Nessuno è come me: incontro con Mark Levinson

Allacciate le cinture e preparatevi ad un volo a tutta velocità. Il pilota è un po' scapestrato ma sta per raccontarvi, tra propaganda e cose ragionevoli e condivisibili, che il Re è nudo. Ecco la nuova avventura di Mark Levinson, in arte Daniel Hertz.

27/04/2016
di Paolo Corciulo p.corciulo@suono.it

Ho Incontrato Mark Levinson nel settembre 2013 a Caserta presso Audio Corner, l’importatore del neonato marchio Daniel Hertz. È la prima volta che me lo trovo davanti nonostante la lunga militanza in hi-fi di entrambi. Sornione, ascetico, sincero… Quali di questi volti è il più vero? Sinceramente non riesco a capirlo ma la conversazione scorre fluente e, Mark, di cose da dire ne ha parecchie, come sempre controcorrente. Così come controcorrente è la dimostrazione d’ascolto dove Levinson sceglie scientemente un basso profilo del front end: un computer Mac, registrazioni di ogni tipo (degli anni ’50, da iTunes, colonne sonore) e Quick Time come player. Perché il resto lo fa il sistema Daniel Hertz, of course!

Una domanda generica per cominciare: come mai Daniel Hertz? So che alcuni tuoi parenti si chiamano Hertz...
Daniel è il nome di mio padre, Hertz è il cognome di famiglia di mia madre e Heinrich Hertz il fisico, quello che ha scoperto l'onda elettromagnetica, era il mio prozio. Volevo un nome di famiglia e, lo sai, non posso usare il mio nome, Mark Levinson, perché è di proprietà di Harman… Una strana storia, ma in ogni caso Daniel Hertz è un nome di famiglia, anche se in realtà non c'era un Daniel Hertz. La prima dimostrazione di onda elettromagnetica da parte di Heinrich Hertz diede inizio alla riproduzione dell'audio), quindi, questo ha un significato per me ed è un buon nome.

Quindi al momento non esiste un Daniel Hertz; è solo il nome di una società?
Diciamo che è qualcosa nell’aria, uno spirito benevolo…

Come mai hai sentito il bisogno di dare vita ad una nuova avventura, con una nuova società e nuovi obiettivi?
Credo che sia giunto il momento per alcuni cambiamenti. Innanzitutto, Daniel Hertz è la prima azienda a introdurre l’alta efficienza con un suono naturale. Perché certo ci sono già molti sistemi ad alta efficienza dotati di un ottimo punch ma il suono forse non è il più naturale. L’alta efficienza è una buona soluzione ma con un sacco di problemi che noi abbiamo risolto. Con l’alta efficienza c’è bisogno di nuovi altoparlanti, nuove reti di crossover, nuovi amplificatori di potenza, perché la maggior parte degli amplificatori non sono lineari a bassa potenza e se si considera anche l’influenza del crossover e delle equalizzazioni il risultato è che la distorsione della maggior parte di essi è consistente a bassi livelli del segnale. Per questo abbiamo sviluppato un nuovo tipo di amplificatore di potenza e, conseguentemente, è diventato necessario anche un nuovo tipo di preamplificatore che fosse davvero “neutro”, perché il sistema così diventa davvero trasparente. Ogni nostro prodotto è diverso, non è tradizionale; mentre la maggior parte dei prodotti audio sono standard, senza niente di nuovo, questi hanno tutti un sacco di cose nuove. Possiamo parlare uno a uno di ognuno, ma la prima cosa è: con Daniel Hertz tutto è diverso, non è più lo stesso. La cosa importante è che le persone abbiano il piacere, riescano ad essere  felici con la musica e la cosa migliore è che con questo tipo di prodotti puoi suonare tutti i tipi di musica, puoi essere libero di ascoltare di tutto: le registrazioni di ogni epoca, dischi vecchi e nuovi, ogni genere di musica, il tutto con il massimo con piacere.
Guardo il mondo audio hi-end e per me è una catastrofe. Il cliente è ultimo dei problemi: ci sono molti prodotti sul mercato che, diciamolo chiaramente, non hanno alcun valore. Tutto è profitto: profitto per i produttori, pubblicità per le riviste... Il cliente viene solo dopo. Non con Daniel Hertz. Per esempio, proviamo ad ottimizzare ogni cosa e per questo utilizziamo un Mac, un computer Apple. Perché? Perché le migliori registrazioni sono fatte con un computer Apple, sono masterizzate su Apple. Questa è la fonte e anche se, naturalmente, per noi in questo modo per quanto riguarda le sorgenti non c'è profitto, questa è la cosa corretta da fare. Pensiamo, per esempio, che la prima cosa di cui abbiamo bisogno sia l'onestà, la seconda è una buona ingegnerizzazione, la terza (anche se forse è la prima) è che c’è bisogno di mettere il cliente al primo posto, non all’ultimo. Abbiamo bisogno di prodotti che mantengano il loro valore, che non diventino inutili. Abbiamo bisogno di prodotti con vantaggi tecnici, non solo marketing e annunci. Abbiamo bisogno di un nuovo atteggiamento nel rispettare la musica, di amore per la musica e di essere “osservatori” per conto dei music lovers. Questo è il compito di Daniel Hertz!

