I sogni del jazz e la luna di Louis Intervista

Il direttore artistico Angelo Valori mette a nudo l'anima festivaliera dell'edizione 2019 del Pescara Jazz che si svolgerà dall'8 Luglio al 9 Agosto.

17/06/2019
di Daniele Camerlengo daniele.camerlengo@alice.it

Pescara Jazz compie cinquanta anni, un'età importante e meritoria. Quali saranno le novità introdotte per festeggiare questo traguardo temporale?

Sono diverse. Perché pur avendo voluto preservare la grande tradizione del festival (quella di ospitare grandi artisti internazionali, soprattutto americani), ho voluto introdurre vari elementi di discontinuità, tesi anche ad allargare e svecchiare il nostro pubblico. Daremo ampia importanza alla scena jazzistica italiana, ormai tra le più seguite e feconde del mondo; proseguiremo nel progetto “Pescara jazz Messengers”, consacrato ai musicisti under 35 e ai talenti selezionati nei conservatori e nei college europei e americani; rinforzeremo il “Pescara Jazz Club”, al via dal 2018, concerti gratuiti all'aperto, in piazze molto frequentate dai più giovani secondo la formula del “club diffuso”. “Last but not least” (anzi, tutt'altro), nasce, proprio quest’anno, “Pescara jazz&songs”. Questa sezione non sarà dedicata a un genere, ma a una forma, quella della canzone, che dal secondo dopoguerra in poi ha influito fortemente sull'evoluzione del nostro linguaggio, della nostra cultura, del nostro costume, dei nostri comportamenti sociali. Anche nella mia attività di insegnante e compositore ho puntato molto su questi rapporti multilaterali, su quell'esperanto chiamato musica popolare e ai suoi rapporti col Jazz”.

Qual è la ricchezza di questo festival che l'ha reso così duraturo nel tempo?

In Italia il Pescara Jazz è il festival più antico tra quelli ancora in attività che si svolgono d’estate. Ha anticipato anche l’Umbria Jazz: negli anni settanta, arrivavano migliaia di ragazzi in sacco a pelo per venire ad ascoltare i più grandi, le icone supreme, da Duke Ellington a Bill Evans, da Ella Fitzgerald a Charles Mingus, da Chet Baker ad Astor Piazzolla a Miles Davis, solo per citarne alcuni. Qui sono passati davvero tutti, nessuno escluso. E l’aneddotica che li ha visti protagonisti è sterminata. I miti americani che sbarcavano a Pescara si innamoravano seduta stante di questa città-giardino sul mare. Il Festival è diventato identitaria della città di Pescara.

Come è cambiata l’organizzazione di un festival jazz nell'ultimo decennio?

Brutalmente semplice la risposta: sono diminuiti i fondi pubblici a disposizione, e la platea tende inesorabilmente a non rinnovarsi. I ragazzi oggi ascoltano rap e trap, ignari del fatto che la radice, la fonte della loro musica del cuore è la stessa del jazz. Occorre un ricambio generazionale, dobbiamo agganciare il treno delle nuove generazioni.

Quali sono le peculiarità stilistiche ed espressive delle formazioni che si esibiranno quest'anno? Ed ancora, oltre i concerti, quale arti entreranno in commistione con la materia sonora?

Gli artisti presentati sono rappresentativi delle maggiori tendenze stilistiche del Jazz contemporaneo e non solo. Andiamo dal Blues di Robben Ford al Flamenco di Richard Bona e Chano Domingues, passando per la canzone d’autore di Fiorella Mannoia a quella di Tecnology, presentato da Ada Montellanico. Per la commistione tra le arti da segnalare il Marco Zurzolo Quartet che suonerà insieme al grande attore Giancarlo Giannini, ma anche la performance di Jacob Collier.

Quale luogo caratterizzerà le performance di primo piano?

Come sempre negli ultimi anni, sarà il teatro D’Annunzio (duemila posti, sormontato dalla gigantesca stele dedicata al poeta-soldato) il nostro centro di gravità permanente. Ma la sua centralità sarà accompagnata da spazi sempre più nevralgici nel nostro ecosistema come il porto turistico e piazza Muzii, luoghi a forte impatto turistico.

Pescara è jazz?

Pescara è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni del jazz. Fin da quella magica estate del 1969, quando salimmo sulla luna della musica lanciata da un altro Armstrong, un certo Louis.

Info: www.pescarajazz.it

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