Dino Rubino – Roaming Heart

Di:Antonio Gaudino
Pubblicato il:
Anno di pubblicazione: 2015
Casa discografica: Tuk Music

Alcuni, su questa terra, alzandosi ogni giorno, stirando le braccia, sorridono alla vita. E la vita li vizia, è grata a loro, che spesso suonano i suoi benefici e talvolta i suoi svantaggi. Questi sono gli eletti. Hanno tutto. Sono belli, ispirati e, appena mettono le mani sul pianoforte, diffondono intorno a loro un po’ della serenità in dote ai saggi. Dino Rubino appartiene a questa categoria di beati che condividono la loro felicità con noi, e ogni composizione, o quasi, è un regalo inaspettato. La sua vita a Parigi influenza il catanese, come si sente da subito con Grigio, composizione che apre l’album e ci introduce nel suo universo musicale. Segue Smile, brano di rara bellezza, dove l’aria del cinema muto si incontra con sonorità che appartengono al suo bagaglio personale, oltre che a un passato recente fatto di composizioni visive fra Satiè e Chaplin; sì, perché Smileavvolge il cuore in una garza di malinconia e la vitale Lennon lo libera e lo fa battere veloce. Questa è l’aria che si respira nel polmone musicale di Rubino, anche nei suoi passaggi di festa oltre che di malinconia. La malinconia può conoscere anestesia ma non cancellazione. È da lì, dalla presa di coscienza del suo talento, che sgorga la poesia. Il suo modo unico e originale nel suonare il pianoforte ci sorprende ancora una volta dopo il notevole e precedente Kairòs (in ottetto), così come ci sorprendono, nelle note del booklet dell’album, le parole della grande cantante Edith Piaf, che lui cita: Niente è grave, tutto ricomincia. Nel cuore di chi crede c’è sempre una profonda speranza. Parole non a caso se seguite da composizioni quali Stagioni, Umori e Lontano. Poi troviamo un gioiello di rara bellezza, bello oltre il sogno: Un Jour, dove il pianista-trombettista ci avvolge e ci lascia inchiodati al lettore CD ad ascoltare la scelta delle sue note, con una conoscenza dell’economia degli accordi frutto del dono e dell’esperienza che "frequentano" solo i grandi veri, quelli che lasciano il segno. L’album è in piano solo, va detto e ribadito, ma proprio per questo i suoi assolo sorprendono per completezza, con armonizzazioni uniche e complete: una sola moltitudine, parafrasando Pessoa, perché hanno un solido fondamento armonico e ritmico, anche senza altri strumenti, comprese unità ripetitive della mano sinistra capace di inventiva, favorendo una linea melodica elegante e delicata. Arte poetica, niente di dimostrativo, il suo pianoforte è sempre al servizio della musica. A completare il tutto, il suono e il mixaggio, eccellenti. Ancora una volta Dino ci tiene compagnia, mirando dritto al cuore di chi ascolta.

In edicola

SUONO n° 558

Dicembre
 2021

Gli ultimi articoli

Duo flauto-chitarra a Roma Sinfonietta il 1° dicembre all’auditorium di Tor Vergata

Paola D'Ignazi
-  

Mercoledì 1 dicembre per i concerti di Roma Sinfonietta all’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) suonerà il Duo Amigdala.

Leggi tutto...

Ecotons: Jam Session e Live Concert

Paola D'Ignazi
-  

Irina Solinas sarà protagonista il 10 dicembre a Como presso Tre Incroci (Ex Tintostamperia Val Mulini) di un triplo evento, promosso nell’ambito delle iniziative di Gener-Azioni: al mattino, un incontro musicale per i ragazzi e le ragazze ospiti del Centro Socio Educativo di Ancora Società Cooperativa Sociale, al pomeriggio una Jam Session aperta a tutti gli artisti del territorio e alla sera il live dello spettacolo Ecotonos.

Leggi tutto...

Strange Days: 15-16 luglio 2022 Supergrass e Idles al Parco delle Valli a Roma

Paola D'Ignazi
-  

Due giorni all’insegna delle chitarre e del divertimento al Parco delle Valli a Roma il 15 luglio con i Supergrass e il 16 luglio con gli Idles.

Leggi tutto...

Il giornale secondo loro...