Perigeo – Antologia

Di:Guido Bellachioma
Pubblicato il:
Anno di pubblicazione: 2014
Casa discografica: Rca Legacy/SonyBMG

Il Perigeo è stato uno dei gruppi più importanti per la fusione tra le istanze del neonato jazz elettrico e il rock più trasversale, spesso inserito nella nascente scena progressiva meno sinfonica e stereotipata. La Sony, che dopo varie fusioni ha rilevato l’enorme catalogo e archivio della leggendaria RCA Italiana, ha assemblato un "succulento" box con i cinque album in studio (pubblicati ogni 12 mesi), due live da tempo fuori catalogo (Live in Italy, registrato a Pescara il 6 agosto 1976; Live at Montreux, registrato il 7 luglio 1975 al Casinò di Montreux) e un DVD con estratti da due reunion (Umbria Jazz, 10 luglio 1993, dove mancava il solo Biriaco; Casa del Jazz, Roma, 30 settembre 2008, con il quintetto classico) e il resoconto dell’intervista alla band da parte dei giornalisti romani (Casa del Jazz, 19 gennaio 2008). La confezione è completata da un libretto a colori di 52 pagine, curato molto bene nei testi ma meno nelle foto, unica pecca del box. Fortunatamente non c’è stata una profonda opera di rimasterizzazione, che spesso altera le dinamiche originali in favore di un revisionismo storico che non fa altro che peggiorare le cose. I master del Perigeo suonavano già bene dato che la RCA investì parecchio nelle loro registrazioni. Il quintetto, nato nel 1971 per volontà di Tommaso, che coinvolse per primo D’Andrea, in studio aveva le idee quasi sempre chiare per tirar fuori opere di alto livello, tranne alcune parti di La valle dei templi. Anche dal vivo dava veramente il massimo, come dimostrano le reazioni entusiastiche degli ascoltatori, pur in situazioni inusuali per un gruppo d’impronta jazz: Villa Borghese Pop Festival ’74 e Villa Pamphili ’74 (entrambi a Roma), Be-In ’73 (Napoli), Parco Lambro ’74 (Milano). Memorabile un tour nel 1974 coi Soft Machine, formazione di punta del jazz-rock inglese allora molto popolare, dove il Perigeo doveva essere il gruppo "spalla", come si diceva in quegli anni, e la vita dei gruppi spalla non era affatto facile, visto che il pubblico solitamente era loro ostile, molto ostile. In quell’occasione, invece, la gente fischiò spesso gli inglesi, chiedendo che il Perigeo tornasse sul palco. I dischi sono ancora piuttosto freschi e molto belli, ricchi di quella fantasia incredibile della prima metà degli anni ’70, scalfiti solo leggermente dalla polvere del tempo in alcuni arrangiamenti. Azimut è un incredibile disco di esordio, forse il più sperimentale, dove il jazz elettrico scoppietta e pulsa al ritmo delle prime emozioni dei musicisti in quella nuova avventura. Abbiamo tutti un blues da piangere, una delle più belle copertine della musica italiana di sempre, è un lavoro mistico e intenso: l’iniziale Non c’è tempo da perdere chiarisce subito la classe cristallina del loro jazz-rock mediterraneo… lunga introduzione a crescere e al quarto minuto parte un riff irresistibile, portato dal piano elettrico, quasi pop, di struggente magia. Genealogia è la sintesi perfetta del progetto Perigeo… aperto, solare e struggente, dove l’ammaliante title track e la quasi cantabile Via Beato Angelico si elevano a vette assolute. La valle dei templi, pur essendo un album ancora molto valido, non è esente dal condizionamento derivato dall’accentuata e crescente popolarità della band, più rigido e studiato degli altri. Il capitolo conclusivo, Non è poi così lontano, concepito tra gli Stati Uniti e il Canada, è probabilmente il 33 giri più completo e maturo del Perigeo, nonostante qualche forzatura (la sezione orchestrale non è sempre in linea con il suono del gruppo) e la stanchezza personale che affliggeva gli artisti. Un disco sicuramente da rivalutare. Tra suoni, visioni e parole un cofanetto immancabile dal costo molto contenuto e una resa tecnica di ottimo livello. Avremmo voluto avere, almeno per le prove in studio, l’edizione in vinile. Peccato.FORMAZIONEGiovanni Tommaso (contrabbasso ad arco, basso elettrico, voce, sintetizzatore)Claudio Fasoli (sax tenore, soprano, contralto)Bruno Biriaco (batteria, percussioni, piano acustico)Tony Sidney (chitarra elettrica, classica e acustica)Franco D’Andrea (pianoforte acustico, piano elettrico, sintetizzatore)Dick Smith, Mandrake, Naco, Tony Esposito (percussioni)Roberto Gatto (batteria)

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SUONO n° 558

Dicembre
 2021

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