente. Il lavoro è nato grazie all'incontro artistico con Gianluca Massetti, al quale ho proposto i brani da me composti, alcuni dei quali ancora in stato embrionale. Gianluca ha accolto da subito l'idea di lavorare sul progetto e con molta tranquillità ed entusiasmo abbiamo continuato a vederci in studio per dare una forma concreta alle musiche pensando anche al sound che volevamo creare. Lui ha curato tutti gli arrangiamenti del disco, che reputo veramente interessanti, Eschilo è stato il primo ad essere messo in cantiere (lyrics by Piero Quarta) e poi a seguire tutti gli altri fino aTra le nuvole, e InSuperficie, che abbiamo composto a quattro mani, e le cui melodie e testo hanno preso corpo in fase di registrazione. A volte durante la registrazione, quando l'energia che gira è quella perfetta, possono succedere anche queste piccole magie e per questo devo ringraziare i musicisti splendidi che mi hanno sostenuta a accompagnata in questo progetto come Gianluca Massetti al pianoforte, Francesco De Rubeis alla batteria e percussioni, Andrea Colella al contrabbasso e la mia amica Danielle Di Majo al sax/flute senza i quali oggi “Segni Invisibili” non sarebbe un CD.

La registrazione è senza dubbio molto naturale: C’è stata una strumentazione in particolare che avete utilizzato per la realizzazione del disco?
Per la registrazione sono stati utilizzati solo convertitori e preamplificatori RME collegati al Mastercloch esterno Lucid. Per iI mastering compressori Millennia e Solid state logic Fusion. In seguito abbiamo lavorato in post- produzione per inserire keyboard effetti.

Per quanto riguarda la voce, invece, che microfoni avete utilizzato ed in che modo?
Ogni volta che realizzo un CD il ringraziamento più grande va a Stefano Isola, mio compagno di vita ed eccellente fonico professionalmente impagabile, con il quale ho registrato la maggior parte dei miei progetti discografici. Con lui sono certa che il suono della mia voce e degli strumenti avranno sempre una resa di alto livello. Per la voce abbiamo utilizzato un microfono a valvole da lui assemblato e per gli altri strumenti sono stati utilizzati microfoni vari soprattutto SE Electronics e SCHOEPS.

E’ un periodo un po’ difficile per tutti e soprattutto per i musicisti che non possono suonare dal vivo: come ti stai muovendo per la promozione del disco e soprattutto se hai già qualche nuova idea per il futuro…
Il momento non è dei migliori è vero, ma il disco ormai doveva uscire e non sono dell'idea di lasciare nel cassetto un progetto discografico quando è giunto al suo termine di lavorazione. Lavoro molto sul web, sui canali social come fanno tutti e posso dire che attraverso di loro si riesce ad ottenere un minimo di visibilità necessaria nell'attesa che presto si ritorni ai concerti dal vivo. Me lo auguro per me e per tutto il mondo dello spettacolo in senso lato.

Speriamo allora di risentirci presto, magari con qualche data in cantiere: in bocca al lupo!
Certamente, non vedo l'ora che questo succeda! Grazie e a prestissimo.

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