Belladonna – Il made in Italy da Grammy Awards

Di:Paolo Perilli
Pubblicato il:

I Belladonna sono un gruppo italiano conosciuto più all’estero che in patria: il loro ultimo album
contiene due brani presenti nei ballot per i Grammy Awards 2008, caso più unico che raro considerando
che si tratta di una band italiana addirittura priva di casa discografica!

Ovviamente i Belladonna non hanno vinto, ma si sono scontrati ad armi pari con gruppi storici del rock internazionale e, solo per il fatto di essere stati presi in considerazione, si meritano un premio morale indipendentemente dai gusti musicali! Un plauso quindi a questo gruppo che, poco alla volta, si è guadagnato il consenso di tantissimi fan stranieri tramite la ormai famosa community MySpace, della quale loro e pochi altri sono stati praticamente i pionieri (per quanto riguarda gli italiani). La loro musica viene definita rock noir, è cantata in inglese e i testi parlano di argomenti come la pazzia, la reincarnazione, la magia, il sesso e l’erotismo. Il sound è tutto sommato conservatore, non facendo uso di elettronica ma di un classico line up costituito da basso, batteria, piano, chitarra e voce. Una miscela azzeccata di suoni e messaggi che è stata ascoltata dagli utenti di MySpace per più di un milione di volte e che li ha praticamente costretti a produrre autonomamente il loro primo CD (Metaphysical Attraction) con dei provini non destinati inizialmente ad un utilizzo commerciale… Alla faccia della crisi del mercato discografico e della ormai comune demonizzazione di Internet come istigatore di pirateria musicale, i Belladonna hanno saputo sfruttare un meccanismo di cui loro stessi non erano coscienti all’inizio della loro avventura e che ora li potrebbe portare nell’olimpo delle rock band di culto a livello internazionale! Abbiamo incontrato Dany e Luana, rispettivamente il chitarrista e la cantante del gruppo, nonché i compositori e ideatori di questo genere musicale che sembra essere tutto italiano.

