La musica viandante nel paese delle fiabe Intervista

Il direttore artistico Gianluca Terenzi racconta come il borgo medievale di San Donato Val Di Comino (FR) accoglie e si prepara alla seconda edizione di "ViaDiBanda" Festival dedicato alle marching band e all'arte di strada che si svolgerà dal 29 al 31 Luglio.

05/07/2016
di Daniele Camerlengo daniele.camerlengo@alice.it

Come nasce “ViaDiBanda”?
C’era una esigenza di superare i luoghi comuni e le classiche derivazioni che vogliono relegare un festival esclusivamente su di un palcoscenico, chiuso e distante dal pubblico. L’intenzione era quella di creare un contenitore ibrido che sperimentasse l’ipotesi di un festival libero, senza barriere, affinché nel meraviglioso centro storico di San Donato Val Di Comino ci fosse la libertà di movimento delle bande e del pubblico. Fondamentale che si crei una interazione completa con il pubblico ed il tessuto urbano; essere figurante senza rendersene conto questa è la pietra angolare.

Come si muove il Festival all'interno di San Donato Val di Comino?
C’è un ritmo creato principalmente dal numero e dalle tipologie musicali delle bande grazie alle loro numerose sfumature performative ed alla immersione totalizzante della parata dove il dialogo empatico con il pubblico raggiunge il suo apice. Inoltre, ci saranno i figuranti, i buskers, le mostre, gli artisti a cappello, il mercatino del solito e dell’insolito e tanta arte mobile. Il turista che viene a trascorrere il suo soggiorno nei giorni di “ViaDiBanda” vive il Festival nella sua interezza in qualunque angolo ed ora.

Il Borgo è stato inserito tra i più belli d’Italia grazie al prestigioso riconoscimento della bandiera arancione del Touring Club Italiano.
Si trova in un punto strategico della Valle Di Comino, la porta principale al Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise attraverso cui il viandante esperisce le meravigliose attrazioni naturalistiche offerte, sia di sera che di giorno; un luogo dove l’aria è salubre  e ci sono percorsi naturali per tutte le gambe. Una esperienza a cui tengo molto e che vorrei intensificare nel corso degli anni, facendo conoscere il paese nel mondo, attraverso una rete con i festival bandistici italiani ed europei, come accade in Francia negli spazi pirenaici con i festival della ghironda e della giga. L’ipotesi di creare un paese in tutto e per tutto multiforme e multiuso.

Quali sono le novità introdotte in questa edizione?
Tra le diverse novità posso annoverare anzitutto l’estensione spaziale del festival alle finestre dei palazzi storici, con il fascino dei concerti sui balconi;ma anche l’importante mercatino del solito e dell’insolito, la mostra fotografica e pittorica che nel corso degli anni va intensificando con l’intenzione di accostare all'anarchia musicale quella  artistica e di tipo fotografico, dicendo alle persone venite a trovarci e realizzate il vostro portfolio.

Ci sarà uno spazio speciale dedicato all'artigianato oltre alla possibilità di attivare una start-up lavorativa.
La creatrice del logo del festival Chiara Valeri ha ideato “la fanfarona”, che ricorda le feste dei campi e delle messi degli anni ’50. Confesso che grazie alla bontà del processo comunicativo il logo ha superato il festival ricevendo una grande affezione da parte del pubblico. La fanfarona, nell'epoca del 3D, da semplice icona grafica è divenuta un pupazzo, una bambola, con l’opzione di una start-up di sartoria sociale da realizzare nel centro storico di San Donato. C’è il tentativo di dare all'arte il suo necessario sfogo e far si che essa identifichi un luogo che oltre ad essere lo scenario delle bande diventa il paese delle fiabe.

 

Questa commistione di situazioni di arte varia sono frutto di una direzione artistica lungimirante.
Per un direttore artistico è importante essere messo in grado di realizzare il proprio progetto, credere nella bontà delle idee ed investire. Nel mio caso il consiglio comunale di San Donato rappresentato da un Sindaco giovane e volenteroso come Enrico Pittiglio,  mi ha permesso di lavorare al meglio dando sfogo alle curiosità e alla fantasia.

Quali sono le caratteristiche espressive delle bande che si esibiranno quest’anno?
Avremo una varietà di stili e forme espressive: Il rocksteady confidenziale della Bandakadabra, le colonne sonore dei film di Tarantino reinterpretate dagli 88 folli, la musica brasiliana dei Mao Branca, il funky estremo dei Mo Better Band e quello burlesque della Girlesque Band, i Taka boom scelti da Cesare Dell’Anna come rappresentazione calabrese, l’arte varia della pugliese Conturband, la Zastava Orkestar con il klezmer e il coinvolgimento dei ritmi balcanici, il circo improvviso ed il teatro dei Tetraedro, che dire sarà una grandissima festa!

Cosa ti ha colpito della passata edizione?
Sicuramente lo stupore delle persone nell'ammirare la festa quasi come accade e la voglia di seguire le bande per assaporare la sua musica e farne parte come accade nella fiaba de “ Il Flauto Magico”.

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