Apprezzo il fatto che hai usato il termine "music lovers"; su SUONO  ho deciso di non utilizzare più il termine audiofilo e preferisco parlare di “amante della musica”. Questo è un grande cambiamento dei tempi...
Ottimo! Io non uso la parola audiofilo perché il vero significato di "audiofilo" è “appassionato di audio”. Niente di sbagliato in questo, ma il mondo dell’audio è stato fortemente influenzato dal virus americano per denaro e potere, mentre l’Europa invece è riuscita a mantenere un apprezzamento per la cultura. Ho lasciato gli Stati Uniti sei anni fa e vivo in Europa, tra Francia, Italia e Svizzera. Per gli americani tutto è ok se si fanno i soldi e non puoi fare nulla se non li hai. Questa è la regola: fare più soldi possibile, tutto il resto non conta! Purtroppo anche l'audio hi-end è così adesso: tutto è ok se si fanno soldi. Non c'è rispetto per il cliente, non c'è rispetto per la verità e per il futuro. Questo è il vero problema. Penso che sia importante capirlo perché se non cambiamo non avremo progresso. Non possiamo avere sviluppo senza cambiamento. Le persone dicono che vogliono il progresso, ma quelle stesse persone sono spesso resistenti al cambiamento; alla gente non piace cambiare: come possono avere il progresso? Nell'audio, nella riproduzione di musica,si basa tutto sull'esperienza di ascolto. Le parole contribuiscono ad aumentare il  rumore di fondo: bla bla bla bla bla. La cosa importante è come si vive e si interpreta l'esperienza di ascolto, l'emozione; la musica non è il suono, la musica si sente con le orecchie e con il cervello: senza sentimento è solo rumore. Il mondo ha abbastanza rumore, non c’è bisogno di averne dell’altro! Molti anni fa, le persone ascoltavano la musica per le emozioni, quasi come fosse un terapia che ti portava ad una “guarigione”. Oggi molte persone parlano della musica come di un intrattenimento, e si concentrano solo sui suoni. Questo è vero per molte ragioni, ma le apparecchiature audio che abbiamo oggi, in generale, non riproducono la musica, non riproducono l'emozione nella musica, perché sono state progettate per i profitti, non per i sentimenti. Il messaggio di marketing di molte aziende si basa sull’emozione ma è come la prostituta che dice al cliente "ti amo". Col denaro, si sa, non c'è niente da fare! È anche vero che il mondo è cambiato molto: l’audio digitale ha preso il predominio, e la questione non è se è buono o cattivo ma come farlo funzionare; abbiamo bisogno di soluzioni. Ci sono persone che dicono: così non va bene; d’accordo ma così è. Come farlo funzionare? Daniel Hertz è una società che studia e elabora  soluzioni in tal senso: siamo qui per realizzare soluzioni per cose diverse, abbiamo un sacco di cose diverse da mostrarvi, ma sono importanti, ognuna è importante e tutte insieme rappresentano un approccio veramente nuovo, che non è solo per il mercato dei prodotti più costosi, ci sono anche applicazioni per prodotti più avvicinabili. Il sistema Daniel Hertz è importante perché è il primo sistema che offre il massimo di tutto. Da questo, possiamo progettare in un’ottica scalare, ma avevamo bisogno di qualcosa che fosse un vero riferimento, il che significava essere molto esigenti nei parametri ingegneristici. Non si può avere un audio di grande qualità senza progettazione. Occorre davvero ingegnerizzare ad un buon livello come nella costruzione di un aeroplano, altrimenti volerà ma non per molto! Occorre rispettare le leggi della fisica, così come abbiamo bisogno della conoscenza di criteri scientifici ma anche, naturalmente,  della sensibilità dell'orecchio. Di sicuro senza la scienza… è meglio lasciar perdere!

