• Casa discografica: Splasc(h) Records
  • Genere: Jazz
31/07/2003

Lanfranco Malaguti Parole, Parole

di Maurizio Favot

I musicisti italiani di formazione jazzistica non si sono misurati e non si misurano spesso con il songbook "leggero" nostrano. Chissà, forse il timore è quello di andarsi a impelagare in qualcosa che possa assumere un'atmosfera da pianobar, o di sentirsi dire che s'è giocato al "motivo misterioso"… Tra i pochi che hanno invece frequentato questa strada con impegno e convinzione c'è il chitarrista Lanfranco Malaguti (romano, ma da tempo trapiantato dalle parti di Treviso), che dopo aver dedicato un intero CD ai Beatles nel '90 (era allora fresco vincitore del referendum della rivista "Musica Jazz" in qualità di miglior nuovo talento), se ne uscì l'anno successivo con un lavoro significativamente intitolato Azzurro, con temi di Modugno, Morricone, Trovajoli, Conte, Tenco, Endrigo e Paoli proposti in trio e in solo. Il CD qui in esame si colloca cronologicamente subito dopo, essendo stato registrato nel gennaio del '92, e allarga quello stesso trio (con Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria) alla dimensione del quartetto con l'inserimento di Stefano D'Anna al sax tenore. Il risultato è eccellente, con una serie di interpretazioni sensibili e raffinate, che partono dai mood originari per ridisegnarne i contorni con chiosature sempre valide e spesso emozionanti. Da Mina a Pino Daniele, da Gino Paoli a Fabio Concato, da Luigi Tenco a Zucchero, sfilano una dozzina di "finestre" che illuminano scenari scelti tra il meglio della canzone italiana tra i '60 e gli '80…

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