Ma come suona Battisti?

Master propone in ben tre versioni (CD, LP e LP Deluxe) l’opera di Lucio Battisti: 60 brani rimasterizzati a 24/192 partendo dai nastri originali.

26/10/2017
di A cura della redazione redazione@suono.it

Il Box “Masters” propone su 8 LP (ognuno di colore diverso) o su 4 CD brani selezionati da tutti i periodi di Lucio Battisti, dagli esordi fino alle ultime produzioni con Panella; la versione su 3 LP, invece, è un estratto ulteriormente selezionato ma stampato su vinile nero 180 gr. Il Box deluxe a tiratura limitata (ciascuna copia è numerata XXXX/2000) e il box CD offrono anche un booklet con belle foto e le interviste ad alcuni musicisti e produttori tra quelli che hanno lavorato con Battisti (Geoff Westley, Alessandro Colombini, Franz Di Cioccio e Alberto Radius), sicuramente interessanti per scoprire aneddoti sulle session di registrazione in studio. Essendo la prima volta che si usano i nastri originali delle session in studio dalle prime stampe di LP e CD, con il trasferimento digitale in alta definizione è chiaro che l’interesse è massimo per tanti fan di Lucio la cui curiosità sarà certamente quella di fare confronti con le stampe del passato. Cosa che abbiamo fatto la prima volta, cercando ovviamente di capire quali migliorie abbia portato questo lavoro di restauro.

Sebbene il suono cambi parecchio da brano a brano – si tratta di registrazioni di varie epoche, dalla fine degli anni Sessanta agli anni Ottanta – abbiamo riscontrato che è la voce di Lucio Battisti ad colpire in primis, molto più nitida di quanto ricordassimo e molto ben collocata nella scena sonora.

Così dopo attenti ascolti anche a SUONO ci sentiamo di dire che la raccolta intitolata Masters (un cofanetto di 4 CD che raccoglie 60 brani pescati dalla intera discografia del musicista) presenta caratteristiche tecniche di buona qualità (gli esami tecnici su vari brani sono pubblicati nella versione cartacea della rivista). Ci fa piacere innanzitutto constatare il fatto che l’innalzamento del volume di ascolto (e conseguente perdita di dinamica) non sia stato tra i principali obiettivi dei tecnici, anzi, era da tempo che non ci capitava per le mani un lavoro pop così rispettoso delle dinamiche originali. La maggior introspezione nei dettagli delle canzoni è assolutamente oggettiva, soprattutto nei lavori del primo periodo, decisamente maltrattati nelle versioni remastered del 2003. Qui si è partiti da una delicata operazione di restauro dei nastri originali (descritta ampiamente nelle note di copertina), per poi riversare in digitale a 192 kHz. Confrontando le canzoni sia con le versioni in CD del 2003 ma anche con i supporti originali analogici, si percepisce un lieve effetto loudness che in alcuni casi ha avuto effetti positivi: per i brani del primo periodo e, paradossalmente, dell’ultimo, caratterizzato da suoni elettronici; meno per quelli del periodo di mezzo dove, in alcuni casi, le basse frequenze risultano un poco ingombranti e le medie leggermente arretrate. Bisogna dire però che i pro superano di gran lunga i “difetti” e in generale l’obiettivo dell’operazione è riuscito in pieno.

[ Pubblicato su SUONO n° 520 - ottobre - novembre 2017]

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