Perché per dare vita a tutto ciò hai deciso di fondare la tua azienda in Svizzera?
La Svizzera è un paese molto organizzato. È un buon ambiente per le imprese ed è anche molto centrale in Europa: è vicino a molti luoghi. In America è molto difficile ottenere che le aziende realizzino per te quello che ti è necessario; ci vogliono gli artigiani, delle persone davvero dedicate a quel tipo di produzione. Molte delle aziende più piccole in America non hanno un futuro, perché tutta la produzione è finita in Cina. In Europa c'è più "Spirito Artigianale" (lo dice in italiano - ndr) e più possibilità di fare le cose. Ad esempio, per fare la finitura nero piano stiamo lavorando con il produttore di pianoforti Petrof in Repubblica Ceca: è unico nel suo genere perché ha le macchine, i materiali, le persone, l'esperienza per rifinire pezzi di grosse dimensioni, mentre la maggior parte delle altre aziende non possono farlo. Altre parti provengono da altri posti, è tutto molto internazionale; in realtà non mi interessa da dove vengono le parti ma se nel posto in cui le persone vivono hanno le competenze, l'atteggiamento e la capacità di lavorare a questo livello. Ci sono persone valide ovunque, naturalmente, ma la Svizzera è un luogo ideale per organizzare un business, per la sua stabilità ed è amichevole, mettiamola in questo modo. Molti luoghi del mondo non sono così cordiali.

Quali sono i capisaldi del vostro progetto?
La prima cosa è che l'efficienza è molto importante. Minore è l'efficienza del diffusore più energia viene trasformata in calore. Quindi, la prima cosa di cui avevamo bisogno era un nuovo tipo di driver, perché il problema è che gli altoparlanti “normali” sono troppo limitati, non possono ottenere una buona efficienza, è impossibile. Abbiamo dovuto sviluppare driver, molto potenti, molto affidabili e anche molto delicati ma ottimi per trasparenza e raffinatezza, in modo da poter riprodurre la musica da camera, il tamburo cinese e ogni altro genere di musica.

 

Chi vi ha costruito gli altoparlanti?
C'è una società americana, alcune persone davvero meravigliose che conosco, grandi ingegneri, persone fantastiche e ben affermate nel settore. Un’ottima squadra. Ho un team internazionale, gente che arriva da ovunque, sai. E queste persone hanno organizzato una grande produzione per i diffusori che utilizziamo. Nell’M1 c’è un altoparlante per le alte frequenze, un 13 e un 18 pollici, il tutto bi-amplificato, perché se si vuole il miglior basso, è necessario un woofer grande e potente.

Sì, è una delle regole basilari che, purtroppo, nel tempo abbiamo dimenticato...

Quindi qual è è la tua opinione su bi e multi-amplificazione?
Se si vogliono alte prestazioni è necessario bi-amplificare, non è possibile utilizzare un crossover passivo. Se si utilizzano induttori e condensatori si distrugge lo smorzamento, la risposta in frequenza non è corretta. Se disponi di un woofer di queste dimensioni, è proprio impossibile utilizzare un crossover passivo: non otterrai mai una risposta in frequenza corretta. Con woofer più piccoli forse, ma con questo no. Non dico: “Si deve fare questo, questo e questo” ma in questa situazione non c'è alternativa. Sono le leggi della fisica.

Nel tempo però i produttori hanno perso l’attitudine a costruire woofer così grandi. Hai trovato  una società che ha curato interamente la realizzazione del l’altoparlante? E chi aveva le conoscenze per farlo?
Naturalmente ci vuole un lavoro di squadra, e lo abbiamo fatto con un partner di cui sono molto felice: nessun difetto, nessun problema, niente. Semplicemente fantastico. Così Daniel Hertz ha realizzato i suoi sistemi (M1, M2, M3 e poi 7): sono meravigliosi, diversi ognuno dall’altro anche se utilizzano lo stesso woofer, lo stesso incrocio: tutto uguale ma dato che le persone non vogliono tutte un diffusore di grandi dimensioni abbiamo realizzato  alcune alternative sempre con i medesimi componenti: la stessa tecnologia; lo stesso… tutto, con forme appena differenti. Si tratta fondamentalmente di un diffusore in forme diverse, se ti piace questo ti piace tutto. Ma un woofer da 18” significa maggiori costi, perché poi si deve bi-amplificare, occorre costruire un cabinet adeguato. A questo punto diventa importante la distorsione armonica totale del sistema; ecco perché abbiamo sviluppato l’M5 (un finale di potenza mono con crossover attivo per la biamplificazione), nessuna distorsione di incrocio: si presenta come il mio vecchio ML2 ma l’ML2 aveva 25 Watt, questo ha 400 Watt, entrambi in classe A. L'ML2 produceva un grande calore, prova invece a toccare questo: è costruito in modo da avere prestazioni in classe A con alta potenza ma senza grossa dispersione di calore. Non ti sembra interessante? Nessuno l'ha fatto prima di noi!

