Anouar Brahem – Souvenance

Di:Daniele Camerlengo
Pubblicato il:
Anno di pubblicazione: 2014
Casa discografica: ECM / Ducale

Il mondo interiore di un artista è un subbuglio di primitive incandescenze emozionali in stretto dialogo con ciò che erige e identifica la realtà del vissuto quotidiano, una compagna immateriale che non consce mezze misure, vive sopita nell’intimo, in spazi temporali dilatati, per poi d’improvviso svegliarsi e donare stimoli e ispirazione inarrestabili. In questo caso cinque lunghi anni di silenzi meditativi sono trascorsi dalla pubblicazione dell’ultimo lavoro discografico, anni nei quali drammatici eventi hanno sconvolto l’artista e la sua cara terra natia. Anouar Brahem è uno dei massimi esperti e interpreti dell’oud e le tragiche vicende che lo hanno scosso sono accadute in Tunisia, la sua patria, e hanno il nome di Rivoluzione dei Gelsomini. Souvenance è il titolo di questo doppio album che il musicista tunisino ha realizzato per la prestigiosa ECM, la cui traduzione in italiano è memoria, ricordo, una chiara riconduzione al buio politico e sociale che ha influenzato il lavoro. La musica di Souvenance è dolce lamento, vivace e garbato è l’incidere del melodiare dei protagonisti che, inevitabilmente, risalta gli aspetti crudamente drammatici del dettato sonoro. Ogni composizione, che scaturisce volutamente dal piano di François Couturier,riceve il sostegno degli archi (un’idea di orchestrazione presente fin dall’inizio nella mente di Brahem e approvata dal mecenate Manfred Eicher), il cui compito è di metter luce e brillantezza al fraseggio onirico dell’oud, che avvalora la trama del brano e innesca un intimo interplay con il clarinetto basso di Klaus Gesing. Le costruzioni ritmiche del basso di Björn Meyer indicano un sentiero battuto di rado che vive della sorpresa dell’improvvisazione, dove ogni interprete deve bandire l’infruttuosa invadenza strumentale e godere dei silenzi mistici. Ogni traccia del disco porta la firma di Anouar Brahem mentre per gli arrangiamenti (fatta eccezione per la versione orchestrale di Nouvelle Vague, arrangiata da Tõnu Kõrvits) si è avvalso della collaborazione del compositore Johannes Berauer. L’album è stato registrato a Lugano all’interno dell’ Auditorium Stelo Mori con l’Orchestra della Svizzera Italiana diretta dal Maestro Pietro Mianiti. Sulla pagina ufficiale Facebook di Anouar Brahem potete ascoltare estratti delle presentazioni ufficiali avvenute in occasione del 50° Festival Internazionale di Cartagine e al Prinzregententheater di Monaco, dove il quartetto Brahem è stato affiancato dalla Tallinn Chamber Orchestra.FORMAZIONEAnouar Brahem (oud)François Couturier (piano)Klaus Gesing (bass clarinet)Björn Meyer (bass)Orchestra Della Svizzera Italiana (Pietro Mianiti – conductor)

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SUONO n° 558

Dicembre
 2021

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