Africa per sempre News

Nel deserto della Namibia, un’installazione riprodurrà all’infinito il celebre brano dei Toto.

21/01/2019
di Francesco Bonerba francescobonerba@suono.it

Max Siedentopf, classe 1991, è un artista tedesco nato a Windhoek, in Namibia, attivo tra Berlino, Los Angeles e Amsterdam con base a Londra. Sul sito maxsiedentopf.com , al quale si è introdotti da un buffo cursore a forma di pesce, è possibile “navigare” tra i suoi molti, creativi e provocatori progetti. Qualche esempio? Un paio di anni fa il Tate Modern di Londra è stato citato in giudizio dai residenti di un palazzo a esso adiacente: a loro dire la vista sulle proprie finestre offerta giornalmente ai migliaia di visitatori che percorrono i corridoi del  Blavatnik Building (edificio del museo costruito nel 2016, offre giornalmente), è invasiva della privacy. Il tribunale ha dato ragione agli inquilini ma prima che questo avvenisse Siedentopf ha installato in alcuni punti di osservazione privilegiati decine di binocoli , senza dimenticare l’apposizione di un cartello con sopra scritto: “Please respect our neighbours’ privacy”… Suoi anche un divertente libro di ritratti fotografici in giro per il mondo a persone che scivolano su banane e una lapide con su scritto “Ricordando l’anno in cui i mondiali sono stati cancellati”, realizzata all’indomani di quella che gli italiani gli descrissero come una “tragedia nazionale”, ovvero la mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali di calcio 2018.

Il nuovo, originale progetto di Siedentopf parte invece dalla musica, anzi, da una musica, Africa dei Toto. Il brano, pubblicato nel 1982, quattro volte disco di platino, tutt’oggi ancora ascoltatissimo e amatissimo, in particolare sul web (447 milioni di visualizzazioni su YouTube), è stato scelto dall’artista per una singolare installazione nel deserto della Namibia: sei piccoli speaker collocati su alcune colonnine circondano un lettore MP3 alimentato a energia solare che riproduce in loop il brano dei Toto. La location, beffardamente indicata su una mappa in cui l’area tratteggiata racchiude praticamente l’intero deserto della Namibia, è segreta per evitare che turisti possano danneggiare o rubare l’opera. “Toto forever”, questo il nome scelto per l’installazione, è quanto di meno Hi-Fi si possa immaginare, e dubitiamo resisterà alle intemperie del deserto per più di qualche anno. Resisterà, invece, la genialità di questo mausoleo che sfida in modo provocatorio i confini del tempo (un dispositivo immortale composto da parti corruttibili, una musica vecchia di oltre trent’anni proiettata verso il futuro), le categorie precostituite (chi ascolta la musica nel deserto? È ancora musica senza ascoltatori?) e, non da ultimo, genera un cortocircuito tra segno e significato (il deserto è quello della canzone o quello reale?), celebrando le migliori creazioni dell’arte concettuale.

photo maxsiedentopf.com

photo maxsiedentopf.com

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