Prince – Sign O’ The Times Comunicato stampa

A trent’anni di distanza dalla sua prima uscita al cinema e a un anno dalla prematura scomparsa di Prince, arriva nelle sale di tutto il mondo in versione restaurata digitalmente Sign o’ the times, il film diretto dallo stesso Prince.

20/11/2017
di Rocco Mancinelli

Un appuntamento per celebrare il talento di Prince e per offrire al pubblico sparso in tutto il pianeta la possibilità di riunirsi negli stessi giorni, solo il 21 e 22 novembre (elenco delle sale su www.nexodigital.it), per ricordarlo e godere ancora una volta della sua musica e della sua straordinaria arte. Così un concerto che è già entrato nella storia della musica torna nelle sale per raccontare a trent'anni anni di distanza quanto sia immortale e rivoluzionaria l’arte di Prince. Ancora una volta, oggi come allora, l’invito per i fan sarà quello di vestirsi color pesca o di nero, come per i concerti dell’epoca. Il 1987 è un anno impresso nella memoria di tutti i fan di Prince: l’artista di Minneapolis è infatti reduce dalla pubblicazione di tre album di grande successo a nome Prince & The Revolution, la band di incredibili musicisti e performer che lo affianca live e in studio: dopo aver conquistato la vetta delle classifiche con la colonna sonora del film “Purple rain” (1984), aver pubblicato a seguire il suo album più colorato e variopinto Around the world in a day (1985) e concluso la trilogia dei Revolution con l’album Parade (1986), colonna sonora del film Under the cherry moon nella quale è contenuta una sua hit tra le più amate, Kiss, Prince sorprende tutti tornando alla ribalta con un doppio album inciso quasi da solo e destinato a diventare uno dei suoi massimi capolavori. Si intitola Sign o’ the times, esce a nome del solo Prince e, preceduto dalla pubblicazione del singolo omonimo, è il disco che contiene il suo più grande sforzo in termini di songwriting e di performance, un viaggio straordinario nel suo universo musicale che si espande in tutti i generi musicali, dal rock al soul, dal funk alla ballad spirituale, mentre i testi sono un condensato di tutte le principali tematiche della sua poetica - sesso, spiritualità, amore, gelosia, rimpianti, paura, speranza - incrociate al racconto di un decennio, quello degli anni ’80, che è sullo sfondo di tutta la narrazione. Il 1987 è anche l’anno in cui Prince decide, per la prima volta, di venire a suonare in Italia e lo fa per quattro concerti, il 7, 8, 9 e 11 giugno al Palatrussardi di Milano. Il tour di Sign o’ the times ha un dresscode preciso: "Vestitevi tutti color pesca… o nero", chiede l’artista, e il suo pubblico risponde con entusiasmo alla richiesta. Perché al Prince del 1987 non si può resistere. Il 1987 è anche l’anno in cui Prince di Sign o’ the times realizza un film concerto, che mette eloquentemente a fuoco quale fossero la carica vitale, la forza d’impatto musicale e il carisma da entertainer del “folletto di Minneapolis”: sostenuto da una band nuova di zecca e in grado di padroneggiare qualsiasi situazione (come la ballerina Cat Glover, la tastierista Boni Boyer, il bassista Levi Seacer Jr., il chitarrista Miko Weaver, la batterista Sheila E. e il tastierista Dr. Fink, già membro dei Revolution), Prince propone il meglio del doppio album inframmezzandolo a jam session e omaggi (come quello al jazzista Charlie Parker) che hanno al proprio centro un amore a 360° per la musica e per la performance. Il film di Sign o’ the times lo battezza e lo consacra di fronte al suo pubblico come uno dei più grandi musicisti e compositori di tutti i tempi, in grado di conquistare la stima di mostri sacri della musica come, tra gli altri, Miles Davis. Prince – Sign O’ The Times è distribuito in tutto il mondo da Nexo Digital.

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