• Anno: 1958
  • Casa discografica: Sam Records/Fontana/Speakers Corner
  • Genere: Jazz
29/06/2017

Miles Davis Ascenseur pour l'échafaud

di Vittorio Pio

Una session di culto, una delle poche che il divino Miles progettò interamente nel vecchio continente che così tanto lo venerava. Parigi ne fissò il suo quartier generale per una serie di affinità elettive, il club Saint Germain che lo ingaggiava spesso, era di proprietà dell’intellettuale e scrittore Boris Vian. Fra i suoi molti ammiratori c’era anche il regista Louis Malle, che nel 1957 gli commissionò la colonna sonora di un noir in preparazione, evento che dopo una fase di iniziale scetticismo, finì con l’entusiasmare il trombettista, appena reduce dalle sessions del raffinatissimo Miles Ahead, album illuminato dagli arrangiamenti di Gil Evans. Scelto un vecchio palazzo nel cuore della ville lumière, per amplificare suggestioni ed atmosfere, Davis in quel momento aveva appena sciolto il suo quintetto dei suoi anni alla Prestige, per gravi problemi di tossicodipendenza che riguardavano un po’ tutti, ma fu lo stesso capace di riunire intorno al poderoso batterista Kenny Clarke, vecchia conoscenza dai tempi del bop, una fantastica line up di amici e musicisti, che primeggiavano sulla scena parigina, ovvero Barney Wilen (sax tenore), Rene Urtreger (piano), Pierre Michelot (basso), tutti capaci di elaborare un mood sognante che da lì a poco avrebbe trovato la sua massima esplicazione nell’imprescindibile Kind Of Blue.

Il processo fu del tutto similare: entrati in studio alle 22 con qualche bozza armonica, i musicisti trovarono la giusta alchimia già dopo qualche ripetizione delle scene in cui Malle (che aveva scelto come protagonista della pellicola una splendida Jeanne Moreau), desiderava fosse composta la musica, circostanza peraltro del tutto nuova anche per Davis che fino ad allora mai aveva partecipato ad una colonna sonora, nel primo esperimento di presa diretta. Alle 8 del mattino seguente il lavoro poteva ritenersi concluso ed in questo stiloso 10 pollici che riprende in una doppia copertina apribile le immagini presenti nell’archivio Ina dell’epoca, c’è la sequenza originale che a dispetto delle apparenze, ha una durata di “soli” 18 minuti. Assecondati dal magnifico pianismo del sottovalutato Urtreger, Miles suona morbido e notturno trovando una spalla validissima in Wilen, Michelot e Clarke sigillano la bellezza di questa musica che, sebbene non realizzata in forma di opera compiuta, ha un pathos emotivo di rara efficacia con molti spunti nuovi e brillanti. Must da aggiungere alla propria collezione senza alcun ripensamento.

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