Lou Reed - New York? Sono io! Intervista

La raccolta NYC Man, fresca di pubblicazione, è la scusa ufficiale che ci porta al cospetto di Lou Reed, leggenda vivente del rock moderno con cui ripercorrere quarant'anni di storia della musica moderna. A partire dalla New York degli anni '60 e con più di una sorpresa nel corso della chiacchierata…

08/07/2003
di Fabrizio Massignani
In questi giorni pubblichi la raccolta NYC Man. In che modo è diversa dalle decine di compilation di brani tuoi e dei Velvet uscite in precedenza?
Tutti le canzoni sono rimasterizzate. Un lavoro che ho curato io stesso, andando a recuperare i nastri delle varie registrazioni e aggiustando suoni e missaggi che nelle versioni originali non mi stavano bene. Ci sono stati errori che ho dovuto sopportare per anni, ogni volta che li riascoltavo mi davano un fastidio tremendo. Ora è tutto sistemato. E solo un sordo potrebbe non sentire la differenza rispetto al passato.
A che tipo di errori ti riferisci?
La tecnologia moderna offre possibilità spettacolari nella resa dei suoni. Cose che non si potevano nemmeno immaginare in passato. Ho dato più vivacità alle tracce, più energia. A volta anche semplicemente aumentando il volume dei piatti della batteria, di un passaggio di chitarra, di un coro che nelle versioni originali era soffocato. E poi quelle inserite qui dentro, trentuno in totale, sono davvero le canzoni che mi piacciono di più fra tutte quelle che ho registrato nella mia carriera.
Quanto tempo hai impiegato per sistemarle?
Quattromilatrecento minuti (risposta letterale. Data in tono un po' scocciato. n.d.r.).
Da adolescente, come ti sei avvicinato alla musica?
Ascoltando alla radio i cantanti di rock'n'roll. C'erano dei personaggi formidabili all'epoca. Roy Orbison era il mio preferito. Ma amavo la musica nel suo insieme, stavo molto attento alle ritmiche, ai cori che accompagnavano la prima voce, a cosa faceva il solista alla chitarra. E pur avendo avuto la possibilità di sperimentare parecchio nel corso degli anni, fondamentalmente io non mi sono mai allontanato da lì. Perché se vuoi cercare il senso vero del rock'n'roll, lo puoi trovare soltanto nelle tre corde di chitarra che si suonavano all'epoca.
La prima volta che hai avuto successo è stato con i Velvet Underground. Ma che atmosfera si respirava a New York a metà degli anni '60?
Non ricordo molto. So solo che avevo vent'anni e tutti gli stili musicali che c'erano in precedenza si fondevano assieme per la prima volta. Anzi, tutte le diverse forme d'arte si univano per dare vita a qualcosa di nuovo. Poi personalmente ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare a stretto contatto con Andy Warhol, il più grande pittore americano dello scorso millennio.
Chi altri ha influenzato il tuo stile?
Delmore Schwartz, che è stato mio professore all'Università e anche ottimo narratore, e James Joyce per quanto riguarda l'uso letterario delle parole. E poi William Burroughs, un mio grande amico. Insieme abbiamo passato centinaia di sere a parlare, divertirci e creare arte. Magari semplicemente scagliando vernici sopra una tela vergine per vedere che cosa usciva fuori.
Possiamo dire che Lou Reed è stata la perfetta incarnazione della triade "sex, drugs and rock'n'roll"?
No, non lo possiamo dire. Forse un tempo è stato così. Ma ora sono più di vent'anni che al centro della mia attenzione c'è solo la musica. Anche perché sono un perfezionista e sono ben contento di esserlo. E passo ore ed ore a suonare per me, a casa o in sala, alla ricerca del mio suono perfetto.
Nel 2002 hai compiuto sessant'anni. Eppure ora sei nel bel mezzo di un tour che per almeno altri tre mesi ti porterà in giro per il mondo (l'intervista si svolge a Dublino, n.d.r.). Dove trovi sera dopo sera l'energia per affrontare il palco?
Semplice. Ho un affitto da pagare.
Vuoi farci credere che un personaggio come Lou Reed, uno che ha fatto la storia della musica, non riesce a vivere con le royalties in arrivo dai suoi dischi?
Quello discografico è uno sporco mondo. È peggio di quello che c'è realmente là fuori. Sono pagato per fare questa intervista? Certo che no. Così come nessuna delle etichette coinvolte mi ha dato dei soldi per il lavoro di rimasterizzazione che ho fatto. E allora l'unico modo che ho per far quadrare i conti a fine mese e pagare le bollette è quello di suonare la mia musica e andarmene in tour. È così, baby. Perché nessuno ti regala niente. E questo vale per sempre: ricordatelo. Ecco perché odio chi scarica illegalmente la mia musica da Internet.
Cosa proponi di fare al riguardo?
Il web è un mezzo potentissimo. Ma deve avere delle regole. Ora sono molto interessato ai nuovi servizi che offrono musica a pagamento: almeno lì una parte dei diritti d'autore è salva. Vuoi scaricare una canzone? Bene, devi pagare 99 centesimi. Ma su molti di questi siti puoi anche ascoltare una buona anteprima dei brani. Oppure acquistare un intero album. Questo sono le cose giuste da fare.
Qual è la vera New York: quella ricca di Woody Allen o quella spietata di Spike Lee?
Quella di Scorsese. Anzi no: mettiamo le cose in chiaro. La vera New York sono io. Ho vissuto questa città come nessun altro. Solo io ne posso capire il carattere e interpretarlo in musica. E comunque non mi piace giudicare il lavoro degli altri, è una cosa che mi dà noia. Anche se Harry a Pezzi è stato un gran film, forse l'unico davvero bello girato da Allen. E La Venticinquesima Ora di Spike Lee è di sicuro un capolavoro. Ed Edward Norton è un grandissimo attore. Ma sono particolari, perché nell'arte del cinema nessuno può competere con quanto fatto da Fellini, che adoro, o Kurosawa, un vero visionario.
T'interessano le band uscite negli ultimi anni?
Sì. Amo gli Strokes, mi piacciono moltissimo i White Stripes. Sento che sono figli miei…
Li conosci anche personalmente?
No, assolutamente. Io vivo come un monaco: in clausura. Non faccio niente, non vedo nessuno. Anche perché è parecchio che non incontro gente stimolante. L'unica attività che mi concedo al di fuori della musica sono le arti marziali. Tutto il resto mi interessa poco o niente!

Per inviare commenti devi essere autenticato. Effettua il login.

Non sei registrato? Registrati.