E che soluzioni adotta?
Una buona ingegnerizzazione!

Credi che sia possibile in futuro offrire la qualità di Daniel Hertz ad un prezzo più accessibile?
In effetti stiamo lavorando ora su un nuovo sistema chiamato Baby Daniel. Baby Daniel è un miracolo: è compatto (46 x 24 x 30 centimetri) e deriva dal sistema grande: diffusori, un amplificatore integrato; tutto è molto simile ma ridimensionato e noi - non posso dirlo esattamente - speriamo di offrire il sistema completo a 6000 o meno, forse 5 forse 4.

Quindi, in una sorta di fascia media.
Beh, Bose ha un sistema di questo prezzo e così fanno molte aziende come Bang & Olufsen, Sony... Molte aziende lo hanno; è nel mainstream, non è una questione di prezzopiù basso. Se acquisti un computer puoi spendere 2/3 mila euro, se si acquista una buona televisione ... Non è una fascia di prezzo folle. Forse possiamo farlo per 5 o 4 mila euro, non lo prometto, ma ci proverò. Abbiamo un campione e funziona, è incredibile: lo stesso family sound anche se non c’è un 18 pollici.  Ma ci puoi riprodurre delle percussioni cinesi e riesci ancora sentire la spazialità… È incredibile; questo è uno sviluppo molto importante: avere qualcosa di molto vicino al livello di riferimento per un prezzo accessibile, soprattutto se si vuole approfittare del mondo moderno. Per esempio con iTunes si può avere così tanta musica, una selezione incredibile di artisti, di repertorio: facile, rapido e suona bene; come è possibile? Di nuovo, quel che conta è un approccio che guarda alla soluzione. Voglio questo: ok. Voglio scaricare da iTunes e avere un ottimo suono: va bene, avanti il prossimo; musica, mp3, film...
Ho iniziato l’avventura Daniel Hertz per fare qualcosa di diverso. Ogni volta che faccio qualcosa, in principio la gente comincia a dire: “Cosa? Che cosa?”. Come con Mark Levinson: allora il preamplificatore più costoso era McIntosh per 350 dollari mentre l’MP 2 ne costava 4000. "Che cosa?" Poi Cello. Come può l’equalizzatore Palette essere così caro? “Che cosa, che cosa?”. Ora si può trovare gente che paga normalmente un sacco di soldi per l’hi-fi. Daniel Hertz è davvero il passo successivo, in cui si dice: “Ok, questa volta vogliamo la libertà, vogliamo ascoltare e godere di tutta la musica da ogni zona, in qualsiasi forma, dall'analogico al digitale. Ogni forma per godere veramente di tutto ciò, anche i film, internet e poi ancora…qualsiasi cosa”.
Dopo 20 anni non dobbiamo rimetterci i nostri soldi, quel che abbiamo acquistato deve avere ancora il valore, in modo da non buttare i nostri soldi nel fiume. La gente spende così tanti soldi e poi bye bye, ciao: per me questo è incredibile, non riesco a pensare così. Stiamo facendo del nostro meglio perché il nostro sistema sia nelle stesse condizioni tra 50 anni: per esempio, i nostri altoparlanti sono fatti come i vecchi driver ad alta efficienza che hanno resistito fino ad ora. Devono lavorare con le stesse performanceper 60/70 anni, non come gli altoparlanti moderni che dopo tre anni cadono a pezzi, sbriciolati in piccoli pezzi. Sai, la filosofia originale di Rolls Royce è sempre stata: acquista la nostra auto e noi ci prendiamo cura di te per tutta la vita. Si compra una macchina ed è sempre funzionante. Questa è la nostra filosofia.

