Fabio Concato – Musico Ambulante

Di:Vittorio Pio
Pubblicato il:
Anno di pubblicazione: 2021
Casa discografica: Halidon

Non è la prima volta che Concato riprende il suo inossidabile repertorio, ma in chiave totalmente acustica diventa una piacevole (ri)scoperta, anche perchè diciamolo subito, la sua voce non ha perso niente di quel tratto originale ed immediatamente riconoscibile che lo ha sempre contraddistinto. Garbato, nostalgico e sincero, il cantautore milanese continua su quel percorso che non lo ha mai visto omologarsi o piegarsi a logiche commerciali, per il consenso dello zoccolo duro che lo segue con la massima fedeltà, ma anche di nuove generazioni che ne scoprono via via la delicatezza. Con il supporto del sapiente chitarrista Andrea Zuppini, Concato lucida l’argenteria di casa mantenendo allure e sobrietà . Ognuno potrà scegliere la sua canzone quindi: da Fiore di Maggio (dedicata alla figlia Carlotta) a E ti ricordo ancora, Domenica Bestiale, o ancora Rime per un sogno, la più recente Quando arriverà e Gigi, la preferita dell’artista, un ricordo del papà jazzista Luigi Piccaluga, che non tustti sanno essere figlio del tenore Nino Piccaluga, la cui moglie Augusta Concato, anch’ella cantante lirica nonchè giornalista e poetessa: determinante quindi nell’influenzare i destini artistici dei suoi discendenti. L’ottima registrazione fornisce una scena dinamica fedele, mentre alla fine del primo disco (stampata anche una limited edition in vinile), c’è anche L’umarell, agro-dolceinedito in dialetto milanese in cui si torna indietro ai giorni del primo, tragico lockdown: “Gli umarell sono quei signori, spesso pensionati-ha ribadito l’artista nel presentare la raccolta- che con le mani rigorosamente intrecciate dietro la schiena amano trascorrere le giornate osservando e controllando gli operai al lavoro nei cantieri in giro per le città-Tempo fa un mio amico mi ha regalato la statuina di un umarell: la tengo nel mio studio, sul leggio della tastiera. Mi osserva quando suono, quando canto. A volte mi è parso proprio che fosse sul punto di chiedermi qualcosa, di interrogarmi sul mio apporto in relazione a questo isolamento: Ma cosa dovrei fare in quarantena? Mi sono chiesto, guardandolo.” Coerente sino all’ultimo, il nostro musico ambulante.

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SUONO n° 558

Dicembre
 2021

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