La caverna di Aladino degli audiofili

Rough Trade è una delle più grandi catene di negozi di dischi al mondo ancora in attività

08/07/2014
di Francesco Bonerba

Nel 1978 il mondo era un posto molto diverso. Il Punk era in cenere, Elvis non era morto da molto tempo e John Lennon doveva ancora essere assassinato. La musica era fruita in forma analogica, incontaminata da un’epoca digitale che era ancora una macchia confusa all'orizzonte dei pensieri. Fu in questo anno che la casa discografica Rough Trade iniziò la sua storia”.

Così il giornalista Neil Taylor introduce Rough Trade (cui ha dedicato un libro di oltre 400 pagine, Document And Eyewitness: An Intimate History of Rough Trade), negozio di musica “pioneristico, lungimirante, accogliente, radicale e rivoluzionario” nato a Londra nel febbraio 1976 ad opera di Geoff Travis e allargatosi, due anni più tardi, prima alla distribuzione e poi alla produzione musicale. Nel 1983, il negozio si trasferisce al 130 di Talbot Road, separando la propria attività da quella dell’omonima etichetta; da allora, Rough Trade è ancora lì, una “caverna di Aladino” tappezzata di poster anni Ottanta, perfetta per un’immersione nella musica indipendente e in un’atmosfera carica di storia e accogliente come un ricordo, isolato per un istante dal fluire del tempo. Nel 2007, in piena era digitale e in controtendenza al lento declino di molti rivenditori di musica, Rough Trade apre un nuovo magnifico store al 91 di Brick Lane, nella Old Truman Brewery, zona londinese recuperata dal degrado e trasformata in quartiere popolato da factory creative, negozi indipendenti, gallerie e ristoranti; un passo rischioso, considerata la chiusura di altri quattro punti vendita della stessa catena, uno sempre a Londra e altri tre rispettivamente a San Francisco, Tokyo e Parigi. Il Rough Trade East, un open space di 500 metri quadrati che ospita frequenti concerti, un’ampissima selezione di musica e libri e il caffè Monmouth, è invece diventato in poco tempo un polo culturale in cui hanno modo di incontrarsi (dal vivo o attraverso la musica di CD e vinili) “artisti stimolanti e ascoltatori dalla mente curiosa”, “fornendo a pensatori indipendenti musica indipendente”, lontano dalle logiche delle grandi major discografiche. L’intento era quello di creare, come afferma Stephen Godfroy, direttore del negozio, “un ambiente in cui le persone desiderano passare del tempo, che deve essere complementare allo stile di vita moderno, particolare, competitivo nel prezzo e coraggioso nel consigliare nuovi entusiasmanti prodotti senza fare affidamento su quelli più gettonati”. È probabilmente grazie a questa politica, fondata sull’esperienza che circonda l’acquisto del prodotto, che Rough Trade continua, a dispetto di ogni previsione, a sopravvivere, traendo nuova linfa dal ritorno dei vinili (780.000 quelli venduti nel 2013 nel Regno Unito, il risultato più alto dal 1997), a loro volta sostenuti dai rivenditori ancora attivi. Un esperimento, insomma, talmente positivo da essere stato da poco trapiantato, con modalità e atmosfere analoghe, a Brooklyn, New York, dove lo scorso 25 novembre ha aperto un terzo negozio Rough Trade (dalle scenografie decisamente accattivanti, cliccare http://gizmodo.com/more-than-a-record-shop-inside-brooklyns-massive-new-1471414581 per credere). Se non avete modo di recarvi direttamente a Londra o nella grande mela, l’acquisto per corrispondenza di CD, LP e mp3 è possibile sull’aggiornatissimo sito http://www.roughtrade.com/.

130 Talbot Road, London, W11 1JA

Tel. 020 7229 8541

Orari di apertura

Lunedì - Sabato 10.00 - 18.30

Domenica 11.00 - 17.00

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