• Casa discografica: Splasc(H)
  • Genere: Jazz
14/07/2006

Fulvio Buccafusco Zagara e sale

di Federico Scoppio

Fulvio Buccafusco suona il contrabbasso e compone. E’ originario di Palermo, dove è nato nel 1973. Inizia come autodidatta, ma poi passa per le scuole (studia anche con Salvatore Bonafede), fino a d arrivare all’Università della musica di Roma. Dopo aver frequentato il jazz italiano a buoni livelli, si concede questo disco come risultato di un periodo passato lontano dall’Italia, come lui stesso confida nelle note di copertina. Il luogo che nasconde sembra essere l’Olanda… Comunque chiama a sé Stefano D’Anna, che alterna sassofono tenore e soprano, David Berckman al pianoforte, Ananas Popov alla batteria e Florinda Piticchio alla voce in un paio di brani. Ecco, i brani in scaletta. Sono otto in totale, e soltanto due rifacimenti: c’è Azure di Duke Ellington e Modinha di Antonio Carlos Jobim, perché sono “due tra i compositori del Novecento che amo maggiormente”. Davvero coraggiosa e personale la rivisitazione di Modinha, nella quale la voce della Piticchio si esalta sul serio. Si capisce che dietro al disco ci sia un progetto, un’ideazione, inoltre la resa appare molto ben saldata, visto che i musicisti sono tutti di ottimo livello, Stefano D’Anna un gradino sopra gli altri per colorazioni, vivacità e intensità. Il lavoro soffre però di alcuni momenti di stasi, come in Mr. Van Gogh, nella quale prende il sopravvento il contrabbasso del leader. Diciamolo: sembra protagonista anche quando non dovrebbe. Ma sono problemi che Buccafusco, viste le premesse, riuscirà certamente a superare.

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