Una filosofia da era pre-consumer, pre globalizzazione.
Per me questa è davvero una buona idea. Apple sta facendo un ottimo lavoro, se hai bisogno di assistenza, ti aiutano; per la maggior parte delle aziende dopo l'acquisto: “Come ti chiami? Chi sei? Che vuoi?”.
Naturalmente, i computer stanno cambiando molto il mondo. Steve Jobs è stato mio amico, ha comprato un sistema da me, una sorta di ante Baby Daniel. Baby Daniel di fatto è stato ispirato dalla mia amicizia con Steve, perché lui ha apprezzato l'idea di un sistema compatto, non troppo costoso, ma eccellente nel suono. Stavo cercando di sviluppare questo con Red Rose Music e Steve ci ha dato l’occasione di imparare molte cose; bastava volerlo ascoltare. Cose che la maggior parte della gente non capisce. Innanzitutto Steve era buddista, vegetariano e buddista. Aveva una base spirituale, non solo economia, anche se ha preso la Apple portandola da 12 dollari per azione a 300 con la musica, iTunes, iPod. La musica ha portato la “mela” da essere quasi alla bancarotta a diventare un potente competitor. Perché? Perché Steve sapeva che l'amore per la musica è universale. Parlando con lui una volta mi ha detto: “Hai qualcosa per me?
Ovviamente abbiamo sistemi molto costosi che, sono sicuro, ti puoi permettere, ma penso che desideri qualcosa di non troppo grande, non troppo costoso ma suono fantastico ed elegante.
Sì, sì, lo voglio ma dove posso sentirlo?”.
Non abbiamo un concessionario, ma posso venire da te, lo porto.
Ok: mercoledì prossimo?” Certo!
Volo da New York a San Francisco, vado a casa sua, faccio suonare il sistema: “Wow, lo compro subito!”.
Siamo diventati amici e oggi sto pensando: voglio imparare da questo e cosa posso imparare? Sì, mi ha detto qualcosa di importante; ha detto: “Ho fatto Apple, ho fatto iTunes e iPod per la musica e di tutti i sistemi del mondo scelgo il tuo”. Fantastico! Ecco, così ho avuto l’ispirazione per fare Baby Daniel. Questa è parte della filosofia di Steve che voleva fare le cose per la gente. Final Cut Pro, ad esempio (è un sistema di video editing – ndr), aveva un prezzo in origine di 10.000 dollari; Steve ha acquistato la società e ha cominciato a venderlo a 1000 dollari; ora il prezzo è di 99. Così, le persone normali possono avere un sistema meraviglioso. Il problema è che per fare questo occorre potersi garantire volumi di vendita e le piccole aziende non sono in grado di farlo, ma con buoni proponimenti, cooperazione e mente aperta, si possono fare molte cose oggi!

Insomma credi in una sorta di rinascita di audio?
Assolutamente, ma abbiamo bisogno di un nuovo approccio; il primo punto è che la musica è un’arte non una merce, Dobbiamo rispettare l'arte che non è una questione di soldi: l'arte è arte e non si fa un grande dipinto per soldi, si fa per la grande pittura. L'arte è importante; anche le imprese lo sono ma sono diverse e dobbiamo rispettare sia l'arte che gli affari. Abbiamo bisogno di entrambi perché solo uno o l'altro non funzionano oggi e quindi è giusto rispettare entrambi. C'è sempre un posto per le cose migliori e questo non è mai a disposizione di tutti: il miglior pianoforte, il miglior violino, la migliore macchina fotografica, il miglior orologio. Ok, queste cose non sono a disposizione di tutte le persone, c'è un posto per ognuna di esse, ma se davvero impariamo da questo, possiamo fare cose per il pubblico più vasto con intelligenza. Quando Baby Daniel arriverà, la gente potrà vedere e sentire una straordinaria esperienza che può vivere in modo naturale. Con opportunità di questo tipo, si desidera ascoltare la musica, si ha voglia di andare ai concerti… Spero che Daniel Hertz darà alla gente nuovi desideri e l’ispirazione di inserire la musica nella loro vita; spero Daniel Hertz darà un contributo al mondo in questo senso, prima ad un  livello no compromise e quindi in una forma di cui molte persone possano godere!

(estratto dall'articolo apparso su SUONO)

[ Pubblicato su SUONO n° 479 - Settembre 2013]

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