SUONO: Come avete saputo di essere presenti nei ballot dei Grammy Awards?
Dany: Ci stavamo organizzando per andare a registrare negli Stati Uniti i primi brani di quello che sarà il nostro secondo album prodotto da Sylvia Massy (ndr. ha fatto il primo disco dei System of a Down, il primo degli Skunk Anansie, ha lavorato con Johnny Cash ed è stata per anni il fonico di Prince) e proprio lei, quando stavamo prendendo accordi per il viaggio, si complimentò con noi per le nomination. Lì per lì siamo caduti dalle nuvole, anche perché ci sembrava una cosa assurda, così abbiamo aspettato finché sul sito del Grammy hanno pubblicato ufficialmente i ballot.
Luana: Inizialmente pensavamo di essere un gruppo tra migliaia, poi ci siamo stupiti quando abbiamo capito che le nostre canzoni si trovavano in alcune categorie solo tra duecento scelte da tutto il mondo.
Dany: Ci è sembrato incredibile vedere che nella categoria “Migliore performance rock di un gruppo” c’erano due pezzi nostri e uno solo dei Depeche Mode!
Quali sono i pezzi selezionati e in quale categoria sono stati inseriti?
Dany: Black Swan e Foreverland appunto per la Best Rock Performance by a Duo or a Group e sempre Foreverland per la categoria ancor più prestigiosa chiamata Best Rock Song assieme a gruppi come Who, U2 e Foo Fighters solo per citarne alcuni. Ci è sembrato assurdo vederci lì e ancor di più se pensi che siamo un gruppo italiano autoprodotto senza alcun contratto discografico.
Come è nato Metaphysical Attraction, ovvero l’album che contiene questi brani?
Luana: Nasce nel momento in cui io e Daniele abbiamo iniziato a scrivere dei brani in inglese senza aver ancora l’idea di comporre un album; si trattava di brani che stavamo collezionando per noi e per la band per puro piacere personale. Poi nel 2005 con la scoperta di MySpace, quando ancora in Italia non era molto conosciuto, abbiamo uploadato dei pezzi e, grazie al passaparola tipico di quella community e al riscontro che stavano ottenendo, abbiamo deciso di accorpare questi provini su un CD che poi è diventato Metaphysical Attraction.
Dany: Grazie a questo exploit dei Grammy Awards si è finalmente parlato di noi al di fuori dell’ambito MySpace e così alla Venus di Milano hanno deciso di accettare questa scommessa con la decisione di distribuire il disco anche nei negozi italiani.
La storia di questo disco ha quasi dell’incredibile se pensiamo alla crisi del mercato discografico e al fatto che si tratta essenzialmente di provini casalinghi…
Dany: Dal punto di vista tecnico il disco è estremamente semplice; pensa che le batterie sono state registrate in sala prove con tre microfoni e degli ADAT…
Luana: In generale tutti gli strumenti e anche le voci sono stati poco ritoccati e in molti casi è valsa la regola “buona la prima”.
Dany: È ovvio che abbiamo cercato di registrarli quanto meglio possibile ma con i mezzi che avevamo a disposizione, più che altro per avere del buon materiale su cui poi lavorare successivamente. Anche quando li abbiamo caricati su MySpace lo abbiamo fatto con lo spirito di far sentire dei demo, anche se ben fatti. Dopo un paio di mesi abbiamo ricevuto tantissime richieste di acquisto da parte dei fan, così ne abbiamo messi insieme undici e stampato a spese nostre un CD da poter offrire.
È possibile che proprio questa spontaneità tipica dei lavori fatti con mezzi poveri abbia fatto la vostra fortuna donando al disco un sound rock old style?
Dany: Il fatto che siano stati registrati innanzitutto per puro piacere personale, crediamo abbia contribuito non poco alla presa sul pubblico. Si tratta di una sorta di magia che si avverte inconsciamente e poi, tutto sommato, questo è anche il vero spirito del rock’n’roll. Proprio per questo vogliamo che anche il secondo disco, seppur prodotto da una grande professionista come Sylvia Massy, abbia più o meno lo stesso approccio senza troppi ritocchi su delle performance praticamente live. Quello che cambierà è che le prese microfoniche saranno di prim’ordine grazie alle possibilità tecniche offerte dallo studio californiano Radio Star in cui si utilizzano strumenti vintage di valore storico; ad esempio il banco di una delle sale è quello con cui si è mixato The Song Remains the Same dei Led Zeppelin.
Avete mai pensato al fatto che qualche anno fa, senza le possibilità offerte da Internet tutto questo non sarebbe stato possibile?
Luana: È un po’ come se si fosse buttato del diserbante per ricominciare daccapo. L’attuale tecnologia ha permesso di fare a meno di tante figure professionali e il ruolo delle case discografiche che un tempo era centrale, oggi si è decisamente ridimensionato. Se le cose andranno bene e un domani avremo bisogno di un’organizzazione più professionale alle nostre spalle, saremo noi a sceglierci determinati collaboratori e non è detto che si tratterà di una casa discografica come viene concepita ancora oggi.
Dany: Un po’ come è successo con la Venus, è chiaro che si tratta di una struttura che svolge un lavoro che noi non potremmo mai fare, ma non si tratta di un accordo di subordinazione, praticamente siamo soci e stiamo scommettendo su un progetto. È difficile dire cosa saremmo oggi senza MySpace perché le persone che hanno dimostrato di avere un’affinità speciale con noi vengono in larga parte dall’estero, forse non solo perché la nostra musica è cantata in inglese ma è anche “suonata” in inglese e non ha nessun riferimento con la musica italiana. Una decina di anni fa avremmo forse potuto spedire i nostri demo a degli addetti ai lavori e una remota possibilità che uno di questi avesse potuto sintonizzarsi con la nostra musica è ovviamente da considerare.
Luana: Forse avremmo tentato i soliti percorsi cercando di farci conoscere qui in Italia, ma le caratteristiche della nostra musica non appartengono né al genere indie né al mainstream, e visto che qui si tende molto a classificare in una o nell’altra categoria non avremmo avuto futuro. Internet ha assunto in questi ultimi anni un ruolo di incredibile valore per i gruppi musicali. Nella mente degli ascoltatori c’è sempre meno distanza tra i media tradizionali e MySpace, lo si considera quasi alla stregua di TV e radio. C’è sempre meno stupore nel considerare un gruppo che si fa strada sul web anziché su MTV e, se pensiamo che gli iscritti alla community ormai sono circa 200.000.000, è evidente come l’aspetto meritocratico assuma un ruolo determinante.
Per assurdo potreste far successo in Italia solo di conseguenza al fatto che avete avuto successo all’estero, come se foste degli artisti stranieri.
Dany: Nel nostro piccolo è un po’ quello che è successo con i ballot per il Grammy che hanno sollevato delle onde a nostro favore ma se devo dirti la verità il successo per il successo non è il nostro fine. Ormai siamo abituati ai commenti dei nostri fan che realmente asseriscono di provare i brividi ascoltando la nostra musica; questa cosa ovviamente ci inorgoglisce e ci piacerebbe che tutti i nostri fan provassero questo tipo di emozioni. Meglio pochi ma buoni, meno popolari ma più cult. Secondo me qui in Italia gli artisti di successo sono quelli di cui i media parlano, indipendentemente dalla loro bravura.
Per info:
www.myspace.com/wwwbelladonnatv
www.belladonna.tv

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