Lello Petrarca a tutto tondo

La chiacchierata con un "pensatore meridiano" che attraverso il suo prezioso lume creativo dispensa emozioni sonore.

28/02/2019
di Daniele Camerlengo

Il pianismo di Lello Petrarca è prezioso e bifronte, l'anima della tradizione sublima la freschezza della modernità nelle visioni di tasti e note che si fondono nelle incantevoli composizioni.Nell'intervista che ci ha consesso si parla però di molto di più...

Come ti sei avvicinato “all'ingombrante” pianoforte ed alla sua bellezza espressiva?
Ho iniziato la mia avventura musicale all'età di 3 anni e mezzo circa suonando come primo strumento la tromba, in quanto mio nonno era trombettista ed è stato bravissimo a trasmettermi la passione per la musica. All'età di cinque anni per gioco mi avvicinai al pianoforte scoprendo l' affascinante mondo dell'armonia e da subito riproducevo le melodie dei brani che avevo imparato a suonare con la tromba.

Quando hai capito che potevi considerarti un pianista?
Quando capii che il pianoforte era lo strumento conduttore con il quale sarebbe stato possibile riprodurre un' orchestra intera; da lì i primi studi accademici del pianoforte, l' avvicinamento alla classica che poi si sarebbe rivelata molto importante per me nell'accostamento alla musica jazz ed all'improvvisazione.

Raccontaci il tuo percorso di studi musicali.
Il mio percorso musicale comincia piuttosto presto. A tre anni inizio a suonare la tromba e a cinque anni mi avvicino inizialmente per gioco al pianoforte per poi cominciarne a studiare la tecnica che mi porterà verso la musica classica fino al conseguimento del titolo in Conservatorio e contemporaneamente verso la musica moderna (pop, jazz, blues).

L’Eroe o un periodo musicale che ti ha accompagnato durante la tua formazione?
Il nonno trombettista è stato di sicuro l' Eroe che mi ha seguito fin dai primi passi e grazie al quale è nata la passione per la musica.

Cosa vuol dire oggi essere un pianista di jazz?
Vuol dire ricercare continuamente nuove soluzioni progettuali e lavorare con passione e curiosità a nuove sonorità, dal modo di toccare il proprio strumento alla composizione ed all'arrangiamento delle proprie ideologie musicali.

Come nasce l’esperienza del tuo trio?
Il Lello Petrarca Trio nasce nel 2014 da una mia idea. Volevo realizzare un progetto completamente acustico, tradizionale solo nell’uso di strumenti classici in riferimento al trio (pianoforte, contrabbasso e batteria) ma assolutamente enciclopedico e sperimentale dal punto di vista musicale e che avesse come uno dei principi fondamentali l' interplay. Il trio è costituito da me al pianoforte, Vincenzo Faraldo al contrabbasso e Aldo Fucile alla batteria.

Riflettere le emozioni e renderle suoni e carta scritta. Come nasce Reflections, la tua ultima fatica discografica?
Reflections è il secondo disco che ho pubblicato in trio per l' etichetta discografica pugliese Dodicilune records ed è la continuazione ideologica del primo disco intitolato "Musical Stories" pubblicato nel 2016 sempre dalla Dodicilune records. Nel disco vi sono mie composizioni alternate ad alcune rielaborazioni di temi tratti dalla musica classica.

Come prendono vita le tue composizioni?
Le mie composizioni nascono quasi sempre istintivamente e non necessariamente davanti allo strumento, di cui mi servo per la fase di ottimizzazione (definizione della melodia e scelta dell'armonia).

Che rapporto hai con l’improvvisazione?
Sono sempre stato un musicista molto istintivo e mi piace giocare con le note cercando sempre nuove sperimentazioni soprattutto nelle improvvisazioni, passando da momenti tradizionali a scelte più moderne.

Descrivici un momento di questa esperienza emozionale che reputi importante.
Credo che ogni esperienza nella musica sia importante ed al tempo stesso emozionale. Ho avuto la fortuna di conoscere vari mondi musicali e di collaborare con tanti artisti che hanno contribuito ad arricchire il mio bagaglio e la mia sensibilità.

Quale aspetto della pedagogia musicale ritieni primario?
E' importante conoscere, intercettare i giusti percorsi e focalizzare l' attenzione sulle argomentazioni musicali che di sicuro possano essere fondamentali per la formazione del musicista.

In una tua playlist quali brani o compositori non mancherebbero mai?
La mia playlist sarebbe difficile da realizzare in quanto includerebbe un numero elevatissimo di brani e compositori. Ho sempre amato tutta la musica fatta bene, ascoltando i diversi stili e linguaggi ai quali mi ispiro nelle mie composizioni.

Quale musica preferisci ascoltare e che rapporto hai con la musica liquida che sta prendendo sempre più piede?
Ascolto tutta la musica, tutto è importante al fine di poter lavorare bene nelle proprie progettualità. Bisogna rapportarsi al mondo di oggi ed avere musicalmente parlando un' elasticità nel sapersi adattare.

Nella tua Collezione di vinili quale reputi fondamentale per la tua crescita e perché?
I dischi che non devono mancare sono senza dubbio quelli che hanno caratterizzato i vari linguaggi, dalla produzione di musica classica a mio avviso fondamentale al jazz, al blues, al pop. E' importante avere un riferimento enciclopedico per poter spaziare nella propria idea di composizione e produzione musicale.

C’è un aneddoto della tua carriera che ricordi con molto piacere?
L' aneddoto che ricordo con grande piacere è la soddisfazione di aver realizzato quello che poi è stato il mio primo disco dedicato alla musica pop in cui mi sono divertito a suonare tutti gli strumenti. Un disco pubblicato nel 2012 intitolato Non volo - canzoni, in cui ho voluto esternare per gioco la mia versatilità musicale e strumentale.

Descrivici il tuo rapporto con le arti.
Ho sempre avuto fin da piccolo una grande passione per le arti, dalla musica alla pittura ed alla scultura. Ovviamente la musica ha prevalso su tutte, ma alcune volte mi sono divertito a creare composizioni musicali lasciandomi ispirare da immagini pittoriche anche di artisti noti.

Concerti, showcase… insomma, cosa accadrà nel prossimo futuro?
Sono sempre in giro per concerti con i miei progetti in primis o impegnato in collaborazioni con altri musicisti. Ho da poco registrato un disco di piano solo dedicato alla canzone internazionale che poi verrà in futuro pubblicato e sto già lavorando a nuovi progetti.

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