Andrea Motis – Emotional Dance

Di:Antonio Gaudino
Pubblicato il:
Anno di pubblicazione: 2017
Casa discografica: Impulse!

A 22 anni la trombettista e cantante nata a Barcellona, Andrea Motis è già una veterana con 6 album alle spalle. Il debutto con una grossa casa discografica, la celeberrima e storica Impulse! segue la solita ricetta per raggiungere la fama mondiale: scodella canzoni, aggiunge e mescola l’ordinario e vi tira in ballo parecchi standard jazz di celebri "crooner" quali Johnny Mercer, e composizioni di Jobim, Cole Porter e del pianista Horace Silver. Il tutto si amalgama molto bene ma spinge la sua abilità in troppe direzioni diverse. Essere talentuosa in più discipline, non significa tentarsela con tutto e tutti. Il suo lato di trombettista vince sul resto, libera dall’umore scostante di Miles Davis, punta verso le tonalità più calde di Clifford Brown e Dizzy Gillespie. Va detto che la Motis è anche una compositrice superba, con una serie di trucchi prodigiosi su tonalità che suonano come i vecchi classici. "Save the Orangutan" è un’opera strumentale hard bop degna del grande drummer Art Blakey con un assolo di classe mondiale e intensi unisoni che esplodono con il sax tenore di Joel Frahm. Meno di successo sono i tentativi della Motis di cantare gli stardard americani, dove la sua pronuncia è spesso ingarbugliata, confusa e manca di identità. "You’d Be So Nice To Come Home To" sarebbe perfetta se non fosse cantata, nel qual caso si potrebbe sentire maggiormente il suo lavoro alla Chet Baker & Gerry Mulligan, con il sassofonista baritono Scott Robinson. Detto questo, su "Baby Girl", bel pezzo vintage, gestisce una melodia complessa con grande destrezza, sulla base del suono stimolante, diviene un "crapshoot" (lancio di dadi perfetto: 6+6). Ovviamente non sorprende che si senta maggiormente a suo agio quando canta in catalano. Nella lamentosa "Matilda" trasuda bramosia verso il vibrafono di Warren Wolf. "La Gavina" è un arzillo valzer con un assolo euforico del pianista Ignasi Terraza, un componente del quartetto peso piuma che la accompagna costantemente. Diciamolo, la Motis ha tutti gli ingredienti per il successo, è brava, di talento e bella. Bisogna prendere questo album come un antipasto, un assaggio della sua futura grandezza che deve ancora arrivare.

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