Calcutta tutti in piedi Comunicato stampa

La serata che ha entusiasmato 13.000 persone si trasforma in un evento cinematografico dedicato alla generazione Youtube, solo il 10,11 e 12 dicembre al cinema

10/12/2018
di Rocco Mancinelli

Calcutta, al secolo Edoardo D'Erme, classe 1989, è stato il primo artista indipendente italiano ad organizzare un live in uno stadio, il Francioni, della sua città natale Latina, e soprattutto in un luogo "sacro" per la musica mondiale: l'Arena di Verona. Contravvenendo a tutte le regole del music business, questi due concerti estivi sono stati gli unici a sostegno dell'uscita del nuovo album Evergeen, il suo terzo lavoro, che lo ha confermato musicista unico nel suo genere. Un disco che, pur essendo musicalmente differente dal caso discografico Mainstream, non ha tradito la sua cifra stilistica, mantenendo le peculiarità che hanno conquistato i cuori di migliaia di ascoltatori italiani, facendoli definitivamente innamorare. Un evento del genere doveva per forza di cosa trasformarsi in un film concerto e quale occasione migliore del live sold out all'Arena di Verona, per far vivere (e rivivere a chi avesse avuto la fortuna di assistere) questa esperienza a chi quella fortuna non l'avesse avuta? Calcutta -Tutti in piedi è il live di quel concerto, a suo modo epocale, e in una specie di tour conoscitivo ci prende per mano e ci trasporta nel mondo del musicista pontino che ha firmato brani per cantanti più celebri come J-Ax, Fedez, Nina Zilli, Francesca Michielin, Elisa, Tiromancino. Calcutta, che non nasconde di aver "rubato", parliamo di ispirazione musicale ovviamente, a vari artisti italiani, tra i quali citiamo Lucio Dalla, Lucio Battisti e Luca Carboni, cita Fondi e Sabaudia, si mostra orgoglioso di avercela fatta, ma senza la presunzione e la iattanza di chi "se la tira"... Nel film, diretto da Giorgio Testi, regista romano diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, ci sono i video di Francesco Lettieri, cui il Festival di Pesaro ha dedicato una retrospettiva, e Giacomo Laser, i collage di Gio Pastori, le animazioni di Andrea Chronopulos... Tutto ha il sapore della roba fatta in casa e non potrebbe essere altrimenti, visto che parliamo di generazione Youtube, dalla grafica naif e piena di icone kawaii, alle finestre pop up, passando per gli screen shot da cellulare e gli immancabili meme e manga. Musiche gradevoli e una band di tutto rispetto, tra cui spicca il batterista Alberto Maria Paone, con Calcutta che si muove disinvolto come se stesse cantando di fronte a pochi amici e duetta con la Michielin e Francesco Brunori.

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