Their Mortal Remains: le foto della mostra

C'è ancora tempo per vedere Their Mortal Remains, la spettacolare retrospettiva sui Pink Floyd in corso di svolgimento al Museo Macro di Roma sino al prossimo primo di luglio.

04/05/2018
di Vittorio Pio

Their Mortal Remains

Quando:fino al 01/07

Dove: Macro - via Nizza 138 Roma - www.museomacro.it

Inaugurata a Roma il 16 gennaio di quest'anno, si tratta di un viaggio audio-visivo in cui sono esposti oltre 350 oggetti in ordine cronologico - album, biglietti, manifesti, strumenti - che rappresentano i diversi momenti della storia di un gruppo che ha sempre fatto categoria a se nella storia della musica rock: giusto la base per spaziare, allargando confini ed orizzonti nella creazione di un genere assolutamente unico in cui sono stati degli antesignani per la loro capacità di mischiare le arti partendo dalla Swingin’ London della controcultura psichedelica. Leggendarie le loro grafiche e gli effetti speciali utilizzati durante i concerti, feroce il desiderio di arrivare alla perfezione assoluta del suono in sala di registrazione come nei loro acclamatissimi show dal vivo. Ed aggirandosi fra le sale con la loro musica in cuffia con video e frammenti di interviste sottotitolati in italiano, ritroverete queste sensazioni. Dal mitico Live at Pompei del 1972 in cui non avevano certamente raggiunto la fama planetaria che gli arrise in seguito, anche se avevano già dimostrato, nel silenzio dell’anfiteatro, con immagini intervallate alla lava in fiamme, di avere le idee chiare nel creare un genere lontano dai raduni oceanici allora in voga, fino alle trovate geniali per i vari concept che hanno fatto certamente epoca: da The Dark Side Of The Moon a The Wall, due dei vertici assoluti del super gruppo dalle fortissime individualità come Roger Waters e David Gilmour che arrivò nel 1968 ad unirsi al gruppo, inizialmente per supplire alle probabili defaillance di Syd Barrett, ormai perso in allucinazioni di ogni tipo e alla cui militanza il gruppo dedicò lo struggente album Wish you were here. La band si sciolse nel 1995, riunendosi poi per un concerto al Live 8 del 2005 a Londra. Il bassista e leader della band Roger Waters e il chitarrista David Gilmour, da allora, hanno intrapreso carriere soliste di buoni successi. Barrett morì nel 2006, dopo una brevissima parentesi solista si ritirò poi a vita privata dedicandosi alla pittura e giardinaggio, mentre il tastierista Rick Wright è scomparso nel 2008. Sono ben ricordato nel percorso realizzato dallo studio di grafica Hipgnosis — e nello specifico dal celebre designer Storm Thorgerson, che ha fondato lo studio nel 1967, e dall’illustratore Aubrey ‘Po’ Powell — con la collaborazione del batterista Nick Mason: tra di loro cimeli: dagli strumenti musicali (sintetizzatori e chitarre in primo piano), a personaggi, curiosità e chicche di ogni tempo e foggia. Come le immagini del Pink Floyd Ballet firmato Roland Petit, portato per la prima volta in scena nel 1972 con la band che suonava dal vivo. Oppure il primo album, registrato ad Abbey Road mentre nella sala accanto c’erano niente meno che i Beatles. Non potevano mancare cui la ricostruzione del furgone Bedford che i Pink Floyd hanno utilizzato per i primi tour, o il grosso gonfiabile a forma di maiale per ricordare la copertina di un altro disco epocale come Animals, ripreso dallo stesso Waters nei suoi ultimi concerti con una spettacolare scenografia che ha ricostruito la centrale industriale di Battersea. E poi i concerti di The Wall, con le gigantesche maschere che hanno fatto epoca. Fino ad arrivare al celebre e discusso concerto galleggiante di Venezia organizzato da David Zard, di fronte a piazza San Marco, nel 1989, che fu trasmesso in contemporanea in oltre venti Paesi e di cui non si sono mai smorzate le polemiche. “È stato bello vedere alcuni oggetti che non vedevo da tempo – ha ribadito Waters, di recente in Italia per la prima parte del suo tour intitolato eloquentemente Us and Them- Mi ha riportato alla mente molti immagini ed emozioni che vagavano nella mia memoria". Il viaggio si conclude con la Performance Zone, in cui si ammira la vibrante performance di Comfortably Numb, eseguita al Live 8 del 2005. Con la tappa di Roma, inizia il tour internazionale della mostra, originariamente allestita presso lo stiloso Victoria and Albert Museum di Londra, dove è stata visitata da oltre 400mila persone.

Their Mortal Remains

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